nicolas gonzalez
Fonte: Instagram @nicoigonzalez

Doveva smettere col calcio, è diventato indispensabile per la sua Argentina: dopo la rete segnata al Paraguay, Nicolas Gonzalez si è ripetuto a pochi giorni di distanza sentenziando anche il Perù

Due gol in pochi giorni per cambiare il destino dell’Argentina. Nicolas Gonzalez è il protagonista che non ti aspetti di questa sosta per le nazionali. Il 22enne originario di Baires ha segnato la rete che è valso un prezioso punto contro il Paraguay, ripetendosi poi nel match giocato in casa contro il Perù, raccogliendo un assist perfetto di Lo Celso e battezzando Gallese.

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La sua firma ha aperto un match che per l’Argentina non è mai stato in discussione, ma Gonzales ha avuto anche il grosso merito di aver incanalato i giochi sui binari preferiti dalla Seleccion. Che, da lì in poi, ha lasciato sfogare il Perù e lo ha colpito una seconda volta verso la mezz’ora, grazie all’azione manovrata da Messi e Paredes poi chiusa da Lautaro Martinez.

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Il commissario tecnico Scaloni lo ha schierato in entrambi i casi sulla fascia sinistra; contro il Paraguay, Nicolas Gonzalez ha preso il posto di Tagliafico in un 3-4-2-1 molto fluido, nel quale gli si richiedeva molto sacrificio anche in fase di non possesso. A Lima, invece, col rientro del laterale dell’Ajax il pibe ha potuto concentrarsi meglio a offendere, diventando un valore aggiunto per la manovra.

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Che Gonzalez fosse una risorsa a livello tattico si era capito da quando Scaloni, durante gli allenamenti nel ritiro albiceleste, lo aveva provato un po’ ovunque: largo a sinistra, dove ha poi giocato, decentrato sull’out opposto o addirittura in tandem con Martinez. Già, perché il ragazzo ha tra le corde una versatilità rara, che ha portato lo Stoccarda ad acquistarlo nel 2018 per quasi 9 milioni di euro.

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Cresciuto nel vivaio dell’Argentinos Juniors, è sbarcato in Germania giusto per retrocedere in seconda divisione. Poi, anziché cedere alle lusinghe di alcuni club di Bundesliga, ha deciso di fermarsi a Stoccarda per riportare la squadra al piano di sopra. Missione compiuta in estate, quando Scaloni comincia a tenerlo sotto osservazione per la sua Argentina. Il resto è storia recente.

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Il River Plate e la crisi in adolescenza

Entrato all’età di 7 anni nel settore giovanile del River Plate, Nicolas Gonzalez è sempre stato considerato un talento precoce. Le aspettative su questo classe 1998 originario di Belén de Escobar erano altissime, a tal punto che i millonarios lo mandano a giocare direttamente su un campo a undici, nonostante frequentasse il primo anno di scuola elementare.

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“Volevano sfruttarmi” racconterà Gonzalez qualche anno dopo, spiegando per quale motivo la sua avventura al River Plate durò solo due settimane. Poi il provino al Platense, andato male, fino all’arrivo dell’Argentinos Juniors, dove il ragazzo finalmente si sente a suo agio. Il Bicho sa lavorare bene sui giovani e lo aggrega ai pari età.

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Non c’è fretta, da entrambe le parti. Ma Nicolas Gonzalez, una volta arrivato all’età dell’adolescenza, viene messo di fronte a due problemi. Il primo è fisico: non cresce né si sviluppa abbastanza. Inoltre, ogni giorno doveva fare tre ore di viaggio per raggiungere il centro allenamenti al Bajo Flores. Decide che forse è meglio mollare, lo dice al padre ma Fernando Batista, uno che ci vede lungo, riesce a fargli fare marcia indietro: “Dimmi tu in quale squadra preferisci giocare”.

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Il boom all’Argentinos Juniors

Strategia vincente. Nicolas Gonzalez cresce in mezzo a una generazione di talenti impressionante. Lega, in particolar modo, con Damian Batallini, centravanti nel 4-3-3 col quale Gabriel Heinze riporterà l’Argentinos Juniors in Primera Division. In quella squadra giocavano anche i tre fratelli Mc Allister, ma la figura del tecnico è stata fondamentale per la crescita di Gonzalez.

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Che, infatti, diventa un esterno imprendibile. Se gioca a destra, rientra sul mancino e fa danni tra la linee. Quando parte dalla parte opposta, salta l’uomo con una facilità disarmante. Nella massima serie argentina fa giusto in tempo a giocare 47 partite (con 11 gol) prima che lo Stoccarda se lo porti in Germania.

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Con Pellegrino Matarazzo, Nicolas Gonzalez si è però riscoperto numero 9. Una nuova vita, per chi a calcio a un certo punto non voleva nemmeno più giocarci. In estate era anche stato cercato dal Milan. Richiesta? Dai 15 ai 20 milioni di euro. Risposta: no grazie, semmai ne riparliamo. Ma adesso potrebbe essere troppo tardi.

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