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Fnte Immagine: @psg (Instagram)

La carriera di Moise Kean riparte da Parigi, nella seconda squadra più forte d’Europa e con una prova di maturità che potrebbe essere decisiva per la sua carriera.

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Dopo Florenzi, un altro italiano raggiunge la corte di Thomas Tuchel: Moise Kean, a lungo cercato anche dalla Juventus, si è trasferito al Paris Saint-Germain in prestito dall’Everton, e in Francia cercherà finalmente di fare il salto di qualità che, al momento in cui lasciò l’Italia, sembrava ormai imminente.

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Nei primi mesi del 2019, Allegri aveva lanciato stabilmente Kean in prima squadra (anche se l’esordio era avvenuto, sempre sotto il tecnico toscano, due anni prima), permettendo al ragazzo di Vercelli di affermarsi come il principale astro nascente del calcio italiano: al gol al Bologna in Coppa Italia del 12 gennaio, ne fecero seguito altri cinque, tra cui uno particolarmente importante al Milan. Kean era già stato fatto esordire in nazionale da Mancini, ma a marzo partì per la prima volta da titolare e segnò la sua prima rete, nelle qualificazioni europee contro la Finlandia.

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In quel momento, la Juventus sembrava l’ambiente perfetto per lui: una squadra ben strutturata e dominante in campionato, che gli poteva permettere di crescere senza mettergli troppa pressione, e un allenatore che credeva molto in lui. Però a fine stagione Allegri venne licenziato; la Juventus scelse di investire una grossa cifra di De Ligt (per sostituire Barzagli), e col ritorno di Higuain in attacco lo spazio iniziò a mancare: la società penso di capitalizzare una forte plusvalenza cedendo un ragazzo delle giovanili e incassando 27,5 milioni più bonus.

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All’Everton, però, le cose non sono andate per il meglio, anche a causa della complicata stagione del club di Liverpool. L’arrivo in panchina di Carlo Ancelotti aveva fatto sperare bene, ma i problemi non sono finiti, sia dentro che fuori dal campo, e la sua stagione si è conclusa con 33 partite, 2 gol e 2 assist, e i Toffees dodicesimi in Premier League.

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Lo scorso luglio, Ancelotti aveva ribadito di voler puntare su Kean per la nuova stagione, attribuendo le sue difficoltà ai problemi di ambientamento a un paese e a un campionato diversi, alla giovane età e all’insolita stagione del coronavirus. A inizio settembre, però, l’Everton ha messo sotto contratto James Rodriguez, vecchio pupillo del tecnico emiliano, che di fatto è andato a occupare il ruolo di Kean, e ha pure avuto un impatto sulla Premier immediatamente devastante.

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Sappiamo che quello inglese è un ambiente molto duro e molto critico verso gli stranieri, specialmente quelli che non mantengono un comportamento impassibile nella loro vita privata. Ma è chiaro che l’esperienza all’Everton abbia rappresentato una battuta d’arresto nella crescita di Kean, e che il passaggio al PSG, a dispetto del prestigio di andare a giocare nella finalista della Championa League, vada considerato un nuovo inizio con cui rimettersi in gioco. Senza dimenticare che stiamo parlando di un giocatore che ha ancora 20 anni.

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Il ds dei parigini Leonardo, con questa operazione, ha fatto sicuramente un favore al suo caro amico Ancelotti, liberandolo di un giocatore ingombrante a livello economico, ma allo stesso tempo anche a Mino Raiola, il procuratore di Kean che ha già portato a Parigi in passato Verratti e Ibrahimovic, che è riuscito a piazzare un suo assistito in un top club a dispetto delle prestazioni non esaltanti.

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Nonostante la finale di Champions, Tuchel ha di recente avuto modo di lamentarsi con la società per lo scarso mercato di questi mesi: i pochi acquisti sono in realtà conferme di giocatori qui in prestito già nella scorsa stagione (Icardi e Sergio Rico), per cui le uniche vere novità sono Florenzi e Kean, entrambe però temporanee. Con l’addio di Cavani e quello di Chupo-Moting, l’attaccante italiano va a occupare il ruolo di principale riserva in attacco, dietro al tridente Neymar-Icardi-Mbappé.

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In questi anni, Kean ha dimostrato di poter giocare sia da ala sinistra che da prima punta, anche se probabilmente è quest’ultima la posizione che rivestirà più di frequente. Tuchel ha un’impostazione di gioco totalmente diversa da quella di Allegri e Ancelotti, alla quale il vercellese dovrà quindi adattarsi. È anche vero, però, che il tecnico tedesco ruota molto i suoi giocatori, e soprattutto in attacco ci ha fatto vedere anche diverse sorprese (tipo Neymar falso 9, o Di Maria trequartista largo sulla destra): la possibilità di Kean di ricoprire più posizioni, abbinando tecnica, progressione e forza fisica, può diventare un’alternativa tattica preziosa.

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Tuttavia, è anche vero che l’ambiente parigino viene spesso definito come molto caotico, e potrebbe non essere il luogo ideale per un giocatore che sta ancora cercando un proprio equilibrio, non tanto tecnico quanto personale. In quest’ottica, Moise Kean è chiamato a una grande prova di maturità, da cui dipenderà la sua carriera: riuscirà a realizzarsi, e ad allontanare lo spettro del talento problematico in stile Cassano o Balotelli?