chinese super league
Fonte: Instagram @jiangsusuningfc

Lo Jiangsu Suning ha vinto un’edizione di Chinese Super League molto particolare, per la quale governo e federazione hanno investito un sacco di soldi

Pochi giorni fa si è chiusa, dopo un periodo folle e con partite giocate ogni tre giorni, la Chinese Super League 2020. A trionfare è stato, per la prima volta nella storia, lo Jiangsu Suning: la squadra presieduta dalla multinazionale proprietaria dell’Inter ha battuto, un po’ a sorpresa, in finale il favorito Guangzhou Evergrande.

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Quella dello Jiangsu è stata la vittoria della squadra non necessariamente più forte, ma sicuramente più organizzata, all’interno di un contesto caotico che, come ormai ben sappiamo, era stato inizialmente l’epicentro del disastro sanitario che ha sballato l’intera ultima stagione. La Cina si è rimboccata le maniche ed è andata avanti, spendendo parecchi soldi per far sì che il campionato arrivasse al termine.

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Chinese Super League, i costi esorbitanti

Secondo un report pubblicato da Titan Sport Plus, la federazione cinese ha investito un sacco di soldi e risorse per agevolare la chiusura definitiva della Chinese Super League 2020. Secondo il media orientale, si stimano in 200 i milioni di yuan (circa 26 milioni di euro) impiegati per mettere a disposizione degli atleti i tamponi necessari per andare avanti e, parallelamente, disporre di tutte le adeguate misure di sicurezza.

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Il resto lo hanno fatto attenzione negli spostamenti, alcune partite organizzate altrove, ma la cosa che ha maggiormente impressionato è come a Wuhan, dove pare che l’ormai arcinoto virus abbia preso il via, tutto sembra sia stato risolto relativamente in fretta. Il presidente federale Chen Yuxan ha poi dichiarato che, a livello di tamponi, ne sono stati effettuati ben 23mila dal 26 luglio in poi.

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Il ritorno alla normalità

Dopo la sospensione del campionato avvenuta a fine febbraio, quando ancora la Chinese Super League doveva ancora cominciare, la federazione ha ufficialmente rimandato il tutto proprio nel mese di luglio. La situazione pandemica sembrava essersi finalmente allertata, così i vertici del calcio cinese hanno rivisto il format del campionato, stilando un nuovo calendario e riuscendo a non perdere gli introiti.

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Sponsor e tv chiedevano a gran voce il ritorno in campo, e così è stato. Ironia della sorte, a dare il calcio di inizio alla Chinese Super League 2020 è stato proprio il Wuhan Zhall del tecnico spagnolo José Gonzalez, arrivato in città a gennaio e quindi poco prima dello scoppio della pandemia. Assieme a lui ci sono altri due connazionali: l’ex capitano del Siviglia Daniel Carriço e la punta Leo Baptistao.

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Le 16 squadre sono state divise in due gironi di 8, con una seconda fase a playoff per determinare il campione, le qualificate alle coppe e ovviamente la zona retrocessione. Nella doppia finale tra Jiangsu e Guangzhou Evergrande, dopo un’andata finita 0-0, sono state decisive due vecchie conoscenze del calcio europeo. Eder, ex punta dell’Inter, e Alex Teixeira hanno segnato le reti che hanno indirizzato la finale per la squadra allenata dal tecnico rumeno Olaroiu, regalando a Suning la prima gioia sportiva in patria.

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