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L’impresa della Macedonia: prima volta agli Europei grazie a Pandev

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Fonte Immagine: @macedonia.officialmk (Instagram)

La Macedonia del Nord ha ottenuto la prima storica qualificazione alla fase finale di un torneo internazionale, e lo ha fatto grazie a un gol dell’inossidabile Goran Pandev.

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Goran Pandev, l’immortale. Con un gol all’inizio del secondo tempo, l’attaccante del Genoa ha scritto una nuova pagina di storia, permettendo alla sua Macedonia di vincere in Georgia e staccare il pass per i prossimi Europei: sarà la prima fase finale di un grande torneo, per la nazionale balcanica.

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È il punto di arrivo di un percoso complicato, per i macedoni, e l’ennesimo traguardo della lunga carriera di Pandev, attaccante dalla bacheca stracolma di trofei (tra cui brillano soprattutto quelli dell’Inter del triplete), che a 37 anni dovrà rimandare ancora una volta il ritiro per poter giocare finalmente un Europeo con la sua nazionale, la prossima estate.

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Il lungo percorso della Macedonia del Nord

Pandev detiene attualmente sia il record delle presenze (114) che quello dei gol (36) con la sua nazionale, e dopo aver vinto per ben cinque volte il titolo di calciatore macedone dell’anno, tra il 2004 e il 2010, può essere considerato a tutti gli effetti il miglior giocatore della storia del suo paese, davanti a una leggenda come Darko Pancev.

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La storia della Macedonia (dal 2019 Macedonia del Nord, dopo un accordo che ha posto fine a una lunga disputa etnica con la Grecia) è recente e piuttosto avara di successi, tanto da essere a lungo considerata la meno talentuosa tra le nazionali della ex-Jugoslavia. Nel 2013, contrasti interni alla Federcalcio avevano addiritturato portato al ritiro dalla selezione di alcuni dei suoi migliori elementi, come lo stesso Pandev, Velice Sumulikoski e Nikolce Noveski.

Tre anni dopo, Pandev decise di fare marcia indietro, ma le prestazioni della Macedonia non sono migliorate fino alla scorsa Nations League, quando la squadra allenata da Igor Angelovski, ct dal 2015, ha ottenuto la promozione in Lega C da imbattuta, superando Armenia, Gibilterra e Liechtenstein.

In queste qualificazioni agli Europei, la Macedonia ha vissuto un’improvvisa esplosione, riuscendo a piazzarsi terza nel suo girone dietro a Polonia e Austria, grazie agli ottimi risultati (quattro vittorie e due pareggi) contro Lettonia, Israele e soprattutto Slovenia. L’accesso ai play-off ha poi messo di fronte i macedoni a due nazionali assolutamente abbordabili, visto il loro momento di forma, come il Kosovo e appunto la Georgia.

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Tanta esperienza e gioventù di qualità

Con quattro reti nel corso delle qualificazioni, il grande protagonista della Macedonia è stato il napoletano Eljif Elmas, il trequartista che Angelovski ha messo al centro della manovra offensiva della sua squadra, facendolo giocare da suggeritore alle spalle delle punte Pandev e Ilija Nestorovski, l’altro “italiano” della rosa, oggi in forza all’Udinese.

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Gli appassionati riconosceranno tra i nomi della rosa altri elementi di buona esperienza internazionale, come il portiere Stole Dimitrievski (anche lui passato dall’Udinese e oggi al Rayo Vallecano), il terzino ex-Parma e Spezia Stefan Ristovski e l’esterno del Leeds Ezgjan Alioski.

La rosa della Macedonia si affida principalmente a giocatori dal lungo curriculum, percui Elmas, con i suoi 21 anni, è un po’ una rarità tra i ragazzi di Angelovski. Come lui anche il 25enne Enis Bardhi, centrocampista del Levante che nella scorsa Liga ha realizzato 7 gol e 3 assist, ed è oggi l’altra grande stella della Macedonia del Nord. È grazie a questo mix che la nazionale balcanica è riuscita nella sua impresa, ritagliandosi il primo momento di gloria calcistica dall’indipendenza del 1991.

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