luis muriel
Fonte: Instagram @calciomercato_atalantino

Luis Muriel è l’arma segreta dell’Atalanta da record: con il gol segnato alla Sampdoria, è diventato il ‘dodicesimo uomo’ più decisivo d’Europa

Il 2-0 contro la Sampdoria proietta l’Atalanta sempre più in alto. La squadra di Gasperini, che nel prossimo turno affronterà la Juventus, mai come quest’anno sembrerebbe attrezzata per vincere lo Scudetto. Difficile, certo, perché rimontare così tanti punti ai bianconeri sarà dura, e per questo rimane il rammarico di qualche partita buttata via in passato, soprattutto a inizio stagione.

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Ma, se l’obiettivo principale è quello di tornare in Champions League, allora ecco che lo spumante è quasi pronto per essere tirato fuori dal frigo. Nel match vinto contro i blucerchiati, i bergamaschi sono stati trascinati da un calciatore che, per certi versi, rappresenta l’emblema del calcio ‘gasperiniano’, fatto di invenzioni, rapidità e imprevedibilità.

Con il gol segnato nel finale, Luis Muriel ha chiuso i conti in una serata che sembrava poter riservare diverse insidie. Un destro, quello del colombiano, che si insacca nell’angolino basso e non lascia scampo ad Audero, aiutando l’Atalanta a battere il record storico di gol segnati in una sola stagione (85 dopo 31 giornate).

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Le cifre record dell’Atalanta sono sicuramente da sottolineare, ma Luis Muriel merita un approfondimento a parte. I numeri e le sue statistiche lo rendono il miglior dodicesimo uomo d’Europa. Per esempio, era dai tempi di Paco Alcacer al Borussia Dortmund che un attaccante non segnava così tanto da subentrato. Con la rete siglata alla Sampdoria, il colombiano ha toccato la doppia cifra da sostituto, 10 gol fondamentali – e a partita in corso – che hanno permesso alla Dea di risolvere anche le partite più bloccate.

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Complessivamente, sono 18 i gol segnati da Muriel in stagione. Con medie, peraltro, invidiabili: se in Serie A l’ex Fiorentina trova la via della rete ogni 63 minuti, in Champions League ha timbrato il cartellino una volta in soli 167 minuti di impiego. Un rendimento da attaccante di alto profilo, soprattutto perché inserito in un contesto particolarmente competitivo come quello atalantino, dove di certo non mancano le bocche da fuoco.

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Siviglia e Firenze, due incidenti di percorso

Se c’è infatti un limite che Luis Muriel ha palesato come una costante durante la propria carriera, questo è proprio legato al fatto di soffrire tanto la concorrenza. È successo in gioventù ma anche più recentemente, a Siviglia, dove il colombiano – dopo essere arrivato in pompa magna come fiore all’occhiello di mercato – è finito subito ai margini, collezionando spezzoni di partita e tante, troppe esclusioni.

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Eppure in Italia ha sempre dimostrato di potersi rendere utile. Per esempio, nel gennaio del 2019 Muriel arrivò a Firenze e si impose subito, segnando alcuni gol pesanti nei suoi primi mesi con la maglia viola addosso. Poi, complice il crollo verticale della squadra e il cambio di società, il calciatore non rappresentava più una priorità, a tal punto che Pradè decise di non sborsare i 15 milioni di euro per riscattarlo dagli andalusi.

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Un bomber ritrovato

Prima delle sue ultime avventure, però, Luis Muriel era considerato come uno dei prospetti più importanti del calcio mondiale. La Serie A in tal senso lo ha aiutato molto, perché tra Lecce, Udine e Genova, il colombiano è riuscito a imporsi a grandi livelli. Probabilmente, per le doti che Madre Natura gli aveva regalato, ha raccolto poco, ma alle soglie dei 30 anni sembra finalmente aver trovato la propria dimensione.

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Se in Puglia si era messo in mostra per la sua voglia di spaccare il mondo, in Friuli Muriel è sbocciato definitivamente, diventando importante per una squadra che, fino a qualche anno fa, rastrellava il globo alla ricerca di talenti come il suo. A una prima stagione da 11 gol seguirono un paio di anni in chiaroscuro causa infortuni, dai quali il colombiano si è ripreso solo dopo il passaggio alla Sampdoria.

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In più, la sua ascesa è spesso stata frenata da problemi fisici legati al peso: Muriel tende a ingrassare non appena si ferma, e questo gli ha causato diversi problemi proprio in quei momenti nei quali era richiesto un salto di qualità. Eppure, oltre ad essere diventato uno degli attaccanti più risolutivi d’Europa, ormai fa anche parte in pianta stabile della nazionale colombiana, con la quale ha giocato il Mondiale del 2018 e due edizioni di Copa America.

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“È davvero una bella personadice di lui Gasperini – spesso ci becchiamo ma lo facciamo sempre in maniera scherzosa. È un ragazzo che va continuamente pungolato: contro la Lazio è entrato l’ultima mezz’ora e sembrava un morto. Pensava di aver giocato bene, ma il giorno dopo gli ho detto di tutto”. Ecco, in poche parole, una fedele descrizione di Luis Muriel. Che a Bergamo, dopo tanto girovagare, ha finalmente trovato casa.

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