sostituzioni
Fonte: Instagram @referee.store.arbitros

L’Ifab ha ufficializzato la regola delle cinque sostituzioni anche per la stagione 2020/21, permettendo ai club di tutelare al meglio i propri calciatori in un periodo ricco di impegni

Nella giornata di mercoledì 15 luglio l’Ifab, l’ente preposto alla modifica provvisoria o definitiva delle regole del calcio, ha ratificato una decisione molto importante, confermando le cinque sostituzioni anche per la stagione che verrà. I club italiani potranno quindi ragionare fin da oggi su come costruire e modificare eventualmente le rose a disposizione dei rispettivi allenatori, per dare loro la possibilità di sfruttare al meglio questa rivoluzione temporanea.

La decisione è stata presa per aiutare le società in vista dei ritmi serrati sui quali si giocherà la prossima annata: la sosta forzata a causa dell’emergenza sanitaria ha costretto UEFA e FIFA a rivedere tutti i calendari delle competizioni e, date alla mano, c’è la concreta possibilità che il calcio faccia una tirata unica fino alla fine della stagione 2022/23, ovvero quella che a metà vedrà svolgersi il Mondiale organizzato dal Qatar.

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Cinque sostituzioni nel 2020/21: ok dall’Ifab

L’Ifab ha quindi esteso l’opzione fino al 31 luglio 2021, confermando anche quelle che sono le linee guida per utilizzare le cinque sostituzioni, che potranno essere effettuate solo in tre riprese intervallo escluso. Cinque cambi significa avere la possibilità di modificare mezza squadra, nel vero senso del termine. Infatti, un allenatore che decide di giocarsi tutte le sostituzioni, si ritroverà in campo con cinque giocatori di movimento nuovi.

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Ovviamente, se già prima i cambi venivano utilizzati in funzione della partita, ora gli allenatori hanno la possibilità di stravolgere la propria squadra tra un tempo e l’altro. Oltre, chiaramente, ad avere una spinta nell’osare di più, scongiurando gli infortuni: se un calciatore gioca meno diminuiscono anche le possibilità che possa avere problemi fisici. E, nello stesso tempo, l’allenatore si ritaglia una possibilità in più per cambiare l’inerzia del match.

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Il vantaggio delle rose lunghe

Il primo fattore rivoluzionario riguarda quindi la possibilità di scelta: con cinque sostituzioni si può leggere con più calma una partita e intervenire non solo per correggerla, ma anche per sistemare eventuali errori iniziali. È chiaro come in questo caso siano avvantaggiate le squadre con una rosa lunga, numericamente e qualitativamente. Pensiamo per esempio alla Juventus e all’Atalanta, le due compagini più in forma della Serie A.

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Dalla ripresa post lockdown, entrambe hanno saputo sfruttare al meglio le tante soluzioni a partita in corso. Se la Juventus è penalizzata da alcuni problemi riguardanti principalmente il fattore fisico, la Dea corre come se non più di prima. E, in effetti, scorrendo la rosa nerazzurra ci si accorge di come Gasperini abbia almeno due alternative per ogni ruolo.

In questo modo, giocare ogni tre giorni diventa meno pesante, anche in virtù del fatto che la stagione dell’Atalanta – così come quella di Juventus, Napoli, Roma e Inter – continuerà ad agosto con le fasi finali delle coppe europee. Se poi, come nel caso della squadra di Gasperini, alla quantità viene abbinata tantissima qualità, ancora meglio. Viceversa, squadre come la Lazio faticano ugualmente, pur potendo disporre di due sostituzioni in più.

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Intensità e turnover: il caso Sassuolo

In tal senso, è molto interessante il caso del Sassuolo, una squadra che dopo la sosta ha svoltato la propria stagione. Qui, paradossalmente anche più dell’Atalanta, la mano dell’allenatore è stata decisiva. Roberto De Zerbi ha sin da subito deciso di ruotare tutti i propri uomini: nelle partite giocate fino a oggi, il mister neroverde – peraltro fresco di rinnovo – ha mantenuto al massimo sette elementi nell’undici titolare per due partite consecutive.

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Il resto sono stati cambi, modifiche, esperimenti in vista della prossima stagione quando, almeno a parole, la società avrebbe deciso di compiere un ulteriore salto di qualità. Questa strategia va di pari passo con la valorizzazione dell’intero parco giocatori. Che, a sua volta, aumenta – seppure indirettamente – con la possibilità di operare più sostituzioni.

In più il Sassuolo, come dimostrato nella recente partita contro la Juventus, sa mantenere ritmi alti, figli probabilmente di una preparazione mirata. Il che, di conseguenza, esalta le prestazioni dei singoli, soprattutto in un momento in cui si gioca mediamente a basse intensità.

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Niente svolta tattica

Infine, è curioso notare come, nonostante la possibilità delle cinque sostituzioni, non ci sono allenatori che le utilizzano per cambiare modulo a partita in corso. Il motivo è facilmente intuibile: con una sosta così lunga in mezzo e la squadra che non ha mai praticamente lavorato insieme, azzardare modifiche in questo preciso momento sarebbe troppo rischioso. I cambi avvengono quasi sempre ruolo per ruolo e a due intervalli ben stabiliti, come imposto dal regolamento.

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Tuttavia, uno dei pochi tecnici a variare formazione a match in corso è stato Moreno Longo, che nella sua breve esperienza al Torino ha alternato ben quattro schieramenti: dal 3-4-3 al 3-4-2-1, passando fugacemente per il 4-4-2 e terminando con il 3-5-2. Scelte dettate dall’emergenza, ovviamente: il Toro non fa punti e ha la rosa più corta della Serie A, così l’ex allenatore del Frosinone non può adattare i giocatori al modulo, ma deve studiarne uno in base ai calciatori a disposizione.

A prescindere da ogni ragionamento nello specifico, comunque, il vero banco di prova per le cinque sostituzioni sarà ovviamente la stagione 2020/21, quando le società potranno progettare con relativa calma la rosa per affrontare un’annata oberata di impegni. Nel frattempo, magari in queste ultime giornate, sarebbe bello vedere qualche nuovo talento prendere confidenza con la Serie A. L’occasione, questa volta, è di quelle giuste.

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