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Fonte: Instagram @realmadrid

Rosa lunga e qualità: la vittoria di Bilbao avvicina il Real Madrid alla Liga, che dopo la sosta non ha più sbagliato un colpo

Liga ipotecata? Probabilmente sì, ma non ditelo a Zidane. Il tecnico francese spruzza acqua per spegnere l’incendio di entusiasmo che si è abbattuto sul Real Madrid nell’ultimo mese. Difficile, d’altronde, fare diversamente: con la vittoria in casa dell’Athletic Bilbao, i merengues hanno vinto la settima partita su sette da quando a inizio giugno, una volta finito il lockdown, la massima divisione spagnola ha ripreso le ostilità.

Inutile quindi nascondersi, perché la distanza dal Barcellona comincia a essere considerevole e, viste le prestazioni dei Blancos fino a oggi, viene fin complicato fare i conti su dove e quando, eventualmente, il Real Madrid possa cadere e perdere qualche altro punto. La squadra ha risposto molto bene alla pausa forzata, tornando più forte e concentrata di prima. Un lavoro mentale, quello portato avanti da Zizou, che si è rivelato efficace e vincente a tal punto da capovolgere totalmente la mentalità di quella squadra che, solo pochi mesi fa, si era fatta mettere sotto dal Manchester City in Champions League.

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Real Madrid, una sosta per rinascere

Ora il Real Madrid ha imparato a vincere anche le partite in cui il gioco latita. Per esempio, a San Mames i merengues hanno rischiato di andare sotto più volte durante il primo tempo. Zidane, camaleonticamente, ha cambiato spartito a cavallo dei due tempi, chiedendo ai suoi meno fiammate e più raziocinio. Così la squadra ha lavorato ai fianchi l’Athletic fino a quando Marcelo ha trovato lo spiraglio giusto per imbucarsi in area e prendersi il calcio di rigore decisivo, poi trasformato da Sergio Ramos.

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Sfinire l’avversario e colpirlo. Dai primi di giugno in poi, questo leit-motiv ha caratterizzato spesso le prestazioni del Real Madrid, come certificano anche le vittorie di misura su Getafe, Espanyol e Real Sociedad. E, per di più, in tutto questo Zidane è stato in grado di registrare definitivamente la difesa, che ha subito solo 2 reti in 7 uscite, diventando il reparto meno battuto della Liga dopo aver messo la freccia anche sull’Atletico Madrid. Insomma, viene da chiedersi chi potrà ancora minare le certezze di una squadra che, oltre tutto, pare aver ritrovato fiducia nei propri mezzi.

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Sergio Ramos goleador: primato da record

Il volto di questa grande cavalcata è senza dubbio quello di Sergio Ramos, capitano e condottiero di un Real Madrid sempre più dipendente dalla leadership del suo numero 4. Il centrale andaluso ha segnato il suo quarto gol da quando la Liga è ripartita, mettendo a referto l’ennesimo record battuto. Era infatti dalla stagione 2005/06 che un difensore non toccava la doppia cifra nel massimo campionato spagnolo. Ai tempi ce la fece Mariano Pernia del Getafe che, per l’appunto si fermò a quota 10. Ma, con ancora quattro partite da giocare, la possibilità di rimpinguare il bottino è assai concreta.

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Inoltre, Sergio Ramos sta dando una grossa mano ai suoi compagni di reparto. Contro l’Athletic, per esempio, va sottolineata la grande prova di Éder Militão: il brasiliano, grazie all’aiuto del capitano madridista, ha sfoderato una prestazione da applausi, intervenendo più volte in maniera decisiva, incassando consigli e ricevendo i complimenti dal suo compagno di squadra. Anche in questo Sergio Ramos si sta dimostrando grande, forse più di quanto qualche suo hater vorrebbe far passare.

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Una panchina preziosa

Per scavare il primo solco con il Barcellona, infine, è stata decisiva anche la lunghezza delle rotazioni. La panchina del Real Madrid è decisamente più lunga ed eterogenea – qualitativamente e per caratteristiche – rispetto a quella della compagine blaugrana. Basti pensare, per esempio, a gente come Rodrygo, Vinicius Junior, Jovic e Lucas Vazquez, tutti pronti a subentrare per spaccare le partite, o semplicemente al fatto che, volendo, Zidane avrebbe a disposizione anche i redivivi Bale e Isco.

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In più, il tecnico francese ha recuperato un po’ di infortunati cronici, che senza la sosta forzata non sarebbero più tornati in campo. Uno su tutti, Eden Hazard, il cui feeling con Benzema si sta affilando sempre di più, ma anche Marco Asensio, rientrato dopo il brutto infortunio al ginocchio e autore di un paio di prestazioni da occhi a cuoricino. Contro il Valencia, per esempio, l’ex Maiorca è stato decisivo a partita in corso, e più in generale garantisce variabili grazie alla sua qualità in entrambe le fasi di gioco. Zidane fa il pompiere, ma in fondo sa di essere a un metro dal traguardo. Con buona pace di tutti.

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