Home Calcio Estero La Finlandia vince in Francia e si prepara ai prossimi Europei

La Finlandia vince in Francia e si prepara ai prossimi Europei

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Fonte Immagine: @t2_1spoton (Instagram)

La Finlandia ha vinto in Francia, pur senza schierare alcuni dei suoi titolari: è la conferma del momento magico della selezione nordica, che un anno fa otteneva la sua prima storica qualificazione agli Europei.

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Fino a ieri sera, l’imbattibilità interna della Francia durava da marzo 2018. Poi, è arrivata la Finlandia, che in tre minuti ha steso i campioni del mondo in carica: prima la punta del Brentford Marcus Forss, con un pallone recuperato grazie alla pressione a centrocampo e l’innesco di un rapido contropiede che ha tagliato l’alta difesa transalpina, e poi un portentoso tiro da fuori di Onni Valakari, centrocampista dei ciprioti del Pafos.

È vero che la Francia schierava molte riserve, come l’esordiente Marcus Thuram, ma lo stesso vale per i nordici, che sono scesi in campo privi di alcuni dei loro migliori giocatori, come Pukki, Pohjanpalo e Hradecky. Sebbene questo risultato sia senza dubbio inatteso, la Finlandia non è del tutto una sorpresa: un anno esatto fa, la formazione di Markku Kanerva arrivava seconda nel Gruppo J dietro all’Italia, ottenendo la sua prima qualificazione alla fase finale di un Europeo, eliminando squadre come Grecia e Bosnia.

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La rivoluzione di Kanerva

Un risultato storico, per una nazione che ha spesso avuto grandi talenti (Litmanen e Hyypia, per citare i più noti), ma non era mai riuscita prima d’ora ad avere una rosa realmente equilibrata da permetterle la qualificazione a un grande torneo.

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Già un anno fa la stampa aveva riconosciuto i meriti del ct Kanerva, ex-calciatore di medio livello ed insegnante di matematica, che ha saputo costruire un gruppo affiatato che in campo riesce a esprimersi con un gioco semplice ma efficace, ben rappresentato da quanto visto ieri sera a Saint-Denis.

La Finlandia odierna è una squadra senza super-star. Il suo miglior giocatore è sicuramente Teemu Pukki, la punta del Norwich con un bottino di 25 reti in Nazionale, di cui 10 nelle ultime qualificazioni europee, solo due in meno del capocannoniere Harry Kane.

La dimensione del successo finlandese è resa ancora più incredibile dalla situazione della squadra quando Kanerva si sedette in panchina nel 2016: sotto il suo predecessore Hans Backe, era arrivata a 11 sconfitte consecutive. Il nuovo ct ha invece scelto di ripensare completamente gli allenamenti, scegliendo un approccio pragmatico che esaltasse la fisicità dei suoi giocatori e il talento di Pukki per il gioco nello spazio.

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I volti della Finlandia

Se molte squadre-rivelazione devono il loro successo all’emergere di una nuova generazione di talenti, le cose sono un po’ diverse per quanto riguarda la Finlandia: negli ultimi quattro anni la rosa ha subito solo qualche buon innesto (il mediano Glen Kamara, originario della Sierra Leone, scuola Arsenal e ora ai Rangers, è il più significativo), ma è sostanzialmente rimasta la stessa del periodo Backe, ruotando attorno a trentenni come Pukki e Hradecky, mentre la promessa Pohjanpalo ancora non è riuscita a esprimere tutto il suo potenziale.

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Ed è di nuovo qui che si vedono il coraggio e l’intuizione di Kanerva, che tenendo i suoi migliori elementi fuori dall’amichevole con la Francia ha agito come fanno le nazionali con rose molto più profonde della sua: ha provato nuovi giocatori ed è stato premiato proprio da due esordienti di 21anni.

Forss è l’erede designato di Pukki, non solo per il ruolo che ricopre ma anche per il suo stile di gioco, ed è un ragazzo che fin dalla prima adolescenza ha potuto fare esperienza in Inghilterra (aveva solo 13 anni quando si trasferì nelle giovanili del West Bromwich). C’è un po’ di Regno Unito anche in Valakari, che è nato in Scozia ma dallo scorso gennaio gioca nel campionato cipriota: il Pafos lo ha acquistato su consiglio del connazionale Paulus Arajuuri, esperto difensore centrale ex-Brondby, sull’isola dal 2019.

Anche grazie a queste novità, la Finlandia punta a dare continuità al suo gruppo e a creare un ciclo positivo. L’esempio più gettonato sui giornali è quello dell’Islanda, ma potenzialmente gli Huuhkajat potrebbero pure ambire a qualcosa di più, ragionando anche solo in termini di popolazione. La vittoria sulla Francia è un ottimo biglietto da visita in vista degli Europei della prossima estate.

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