Premier League

La Premier League 2020/2021 ha concluso ieri un mercato trasferimenti estivo che come per tutti è stato condizionato dall’emergenza sanitaria legata al coronavirus ma dove comunque non sono mancati colpi di spessore anche all’ultimo tuffo.

Un volume d’affari – secondo i dati forniti dal portale specializzato Transfermarkt – pari a 1,37 miliardi di euro, un gran numero di squadre pronte a investire pesantemente per puntare al titolo, all’Europa che conta o anche semplicemente per restare all’interno di quello che oggi resta il torneo più bello e spettacolare al mondo.

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È questa la Premier League degli ultimi anni, è questa la Premier League anche in questo 2020 inevitabilmente condizionato dalla situazione sanitaria che tutto il mondo sta attraversando con il propagarsi del covid-19, che rende incerto l’orizzonte e costringe il mondo dello sport a navigare a vista. Il massimo torneo inglese continua a dominare a livello globale: come nella Serie A degli anni ’80 e ’90 i colpi riguardano un po’ tutte le squadre, rendendo davvero difficile individuare i 5 colpi più interessanti. Questi sono quelli che abbiamo scelto per voi.

Kai Havertz (Chelsea)

Nessuno a settembre 2020 ha speso quanto il Chelsea: dopo una stagione in cui è stato costretto a lavorare con il già comunque ricco materiale umano che aveva a disposizione in seguito alla sospensione del mercato in entrata che la FIFA ha imposto ai Blues, e in cui è comunque riuscito a centrare un 4° posto che è valso il ritorno in Champions, Frank Lampard ha letteralmente rivoluzionato la rosa portando numerosi volti nuovi allo Stamford Bridge.

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Una spesa complessiva che ha sfiorato i 250 milioni di euro ha aggiunto alla rosa dei Blues nomi come Thiago Silva e Ben Chilwell in difesa, Hakim Ziyech sulla trequarti e il duo d’attacco formato dai tedeschi Timo Werner e Kai Havertz. Proprio quest’ultimo, il più costoso acquisto della Premier League 2020/2021 con i suoi 80 milioni di euro, non può non essere considerato il volto nuovo più atteso non solo nel Chelsea ma probabilmente in tutto il campionato.

Talento a dir poco precoce, capace in questo senso di prendersi tutti i record della Bundesliga relativi a debutto, gare giocate e gol messi a segno, Havertz arriva appena 21enne al tanto atteso salto in una big in possesso di tutte le qualità per imporsi tra i migliori d’Europa. Fisicamente straripante, tecnicamente e tatticamente dotato, negli ultimi anni si è avvicinato molto alla porta rispetto agli esordi da trequartista puro, un’evoluzione accompagnata da una sempre maggiore fiducia nei propri straordinari mezzi e dai gol, 38 nelle ultime due stagioni al Bayer Leverkusen.

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Nel 4-2-3-1 di Lampard tantissimi talenti saranno costretti a lottare per una maglia da titolare, da chi già era in squadra e si è ben distinto (Hudson-Odoi, Mount e Abraham) ai nuovi acquisti come Werner, Ziyech e appunto Havertz. Di tutti l’unico certo del posto dovrebbe essere proprio quest’ultimo, che nelle prime uscite occupava il posto centrale alle spalle della prima punta ma che da qui a fine stagione potrebbe definitivamente trasformarsi nel terminale offensivo di una squadra intrigante come poche, giovane e di talento.

Ruben Dias (Manchester City)

Nella sua continua ricerca dell’utopia calcistica, che spesso e volentieri rischia quasi di fargli mettere in secondo piano persino i risultati sul campo, Pep Guardiola ha deciso di affidarsi a Ruben Dias in quella che in mancanza di trofei significativi potrebbe anche essere la sua ultima stagione alla guida del Manchester City.

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Classe 1997, difensore in possesso di qualità atletiche notevoli a cui abbina una più che ottima tecnica di base, Ruben Dias ha tutto per essere considerato da uno come Guardiola il centrale ideale. Cresciuto nel Benfica, già seguito in passato dalla Juventus, è costato 68 milioni di euro, una cifra che soltanto chi segue il calcio a livello superficiale può considerare spropositata.

Come nel caso di Havertz, infatti, parliamo di un ragazzo la cui trasformazione da talento a campione può essere praticamente data per scontata: giovane ma già esperto a livello internazionale, punto fermo del Portogallo vincitore della prima edizione della UEFA Nations League, Ruben Dias ha caratteristiche tali da poter essere considerato a tutti gli effetti un giocatore universale, uno di quelli che piacciono a Pep e capaci in campo di fare tutto.

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Dei 156 milioni di euro spesi sul mercato, il Manchester City ne ha investiti ben 133 per rinnovare completamente la coppia di difensori centrali: insieme a Nathan Aké (prelevato dal Bournemouth per 45 milioni) Ruben Dias dovrà compiere il definitivo salto di qualità, mostrandosi capace di difendere con efficacia anche lontano dalla porta – qualità in cui può ancora migliorare – e rappresentando allo stesso tempo il primo, fondamentale, punto di riferimento in fase di costruzione dal basso. Con lui Guardiola si gioca molto, in Premier League e in Europa: difficile pensare che il ragazzo non abbia le qualità necessarie per ripagare tanta fiducia.

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James Rodriguez (Everton)

Nell’Everton al momento primo in classifica guidato da Carlo Ancelotti gioca una delle più belle novità della Premier League, un ragazzo che ha da poco compiuto 29 anni e che finalmente sembra essere riuscito a mettersi la sfortuna alle spalle. Parliamo di James Rodriguez, arrivato a indossare la maglia dei Toffees a parametro zero dopo la conclusione di un lungo e decisamente tormentato rapporto con il Real Madrid durato ben 6 anni.

