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Pochi fronzoli, tanta sostanza e una crescita che non può lasciare indifferenti. Tommaso Pobega e il “suo” Pordenone sono probabilmente tra le rivelazioni più positive del campionato di serie B. Sin da inizio stagione il giovane scuola Milan ha catalizzato le attenzioni di osservatori e addetti ai lavori, grazie a un a partenza da incorniciare.

Attilio Tesser, tecnico fin troppo esperto per lasciarsi andare a facili entusiasmi, ha sempre tenuto i piedi per terra ma in cuor suo ha sperato davvero che l’obiettivo minimo dichiarato della salvezza potesse lasciare spazio a qualcosa di più grande e ambizioso.

IL CHIODO FISSO DI ALESSANDRO MASTALLI

Centro nevralgico

Tutto o quasi nella matricola terribile Pordenone, ruota attorno a Tommaso Pobega. Nato a Trieste nel ’99, il friulano si sta consacrando proprio a due passi da casa, con la maglia del club che prima di tutti ha creduto in lui dopo la prima stagione da professionista disputata con la Ternana in serie C. Grande colpo quello operato la scorsa estate dalla dirigenza friulana (prestito con diritto di riscatto a 2,2 milioni e contro riscatto da parte del Milan fissato a 2,4), in grado di innestare la giusta dose di freschezza atletica e gioventù in un roster esperto e reduce dalla storica promozione in B.

Ventotto presenze stagionali, 4 gol, compresa la splendida doppietta al Frosinone nella gara d’esordio. Un inizio scintillante, accompagnato da una serie di prestazioni importanti. Tutte utili a scrivere il suo nome tra quelli da tenere particolarmente d’occhio per il prossimo futuro.

Tommaso Pobega, le caratteristiche tecniche del centrocampista

“Pobega ha fame, voglia, personalità e qualità”. Le parole di Tesser risuonano quasi profetiche dopo il campionato disputato, anticamera di quello che probabilmente sarà tra qualche settimana. Decisivo, soprattutto nelle vesti di incursore con il vizio del gol, ruolo in parte già ricoperto a Terni con meno incisività sotto porta. Un miglioramento evidenziato anche dalle parole del diretto interessato. Tommaso Pobega è cresciuto tantissimo soprattutto nella cura dei tempi di inserimento senza palla. Basta dare un’occhiata alle sue reti, tutte puntualmente arrivate dopo giocate “a rimorchio” del portatore di palla.

Interno di centrocampo, mezzala di qualità e quantità, all’occorrenza trequartista mascherato. Sempre potenzialmente pericoloso per via dell’ottimo tiro dalla media lunga distanza. Fisico e tecnica, abbinate a una capacità innata e non comune di trovarsi al posto giusto nel momento giusto. Nelle prime 6 partite di campionato disputate aveva già eguagliato il suo record personale di reti, puntualmente ritoccato con il gol al Frosinone nel girone di ritorno.

Maturazione da predestinato

Numeri alla mano, Tommaso Pobega ha partecipato attivamente al 16% delle reti del Pordenone in campionato, fornendo un contributo importante anche in termini di assist (3). Giocatore di centimetri e peso specifico nell’economia della partite. Nei 2232 minuti disputati, ha tirato complessivamente 55 volte verso la porta avversaria, centrando in quattro occasioni il bersaglio grosso (nonostante il dato relativo agli “expected goals” si attesti su 0.24 di media a partita).

Dando uno sguardo alle sue statistiche su wyscout.com, si può notare la totalità del suo gioco, testimoniata una volta di più dalle percentuali relative a passaggi completati (73.9%), dribbling riusciti (48.3%) e duelli vinti (47.1%). Letteralmente stregato dall’incontro con Gattuso, suo allenatore ai tempi della Primavera del Milan, sta dimostrando una maturità sconosciuta a molti dei ragazzi della sua età. Serio e misurato nei comportamenti. Maniacale nella cura dei dettagli. Sempre più determinante in campo.

Futuro con il Milan

La sensazione è che molto presto il graduale percorso intrapreso possa portarlo fino a calcare i campi della massima serie, con il Milan pronto a prolungargli il contratto e a inserirlo nella rosa della prima squadra in vista della prossima stagione. Sembra infatti già pronta la bozza di un contratto che lo legherà ai rossoneri fino al 2025. Sembra essere lui il prescelto per diventare il vice Kessié nel secondo anno di Pioli sulla panchina del Milan.

PIOLI RESTA AL MILAN: PRO E CONTRO DI UNA SCELTA INASPETTATA

Sorprende invece come nonostante le prestazioni convincenti, sia stato fin qui ignorato dal ct dell’under 21 Nicolato che l’ha sempre escluso dal gruppo dei convocati per gli impegni degli Azzurrini. A regalargli l’emozione dell’esordio con la maglia dell’Under 20 era stato il commissario tecnico Franceschini nel settembre 2019 nel match contro la Polonia. Poco male.

Tommaso Pobega ha potuto così concentrare le proprie energie solo ed esclusivamente sul Pordenone, attualmente quarto in classifica in piena bagarre playoff. Senza fare polemica, come nel suo stile, conscio del fatto che molto ancora ci sia da fare nella strada che lo condurrà inevitabilmente verso la massima serie agli ordini di Pioli. L’ennesima prova di una carriera tutta in crescendo.