Luka Jovic per la Roma, un’occasione (dispendiosa) per la Serie A

Pagato 60 milioni un anno fa, Luka Jovic deve ritrovarsi dopo una stagione complicata. Piace in Serie A, ma non tutti possono permetterselo

Poco più di un anno fa, il Real Madrid ufficializzava l’arrivo di Luka Jovic, attaccante serbo classe 1997 reduce da un biennio straordinario nella prima linea dell’Eintracht Francoforte. Con i tedeschi, Jovic si era messo particolarmente in mostra durante la campagna di Europa terminata in semifinale, ma la coppia composta con il francese Haller era riuscita comunque a fare il giro del continente.

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A poco più di dodici mesi di distanza, il talento serbo è finito ai margini dei Blancos, che in questa sessione di calciomercato stanno cercando di piazzarlo ovunque. Zidane è stato chiaro: per Jovic non c’è più spazio. E poco importa se solo nel 2019, per strapparlo ai bianconeri, Florentino Perez aveva staccato un assegno da 60 milioni di euro, blindando il calciatore fino al 2025 per poi scaricarlo con effetto praticamente immediato.

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Un investimento (al momento) fallimentare

Il motivo? Molto semplice: da una parte sono sopraggiunti alcuni problemi fisici che lo hanno un po’ limitato nell’inserimento, dall’altra invece sono sicuramente riscontrabili alcuni limiti riconducibili allo stesso calciatore. Che, a Madrid, in primis si è ritrovato chiuso da un totem come Benzema, e in secondo luogo – quando è stato impiegato – ha fatto fatica a dare a Zidane le risposte che il tecnico francese si attendeva.

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A tutto questo mettiamoci anche un peso a bilancio non indifferente: Jovic prende attualmente 5 milioni di euro netti, 30 complessivi se dovesse rimanere al Real Madrid fino alla fine del contratto. Cosa che, ovviamente, dalle parti di Valdebebas vogliono scongiurare. Ma a queste cifre è difficile che qualcuno possa caricarselo sul proprio monte ingaggi. Per questo motivo, l’idea – per far sì che il calciatore non si svaluti ulteriormente – è quella di mandarlo in prestito a giocare, per poi riportarlo a Madrid tra un anno.

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A queste condizioni però è complicato che qualcuno si faccia avanti, sapendo di dover pagare un anno di stipendio a un calciatore che, alle soglie dei 23 anni, ha comunque buone probabilità di ritornare sui propri standard. Viceversa, se ci fossero spiragli per una sua cessione, il nome di Jovic potrebbe stuzzicare diversi club. Italiani? VIste le cifre, e le ambizioni del calciatore stesso, molto difficile, ma in passato per lui si è parlato anche di Serie A.

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Jovic è stato sondato da Milan – in maniera anche molto insistente -, Inter e parzialmente dalla Juventus. Nelle ultime ore, però, pare che il calciatore sia stato offerto alla Roma. Con la tassazione italiana, però, pensare di prendere a Jovic a titolo definitivo è praticamente impossibile, se non aprendo a un prestito (molto) oneroso. Il Real Madrid, a oggi, ha ammortizzato un solo anno tra cartellino e stipendio, quindi l’investimento assumerebbe proporzioni giganti, considerando poi la tassazione italiana.

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Luka Jovic ha bisogno di ritrovarsi mentalmente, e solo successivamente integrarsi in un ambiente che possa permettergli di esprimere al meglio il suo talento. In tal senso, la Premier League potrebbe essere un campionato in grado di valorizzarlo, così come un ritorno in Bundesliga – dove il serbo ha già dimostrato di poter essere dominante – potrebbe aiutarlo a ritrovarsi. Che sappia segnare è fuori discussione: nell’ultima stagione a Francoforte ha timbrato 27 volte in 40 partite.

LE INCOGNITE DELLA ROMA

Tatticamente, Jovic può giocare da prima punta o muoversi intorno a un numero 9 di ruolo, come peraltro fece benissimo con Haller. Eppure, a Madrid non ha inciso. Florentino Perez sa che però la punta classe 1997 rappresenta un asset fondamentale, tecnicamente ed economicamente, per cui non può essere già bollato come acquisto sbagliato. Serve controllarlo e recuperarlo, magari monetizzando qualcosa, rimettendo in cassa liquidità che poi i Merenguer reinvestiranno sul mercato.

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Nice to be back on the field ⚽️ #HalaMadrid

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Andrea Bracco
Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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