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Arrivato in Europa appena 20enne, emerso nel Porto, questo abbagliante talento offensivo made in Colombia aveva accecato il mondo durante i Mondiali brasiliani del 2014, trascinando con la sua classe sconfinata i Cafeteros fino ai quarti persi di misura con i padroni di casa, gara in cui era stato l’ultimo ad arrendersi. Il trasferimento al Real Madrid, che per strapparlo al Monaco aveva tirato fuori la bellezza di 63 milioni di euro, terzo (allora) acquisto più costoso di sempre per le Merengues.

Quello che però doveva essere il salto di qualità definitivo si è trasformato per James in una vera e propria zavorra: incomprensioni tattiche, mancanza di fiducia, una concorrenza spietata che non aspetta nessuno e una serie di infortuni hanno condizionato il suo rendimento fin da subito, il tentativo di rinascita nel prestito biennale al Bayern Monaco è fallito per gli stessi motivi. Tra agosto e settembre, improvvisa e inaspettata, la rinascita: nell’Everton James è tornato a disegnare calcio con gol, assist e lanci illuminanti anche di 40 o 50 metri.

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Forse più che di una dimensione minore – parliamo di un giocatore assolutamente da top club – James aveva bisogno dell’ambiente e del tecnico giusto: sembrerebbe avere trovato entrambi a Liverpool, nell’Everton di quel Carlo Ancelotti con cui in passato ha giocato forse il suo miglior calcio tra Madrid e Monaco di Baviera. Quanto visto in questo inizio di stagione – 5 presenze, 3 gol e 3 assist – del resto sembrerebbe confermarlo: rinascere è sempre possibile.

Gareth Bale (Tottenham)

Rinascere è l’obiettivo anche di Gareth Bale, come James Rodriguez bruciatosi al Real Madrid in un’esperienza che non è andata nel migliore dei modi e probabilmente non soltanto per colpa sua. Doveroso per prima cosa sottolineare come il gallese abbia comunque contribuito in modo determinante a scrivere la storia delle Merengues, risultando decisivo nella vittoria di due Champions League e offrendo a lungo un rendimento costante contraddistinto da prestazioni spesso ben sopra la media.

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Infortuni a parte, quella che è mancata è stata forse la fiducia da parte del club, che lo ha confinato a lungo nelle retrovie salvo poi investirlo della pesante eredità di Cristiano Ronaldo all’indomani dell’indimenticabile gol in rovesciata segnato contro il Liverpool. Una fiducia soltanto temporanea, revocata quasi immediatamente ai primi passi falsi di una squadra disorientata di cui Bale è diventato simbolo in negativo e capro espiatorio.

Quello che un tempo è stato il calciatore più costoso al mondo torna a casa, al Tottenham e in Premier League, dopo 7 anni trascorsi in Spagna: negli Spurs è cresciuto e si è imposto all’attenzione del mondo, ma quella che troverà sarà una squadra decisamente diversa e in cui non sarà certo facile per lui trovare un posto da titolare. L’acquisto – in prestito – rischia di essere più che altro un’operazione nostalgia, quasi dovuta, più che un affare per entrambi.

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Questo non significa però che non possa diventarlo, e in questo senso dovranno dimostrarsi bravissimi tanto Bale quanto José Mourinho, lo Special One chiamato a riportare gli Spurs tra le grandi d’Inghilterra. Con la giusta forma fisica e con la giusta attitudine mentale il gallese può ancora essere considerato uno dei migliori calciatori al mondo, e potrebbe contribuire in modo determinante al salto di qualità di una squadra certo non priva di talento. È una scommessa importante e difficile, ma se dovesse funzionare…

Edinson Cavani (Manchester United)

Al termine della sua prima stagione completa come tecnico del Manchester United, conclusa con un ottimo 3° posto che è valso ai Red Devils il ritorno in Champions League, risulta ancora difficile esprimere un giudizio su Ole Gunnar Solskjaer come manager a 360°.

Se sul campo il norvegese ha dimostrato di saperci fare, così come nella gestione del gruppo in un ambiente che del resto conosce bene e che gli ha concesso un credito iniziale considerevole, in tema di mercato non sono mancate le controversie: bene Bruno Fernandes, capace di trascinare lo United al 3° posto e di trasformarsi nella luce della squadra, meno bene Wan-Bissaka e soprattutto Maguire, buoni giocatori costati però decisamente troppo.

In un’estate in cui avrebbe dovuto investire per colmare il gap che comunque lo separa nettamente dalla vetta in Premier League, il Manchester United non è riuscito a fare mercato in uscita, e dopo aver praticamente confermato la rosa della passata stagione ha acquistato un buon terzino sinistro, Alex Telles, riservando il colpo principale all’ultimo giorno: parliamo di Edinson Cavani, 33enne attaccante che fino a pochi anni fa veniva giustamente considerato tra i migliori al mondo ma che nell’ultima stagione si è arenato al PSG, messo in ombra da Neymar, Mbappé e Cavani.

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Il suo arrivo all’Old Trafford a parametro zero non ha generato molto entusiasmo tra i tifosi, ma andando ad analizzare nel dettaglio un’operazione che a molti è sembrata di ripiego possiamo scoprire che i Red Devils avevano bisogno di un centravanti proprio con le sue caratteristiche. Se integro fisicamente El Matador può ancora fare la differenza, e l’enorme motivazione di chi si è sentito ingiustamente messo da parte potrebbe portarlo a gonfiare la rete ancora con grande regolarità. Una cosa è certa: le fortune della stagione appena cominciata del Manchester United passano dai suoi piedi.

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