raymond kopa
Fonte Immagine: @memorable_football-lege (Instagram)

Il 13 ottobre 1931 nasceva Raymond Kopa, stella della Francia e del Real Madrid degli anni Cinquanta, nonché uno dei primi fuoriclasse mediaticamente moderni.

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Ce lo dimentichiamo spesso, ma la Francia è stata una una delle patrie del calcio, anzi la patria del calcio come fenomeno internazionale: a loro si deve la nascita della Coppa del Mondo, degli Europei, della UEFA e della FIFA. Eppure, come per gli inglesi, la Francia ha faticato molto per affermarsi come nazionale di primo piano. Raymond Kopa è stato il suo primo grande campione, e una delle figure più eccezionali della storia del calcio: questa è la sua storia.

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L’infanzia difficile di Kopa

Raymond Kopa nell’estremo nord francese, nei pressi del Passo di Calais, in una cittadina di nome Noeux-les-Mines: i suoi nonni si era trasferiti lì dopo la Prima Guerra Mondiale dalla Polonia (il cognome completo era infatti Kopaszewski) per lavorare nelle ricche miniere di carbone della zona.

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Raymond crebbe così in un ambiente molto difficile: la sua famiglia era povera, ed era rimasta molto legata alle tradizioni polacche, anche quelle linguistiche, creando al ragazzo diversi problemi di integrazione a scuola. Da bambino vide la guerra da vicino, con la Francia occupata dai tedeschi: in quel periodo, lui e i suoi amici, quasi tutti figli di immigrati, giocavano a calcio per strada e una volta rubarono un pallone ai soldati nazisti; “un piccolo atto di resistenza” avrebbe detto in seguito.

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A conflitto terminato, abbandonò gli studi, dividendosi tra il calcio nella squadra locale e il lavoro in miniera, sebbene fosse solo un ragazzino. Fu in queste circostanze che, nel 1946, ebbe un grave incidente in cui perse l’indice e mezzo pollice della mano sinistra. Continuare a fare il minatore era complicato, e Raymond dovette scegliersi un’altra strada.

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Il calcio come via d’uscita

Poco tempo dopo, fu ingaggiato dall’Angers, che gli fornì un impiego parallelo come elettricista, per garantirgli un salario decente. In questo periodo, il suo cognome iniziò ad essere abbreviato in Kopa, donandogli un suono più francese. In campo, si guadagnò il ruolo di centrocampista offensivo, diventando il 10 della squadra; ma più che un playmaker, Kopa era un attaccante totale, maniaco del dribbling e dall’attitudine solista.

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Nel 1951 si trasferì allo Stade Reims, allora una delle principali squadre di Francia. Qui, progressivamente venne avanzato in campo, per intuizione del suo geniale allenatore, Albert Batteaux, e trasformato in un centravanti con libertà di movimento, come si usava in Austria e Ungheria: questo cambio tattico lo consacrò come il giocatore più forte del campionato francese.

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Maturò come calciatore in un ambiente molto vitale e multiculturale: nello Stade Reims, come in molti club transalpini, militavano tanti giocatori figli di immigrati, italiani (come Paul Sinibaldi, Raoul Giraudo e Raymond Cicci), spagnoli (Michel Hidalgo) e ovviamente polacchi (Robert Siatka, Leon Glovacki). Stessa situazione in nazionale, in cui giocavano anche grandi calciatori magrebini come Abdelaziz Ben-Tifour e Abderrahmane Mahjoub.

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Kopa sul tetto d’Europa

Lo Stade Reims, trascinato da Kopa, conquistò lo scudetto nel 1953 e nel 1955, e un anno dopo raggiunse la finale della prima edizione della Coppa dei Campioni, perdendo 4-3 contro il Real Madrid. A quel punto, era considerato uno degli attaccanti più forti d’Europa e tanti club lo volevano in squadra; le Merengues anticiparono tutti con un’offerta da 520mila franchi, e lo portarono a Madrid, formando di fatto i primi Galacticos della storia.

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Con il ruolo di centravanti già occupato da Alfredo Di Stefano, e quello di trequartista affidato a Hector Rial, Kopa si trasformò in ala destra, anche se poi in campo si accentrava puntando gli spazi aperti dal 9 argentino. Con il Real vinse due campionati e tre Coppe dei Campioni, prima di fare ritorno allo Stade Reims nel 1959, vincendo ancora da protagonista i titoli del 1960 e del 1963.

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Nel 1958, la Francia si presentò ai Mondiali svedesi con una squadra eccezionale allenata da Batteaux, che faceva grande affidamento sull’attacco atomico rappresentato da Kopa e da Just Fontaine, che aveva preso il posto del polacco al Reims due anni prima. I Bleus disputarono quello che sarebbe stato per quarant’anni il loro miglior Mondiale della storia, giungendo terzi, e regalando a Fontaine il record, tutt’ora imbattuto, di gol segnati in una singola edizione del torneo. A fine anno, Kopa vinse il Pallone d’Oro.

Kopa fuori dal campo

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Ma Raymond Kopa non fu solo questo. Cresciuto in povertà, imparò presto a sfruttare le sue doti per fare quanti più soldi possibile, e fare sì che nessuno della sua famiglia dovesse più vivere in ristrettezze: già nel 1954 firmò un accordo sulla commercializzazione del proprio nome, divenendo il primo calciatore a trasformarsi in un marchio. Investì in varie attività, diventando un imprenditore e lanciado una propria marca di abbigliamento sportivo.

Fu anche un sindacalista e un attivista politico: assieme a Just Fontaine e altri importanti colleghi dell’epoca, fu tra i promotori della prima associazione sindacale dei calciatori francesi, negoziando contratti più equi e combattendo diverse battaglie sul piano dei diritti del lavoro.

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Durante i Mondiali del 1958, Kopa fu tra i firmatari di una clamorosa lettera con cui la nazionale francese esprimeva il proprio sostegno alla causa dell’indipendenza algerina e ai calciatori algerini che, contravvendo alle regole del governo francese, avevano disertato per unirsi alla propria selezione, ricevendo minacce da parte delle istituzioni. Per questi motivi, oggi possiamo considerare Raymond Kopa non solo uno dei più grandi calciatori della sempre, ma anche uno dei più grandi uomini della storia del calcio.