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Fonte: Instagram @latriecu

Moises Caicedo guida la nuova generazione di talenti di casa Ecuador, una delle nazionali in rampa di lancio nel panorama calcistico sudamericano

La vittoria in Bolivia, la prima in trasferta nel percorso verso Qatar 2022, permette all’Ecuador di guardare al futuro con moderato ottimismo. La squadra allenata da Gustavo Alfaro, arrivato in seguito alla diaspora tra la federazione e Jordi Crujiff, ha dato continuità al buon successo casalingo contro l’Uruguay, ponendo una mattonella in più verso quel Mondiale che dalle parti di Quito manca dal 2006.

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Ciò che però impressiona maggiormente non è tanto la quadratura che Alfaro ha saputo dare al suo Ecuador, quanto l’impressionante mole di talento capace di produrre uno dei più piccoli paesi sudamericani per densità e popolazione. Tanti di questi ragazzi si sono affermati nell’ultimo biennio, grazie alla vetrina internazionale delle varie manifestazioni alle quali hanno partecipato, peraltro ottenendo ottimi risultati.

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Una semina produttiva

Risultati che, ovviamente, non sono frutto del caso, ma di una programmazione certosina che permette ai talenti locali di valorizzarsi già in giovanissima età. La Primera A d’Ecuador non è di livello altissimo, attrae qualche straniero (ma tutti avanti con l’età) e per questo, paradossalmente, diventa il palcoscenico ideale per esibirsi. Il resto lo ha fatto il lavoro portato avanti da alcune realtà di provincia che, economicamente parlando, non possono contare su risorse illimitate.

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In tal senso, esempi lampanti sono l’Independiente del Valle e l’Aucas. La prima è una società molto giovane con sede a Sangolqui, città dormitorio nei sobborghi di Quito, capace di balzare all’onore delle cronache per aver riportato in Ecuador la Copa Sudamericana, undici anni dopo la vittoria della LDU. La seconda, invece, è la classica nobile decaduta con un passato glorioso, per lo più tra gli anno Ottanta e Novanta, e un presente di crisi perenne.

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Entrambe hanno investito molto nei rispettivi settori giovanili e, andando a scorrere la lista dei convocati delle selezioni under 20 e under 17, si nota facilmente la predominanza di queste due realtà. Che, ormai, stanno invadendo il mercato riuscendo a mettere in cassa cifre fondamentali per continuare a lavorare a certi livelli. Ovviamente anche la nazionale maggiore ne ha tratto beneficio.

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I talenti dell’Ecuador: brilla Moises Caicedo

L’Independiente del Valle è ormai diventata una bottega molto cara. Il prossimo pezzo da novanta si chiama Moises Caicedo, è un classe 2001 e, nonostante l’età, è già titolare inamovibile nello scacchiere di Alfaro. Si è messo in luce in Libertadores, dominando in particolare la doppia sfida contro il Flamengo. Gli esperti lo definirebbero ‘box to box’, perché Caicedo è una mezzala in grado di abbinare quantità e qualità in entrambe le fasi di gioco.

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Il suo addio all’Ecuador sembra ormai solo questione di qualche mese, giusto il tempo di capire quale sarà l’offerta giusta in grado di convincere la IDV a cederlo. Nel frattempo, la Tricolor lo mette in vetrina e spera di potergli aggiungere attorno altri profili di talento, in modo da poter costruire una nazionale futuribile sul lungo periodo.

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Un centrocampo di prospettiva

Non è solo Caicedo, però, a brillare a centrocampo. Nell’ultima lista di convocati emanata da Alfaro erano presenti altri due ragazzi dal futuro brillante. Il primo si chiama Alan Franco e, da pochi mesi, si è trasferito a giocare in Brasile. Jorge Sampaoli lo aveva espressamente richiesto per il suo Atletico Mineiro e, il centrocampista classe 1998, sta dando grandi risposte occupando un po’ tutte le zone del campo.

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L’altro, con caratteristiche un filo più offensive, è José Cifuentes, sgrezzato dalle sapienti mani di Jorge Célico – selezionatore delle giovanili locali – e valorizzato dalla Universidad Catolica. Cifuentes ha lasciato l’Ecuador per volare in MLS, ai Los Angeles FC: perno dell’under 20 vincitrice dell’ultimo Sudamericano, gioca da mezzala o da trequartista mettendo a servizio della squadra parecchia qualità.

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Ecuador, gli altri giovani da tenere d’occhio

Sempre per quanto riguarda l’Ecuador di oggi, sono diversi i ragazzi che Alfaro ha già deciso di coinvolgere attivamente. Chi segue la Liga spagnola sarà stato affascinato dalle scorribande mancine di Pervis Estupiñan, acquistato in estate dal Villarreal per 16 milioni di euro, un terzino che il ct utilizza da esterno alto d’attacco. Suo omologo è Diego Palacios, che dopo una stagione al Willem II ha accettato l’offerta dei Los Angeles FC, raggiungendo l’amico Cifuentes.

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Davanti, invece, meritano particolare attenzione le evoluzioni nel breve di Gonzalo Plata e Leonardo Campana. Plata è un esterno destro di piede mancino, ha 20 anni e per capire quanto lo Sporting lo apprezzi, basti pensare ai 50 milioni di clausola rescissoria appiccicatigli su. Campana invece è il classico centravanti d’area di rigore, bravo a fare reparto da solo e con un buon fiuto per il gol. Con la selezione under 20 ha segnato 7 gol in 16 partite. Lo ha comprato il Wolverhampton, ma quest’anno gioca in prestito al Famalicao.

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Infine, è interessante provare a capire quali potrebbero essere i prossimi gioiellini a finire in nazionale maggiore. Moises Ramirez, detto ‘Aranha’, è un portiere molto promettente: il suo cartellino appartiene all’Independiente del Valle ma, lo scorso anno, ha giocato in prestito alla Real Sociedad. Jackson Porozo è volato pochi mesi fa in Portogallo: dopo aver militato nel Santos, il roccio centrale difensivo classe 2000 ha firmato con il Boavista.

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Poi ci sarebbe anche Alexander Alvarado, ex baby prodigio dell’Aucas oggi in MLS a Orlando, esterno sinistro di piede destro complementare a Plata. Ha 21 anni e anche lui è stato protagonista dell’ultimo Sudamericano. Infine, vanno segnalati due trequartisti dal fisico brevilineo e tecnicamente sublimi: Jordan Rezabala, 20 anni del Tijuana, e Johan Mina, stella dell’under 17 finito al Werder Brema. Magari non subito, ma uno spazio per loro Alfaro sicuramente lo troverà.

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