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Fonte: Instagram @johanmojica

L’Atalanta pesca il vice Gosens in Spagna: dal Girona arriva l’interessante Johan Mojica, la nuova freccia mancina di Gasperini

Quello del “non c’è due senza tre” è uno dei motti più famosi e utilizzati. Che, da qualche ora, si sposa al meglio quando si parla di Colombia e Atalanta. Dopo Duvan Zapata e Luis Muriel, la società bergamasca si assicura anche Johan Mojica, laterale mancino colombiano bloccato grazie a un blitz fulmineo delle ultime ore. La coppia Sartori – Zamagna colpisce ancora, regalando a Gasperini l’ennesimo rinforzo sconosciuto ai più, che il tecnico di Grugliasco dovrà svezzare a dovere.

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Mojica sbarcherà in Italia dopo sei anni passati in Spagna, dove ha avuto modo di prendere confidenza al meglio col calcio europeo girovagando tra diverse realtà, seppure di secondo piano. Il calciatore arriverà dal Girona, che lo aveva acquistato per 5 milioni di euro dal Rayo Vallecano, club che lo aveva scoperto appena 22enne nel Deportivo Cali, uno dei vivai più floridi dell’intero continente sudamericano.

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Mojica all’Atalanta: le cifre dell’affare

L’accordo tra Atalanta e Girona si chiuderà sulla base di 3,5 milioni di euro, molti meno di quanto chiedeva il Barcellona per liberare Junior Firpo, terzino sinistro che i blaugrana stanno inserendo in qualunque trattativa pur di liberarsene, ma che contestualmente rappresenta un asset economicamente importante. Invece Mojica, sulla carta, avrebbe tutti i crismi per diventare il classico affare low cost e vincente.

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Per Gasperini, il classe 1992 originario di Santiago de Cali sarà lo switch di Gosens sull’out mancino, pronto a dare rotazioni al tedesco una volta che l’Atalanta sarà oberata dagli impegni. In più, quello di Mojica sembrerebbe essere un profilo abbastanza affine al credo “gasperiniano”, completato non solo dalle qualità tecniche del singolo ma anche, e soprattutto, da quelle umane. Nonostante i 28 anni già compiuti, il ragazzo non porta in dote pregressi per i quali potrebbe sentirsi “arrivato”. Il che è un bene.

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Gli inizi con l’atletica

Ai tempi in cui era ancora bambino, a Mojica piaceva correre e vincere. Lo faceva su una pista d’atletica, disciplina che di fatto lo ha iniziato allo sport, ma anche per le strade del barrio, piazzando felpe come paletti e sfidando gli amici di infanzia a chi avrebbe tagliato per primo l’improvvisato traguardo. Nessun premio in palio, solo la voglia di competere e migliorarsi.

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A muoverlo, oltre al grande desiderio di diventare un professionista, anche la stima di un professore di educazione fisica, che lo nota per caso e decide di cominciare ad allenarlo, alternando le distanze in pista e prescrivendogli un programma di sviluppo fisico che porta Mojica a diventare un atleta completo. A 12 anni, Mojica corre i 100 metri in 10,40 secondi, poco più del suo idolo di sempre, Christian Palomeque, e del giamaicano più famoso al mondo dopo Bob Marley, ovvero Usain Bolt.

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Il calcio all’improvviso

“Avrei potuto continuare con l’atletica – ha raccontato in un’intervista a El Espectador – ma ho scelto il calcio, visto che molti dei miei amici ci giocavano”. Durante una sgambata nella seconda divisione nazionale, il Deportivo Cali nota questo ragazzo che sprinta sulla fascia e decide di bloccarlo, portandosi in casa un talento precoce e pronto a esplodere. Mojica debutta nel professionismo a 19 anni, un anno dopo infiamma i tifosi biancoverdi al Pascal Guerrero, prima di salutare tutti e lasciare il paese.

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Il Rayo Vallecano investe 500mila euro per portarselo a casa, ma con i Bukaneros Mojica fatica a imporsi. In Spagna comincia così un giro di prestiti che lo portano prima al Valladolid e poi al Girona, che dopo due rinnovi di prestito decide di acquistarlo a titolo definitivo. L’Atalanta si assicura senza dubbio un elemento di esperienza, capace di mettere insieme oltre 150 presenze tra prima e seconda divisione spagnola.

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Mojica all’Atalanta: caratteristiche tecniche

Tatticamente, Mojica può rappresentare una freccia affilatissima nello scacchiere tattico di Gasperini. Largo a sinistra, con tanto campo davanti, diventa devastante soprattutto per come attacca la profondità per arrivare sul fondo del campo. Tecnicamente non è male, porta in dote pochi gol ma durante il prestito al Valladolid è riuscito a trovare la via della rete per ben nove volte.

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Mancino naturale, 185 centimetri d’altezza distribuiti su un corpo muscoloso e reattivo, Mojica fa anche parte del giro della propria nazionale. Con la Colombia, infatti, ha messo insieme 9 presenze totali (segnando anche un gol), 4 delle quali durante il Mondiale di Russia 2018, quando il suo nome sembrava in rampa di lancio. Riportarlo al top, ora, sarà compito dell’Atalanta.

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