adrien silva
Fonte Immagine: @adriensilva23 (Instagram)

Adrien Silva è uno dei nuovi protagonisti della Serie A: a 31 anni il centrocampista portoghese, che non ha mai raggiunto il suo pieno potenziale e si è sempre espresso al massimo soltanto con lo Sporting Lisbona, rappresenta una vera e propria scommessa.

Alla fine, dopo un discreto tira e molla, è arrivata la tanto attesa fumata bianca: Adrien Silva è a tutti gli effetti un nuovo giocatore della Sampdoria, il sostituto tanto a lungo cercato dai blucerchiati di Linetty, il “tuttocampista” capace di unire quantità e qualità e di permettere a Claudio Ranieri di dormire sonni tranquilli in vista di una stagione che andrà necessariamente vissuta alla giornata.

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Dopo la salvezza ottenuta la scorsa stagione, tutto sommato agevole considerando quanto era complicata la situazione alla fine del girone di andata, la Sampdoria punta infatti a ripetersi, magari migliorarsi, sicuramente evitare di soffrire nuovamente in attesa di un futuro che continua ad essere incerto.

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Una certezza dovrebbe essere invece rappresentata appunto da Adrien Silva: campione d’Europa con il Portogallo nel 2016, a lungo bandiera dello Sporting Lisbona, il centrocampista lusitano arriva addirittura a parametro zero e costerà al club di Massimo Ferrero il solo ingaggio fino al giugno 2022. Si tratta comunque di una scommessa, ma certamente a basso costo e che pur con qualche incognita resta estremamente intrigante.

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Una promessa mantenuta a metà

Adrien Silva è un talento mai emerso completamente, costantemente confinato nel limbo del buon giocatore incapace però di compiere il definitivo salto di qualità. Difficile, peraltro, capire perché la tanto attesa esplosione non sia mai avvenuta: eccessive aspettative? Limiti caratteriali? Incapacità di ambientarsi in un contesto differente da quello dello Sporting Lisbona?

Con i Leões Adrien Silva ha sicuramente espresso il suo miglior calcio: 235 presenze e 39 gol nell’arco di quasi un decennio, un’avventura intervallata da alcune esperienze in prestito e segnata appunto dalla lunga attesa di una completa maturazione troppo a lungo rimandata.

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Di lui sapranno tutto o quasi, ad esempio, gli appassionati di Football Manager: nella celebre saga videoludica per PC, che permette agli utenti di allenare virtualmente club di tutto il mondo, in numerose edizioni si prospettava un futuro da big per Adrien Silva, che puntualmente finiva per essere l’obiettivo di mercato dei top club europei pronti a contenderselo in aste milionarie.

Noto per la sua capacità di predire – attraverso una sempre più numerosa ragnatela di osservatori – il futuro di molte stelle del calcio, Football Manager ha ovviamente alternato intuizioni quasi profetiche a clamorose cantonate. L’esempio più eclatante è forse Freddy Adu, che tanto il gioco quanto gli addetti ai lavori ritenevano una sicura stella del futuro e che invece è poi completamente scomparso dai radar.

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In questo senso, è bene sottolinearlo, Adrien Silva si posiziona comunque nella parte medio-alta della scala. Vero è che non ha mai raggiunto i livelli fantasmagorici che gli venivano accreditati da chi lo aveva osservato giovanissimo, ma parliamo comunque di un calciatore di grande spessore, un campione d’Europa e un serio professionista che certo potrà rappresentare per la Sampdoria un valore aggiunto.

La bandiera dello Sporting e il sogno inglese mancato

Nato in Francia e cresciuto ancora bambino con il Bordeaux, Adrien Silva è tornato in Portogallo all’età di 11 anni al seguito del padre, impiegato nell’aeronautica, proseguendo il suo percorso verso il calcio professionistico prima con l’Associação Recreativa e Cultural de Paçô e poi nello Sporting Lisbona, con cui si è imposto all’attenzione generale come uno dei membri più dotati di una formazione giovanile fortissima.

