alireza beiranvand
Fonte: Instagram @alirezabeyranvand.official

Alireza Beiranvand è uno dei calciatori di spicco del calcio asiatico. A 27 anni, dopo una vita molto particolare, è pronto per sbarcare in Europa

Teheran – Anversa, sola andata. Qualche migliaio di chilometri separa il passato dal presente e, probabilmente, dal futuro prossimo di Alireza Beiranvand. Il portiere iraniano, nelle ultime ore, è atterrato in Belgio per firmare con il Royal Antwerp, uno dei club più iconici ma soprattutto storici della Jupiler League. Il suo arrivo, oltre che affascinare dal punto di vista della provenienza, è un premio alla carriera per colui il quale viene considerato come uno dei migliori portieri asiatici.

L’Antwerp lo aveva già bloccato a fine gennaio, opzionandolo per la stagione che verrà. Il suo approdo in Europa è stato posticipato per volere dello stesso Beiranvand, che voleva chiudere in bellezza la stagione con il suo Persepolis. Titolare della nazionale persiana, l’ex numero uno dei biancorossi è stato pagato circa 700mila euro e si è legato per tre anni al club nel quale, almeno sulla carta, dovrebbe avere garantita la titolarità.

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Alireza Beiranvand, il nomade che ha conquistato l’Iran

L’arrivo di Alireza Beiranvand nel Vecchio Continente è un po’ il premio alla carriera per un ragazzo che ha avuto una vita tanto anomala quanto affascinante. Nato nel 1992 nel minuscolo villaggio di Sarab-e Yas, l’estremo difensore iraniano è un diretto discendente della stirpe Lak, un ramo dell’origine curda riconducibile a un popolo che vive ancora oggi nelle montagne al confine tra Iran e Turchia. La sua famiglia però è nomade da sempre, composta per lo più da pastori, e lui l’ha seguita fino all’adolescenza.

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Il calcio gli ha permesso di cambiare vita. Inseguire il pallone, per Beiranvand, è sempre stata la passione più importante della sua vita dopo la religione. Ma lo sport mal si concilia con la visione di vita familiare del padre, che a un certo punto gli dà un ultimatum: per continuare a giocare devi andartene di casa. Il ragazzo raccatta quattro stracci e parte per Teheran, dove all’inizio la vita è decisamente dura. Non ha una casa né un letto, vive di qualche lavoretto saltuario fino a quando, dopo aver fatto il pizzaiolo, un allenatore conosciuto tempo prima sull’autobus per Teheran torna a cercarlo.

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Beiranvand gioca per pochi spiccioli, ma in porta è veramente forte. Cosa, peraltro, assolutamente non scontata visto che da ragazzino, al villaggio, preferiva fare l’attaccante. Lavora e si allena con una costanza quasi commovente, sperando di trovare la svolta. Che arriva all’improvviso, grazie a un’imbeccata di un amico a un osservatore del Naft, la terza squadra della città. Beiranvand firma il suo primo contratto nel 2011 e si ferma al club fino al 2016, quando il Persepolis – che da anni gli sta dietro – riesce a finalmente ad acquistarlo.

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Il Persepolis e il rigore parato a Ronaldo

A Teheran si gioca uno dei derby più caldi del mondo, quello tra Persepolis ed Esteghlal. La partita è talmente sentita che, nel giorno in cui rotola il pallone, il governo impiega ogni risorsa in suo possesso per garantire l’ordine pubblico. L’Azadi Stadium, che può contenere 120mila persone, trabocca di tifo e passione. Alla prima stracittadina, Alireza Beiranvand decide di conquistare i tifosi con una prestazione straordinaria.

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La partita finisce 0-0 grazie a due parate di grandissimo livello e, il giorno dopo, l’estremo difensore del Persepolis è sulle prime pagine dei quotidiani sportivi iraniani. L’escalation lo porta anche a prendersi definitivamente la porta della nazionale. Con il Team Melli, Beiranvand è prossimo alle cento presenze e ha nel Mondiale del 2018 il suo apice di carriera. Contro il Portogallo si conquistò l’onore delle cronache parando un rigore a Cristiano Ronaldo. Da pastore, per di più reietto, a eroe: è la magia del calcio che si ripete.

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