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Regolamento, gironi, classifiche e il grande piano della UEFA per rendere più competitivo il calcio delle nazionali: guida completa alla Nations League

Migliorare il livello medio delle competizioni per le nazionali aiutando le nuove realtà a emergere. Sono questi i due punti principali attorno al piano Nations League, torneo che la UEFA ha ideato di recente per minimizzare gli sforzi delle selezioni e inserire in calendario partite ufficiali al posto di amichevoli inutili. Missione compiuta, almeno in queste prime battute: dopo l’edizione d’esordio, che ha visto trionfare il Portogallo, quella attuale mette in palio la possibilità per un paio di squadre di partecipare ai playoff in vista di Qatar 2022.

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Coinvolgere quindi le 55 federazioni affiliate alla confederazione internazionale permette a tutti di cullare il sogno di una qualificazione per un grande evento. Il che, oltre alla soddisfazione sportiva, permetterebbe a realtà medio-piccole di intraprendere un percorso di crescita importante, portando avanti con più impegno un piano di ottimizzazione delle risorse in aggiunta al lavoro sui settori federali giovanili.

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Nations League: il regolamento

Alla Nations League partecipano tutte e 55 le federazioni appartenenti alla UEFA. Il format prevede quattro serie ben distinte composte dalle nazionali in base al loro ranking FIFA, ma tra una Nations League e l’altra sono proviste promozioni e retrocessioni. Le prime tre leghe – A, B e C – coinvolgono 16 nazionali, la D soltanto 7. Le partite di Nations League si giocano in tre finestre differenti, mentre in quella successiva si disputano playoff, playout e partite valide per assegnare titolo o qualificazioni varie.

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Uno dei motivi per i quali la Nations League ha trovato molti riscontri positivi è da ascrivere al fatto che le federazioni europee la vedono come una buona alternativa al percorso classico di qualificazione a Mondiali ed Europei. In più, è stata prevista la centralizzazione dei diritti televisivi, studiati tramite una redistribuzione che porta nelle casse delle federazioni introiti uguali a prima, ma maggiormente garantiti.

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Alla fine della regular season, quattro nazionali retrocedono dalla Lega A alla B, altrettante dalla B alla C e lo stesso dalla C alla D. Le prime classificate di ogni gruppo che va dal B al D fanno invece il salto di categoria, andando a prendersi un posto in una lega superiore a partire dall’edizione successiva di Nations League. Le vincenti dei raggruppamenti della Lega A disputano i playoff per il titolo, composti da due semifinali e una finale in gara secca. Chi vince diventa il campione dell’edizione in corso.

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Nations League: gironi e classifiche dell’edizione 2020/21

LEAGUE A

Gruppo 1

  • Polonia 7
  • Italia 6
  • Olanda 5
  • Bosnia 2

Gruppo 2

  • Belgio 9
  • Danimarca 7
  • Inghilterra 7
  • Islanda 0

Gruppo 3

  • Portogallo 10
  • Francia 10
  • Croazia 3
  • Svezia 0

Gruppo 4

  • Spagna 7
  • Germania 6
  • Ucraina 6
  • Svizzera 2

LEAGUE B

Gruppo 1

  • Austria 9
  • Norvegia 9
  • Romania 4
  • Irlanda del Nord 1

Gruppo 2

  • Scozia 10
  • Repubblica Ceca 6
  • Israele 5
  • Slovacchia 1

Gruppo 3

  • Russia 8
  • Ungheria 7
  • Turchia 3
  • Serbia 2

Gruppo 4

  • Galles 10
  • Finlandia 9
  • Irlanda 2
  • Bulgaria 1

LEAGUE C

Gruppo 1

  • Lussemburgo 9
  • Montenegro 9
  • Azerbaijan 4
  • Cipro 1

Gruppo 2

  • Macedonia del Nord 6
  • Georgia 6
  • Armenia 5
  • Estonia 2

Gruppo 3

  • Slovenia 10
  • Grecia 8
  • Kosovo 2
  • Moldavia 1

Gruppo 4

  • Bielorussia 7
  • Lituania 5
  • Albania 5
  • Kazakhstan 4

LEAGUE D

Gruppo 1

  • Far Oer 10
  • Malta 5
  • Lituania 3
  • Andorra 2

Gruppo 2

  • Gibilterra 6
  • Liechtenstein 4
  • San Marino 1

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