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Talmente forti, i giovani Leões, da attirare l’interesse di numerosi club inglesi: è il Chelsea a provare a prendersi Adrien Silva – insieme ai compagni Ricardo Fernandes e Fabio Ferreira – quando ha appena 15 anni. Dopo alcuni allenamenti non autorizzati con i Blues scatta la denuncia dello Sporting alla FIFA, il trasferimento viene scongiurato e il sogno inglese sfuma.

Negli anni che seguiranno Adrien Silva riuscirà a ritagliarsi uno spazio importante nello Sporting Lisbona, pur restando costantemente il simbolo di una squadra incapace di lottare contro lo strapotere di Porto e Benfica che sembrano ogni stagione avere qualcosa in più. La sua ascesa non è certo lineare, tanto che la vera e propria consacrazione arriva soltanto nel 2013, dopo una breve e incolore parentesi in prestito in Israele con il Maccabi Haifa e una decisamente migliore, della durata di 18 mesi, con l’Académica de Coimbra che si conclude con la vittoria della Coppa di Portogallo proprio in finale contro lo Sporting.

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Una carriera tra alti e bassi

Si tratta del secondo successo nella storia degli Estudiantes, il primo dopo 73 anni, e vale ad Adrien Silva il ritorno allo Sporting da protagonista. Nelle stagioni successive il club torna a lottare per le primissime posizioni, e il nome dell’ormai ex promessa, ormai 25enne, torna a rimbalzare nel calciomercato internazionale. Dopo la vittoria dell’Europeo 2016 a lui si interessa il Leicester, che dopo un lungo corteggiamento riesce finalmente a portarlo in Inghilterra nel gennaio del 2018 dopo che il trasferimento, concordato per 22 milioni di sterline l’estate precedente, è stato rimandato a causa di alcuni documenti arrivati in ritardo di 14 secondi rispetto alla chiusura della sessione.

In Inghilterra, però, Adrien Silva non riuscirà a esprimersi al meglio: ignorato a più riprese dall’allenatore Claude Puel, con cui entra presto in contrasto, finisce dopo un anno e una manciata di apparizioni tutt’altro che indimenticabili in prestito al Monaco, nell’ambito dell’operazione che porta Tielemans al Leicester.

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Chi si aspetta un rilancio però resta deluso: anche nel Principato il portoghese risulta abbastanza anonimo, al punto che quando il prestito scade – in concomitanza con la fine anticipata della Ligue 1 2019/2020 – il nuovo tecnico del Leicester Brendan Rodgers si affretta a precisare che Adrien Silva non farà parte dei piani futuri delle Foxes. La rescissione consensuale e il trasferimento a parametro zero alla Sampdoria non sono altro che la naturale conseguenza di due stagioni e mezzo decisamente da dimenticare.

Adrien Silva, caratteristiche tecniche e ruolo

La domanda sorge spontanea, allora: che giocatore è Adrien Silva oggi? La risposta non è certo semplice, dato che per prima cosa bisogna considerare che il 31enne portoghese non gioca una partita ufficiale dallo scorso 22 febbraio e dunque sarà inevitabilmente in ritardo di condizione.

Un particolare non da poco, soprattutto se abbinato alle sue incolori esperienze lontano dal Portogallo che sembrerebbero indicarlo come un giocatore che trova difficoltà ad adattarsi in contesti tattici e ambientali diversi da quelli vissuti nello Sporting.

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In gioventù centrocampista dalle qualità spiccatamente offensive, Adrien Silva si è comunque imposto come un regista completo, valido anche in fase di non possesso: dinamico e combattivo, può spegnere le fonti di gioco avversario grazie alla costanza nel pressing e a una spiccata intelligenza tattica. Anche in fase di costruzione, pur non avendo il guizzo dei grandi, può comunque essere utilissimo nella circolazione del pallone per merito dell’ottima visione di gioco.

Forse il meglio è ormai alle spalle, ma certo è che Adrien Silva è sicuramente in possesso di qualità che gli dovrebbero permettere di imporsi nella Sampdoria, che peraltro ha scommesso su di lui praticamente a costo zero: nel 4-4-2 di Ranieri dovrebbe affiancare Ekdal in mediana, e porterà tecnica ed esperienza a una squadra priva di pressioni, in un ambiente che potrebbe permettergli di rilanciarsi un’ultima volta nel calcio che conta.

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