Goran Pandev è immortale

Col gol realizzato contro l’Udinese, Goran Pandev ha raggiunto quota 8 reti in stagione. A 36 anni, il bomber macedone è uno dei trascinatori del Genoa nell’accesissima lotta salvezza. 

Lotta, combatte e non si arrende mai. In questo infuocato finale di stagione, Goran Pandev è una delle arme in più del Genoa di Davide Nicola. E ieri sera, nell’importantissimo pareggio della Dacia Arena contro l’Udinese, c’è ancora una volta lo zampino dell’instancabile attaccante.

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Con una conclusione dal limite terminata all’angolino della porta protetta da Musso, il macedone ha dato il “la” alla rimonta del grifone, passato in svantaggio dopo i gol di Fofana e Lasagna. Ci ha pensato poi Pinamonti all’ultimo respiro a regalare al Genoa un punto che permette ai rossoblù di staccare di due lunghezze il Lecce. Un pari che vale oro per i genovesi.

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Ancora al top

La carta d’identità non mente mai e cita 1983 alla voce “data di nascita”. Ma a 36 anni – saranno 37 il prossimo 27 luglio – Pandev sta vivendo una sorta di seconda giovinezza. E i numeri paiono testimoniare il suo grande momento di forma. In termini realizzativi, questa è la miglior stagione dell’attaccante in Serie A da quando veste la maglia del Genoa. Era dai tempi della Lazio che il macedone non segnava così tanto in campionato. All’ombra dell’Olimpico, infatti, Pandev aveva raggiunto quota 9 reti in massima serie nella stagione 2008/2009, l’ultima in biancoceleste. Una cifra soltanto avvicinata nell’annata 2013/2014, quando furono 7 i sigilli con addosso la maglia del Napoli.

Quando mancano ancora 8 partite alla fine di questo atipico campionato, Pandev ha ora messo nel mirino la fatidica “doppia cifra“, raggiunta per tre stagioni di fila con la Lazio tra il 2005 e il 2008 ma mai conquistata nel corso delle sue esperienze tra le fila di Inter, Napoli e dello stesso Genoa. Nel frattempo, il macedone ha già raddoppiato il numero di reti realizzate lo scorso anno (4). E pare non volersi fermare.

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Goran Pandev: imprescindibile

Da subentrato o nell’undici titolare. Da centravanti, nel ruolo di trequartista, come seconda punta o da ala destra. Pandev è uno di quei giocatori ai quali ogni allenatore che si è seduto sulla panchina del Genoa non ha mai rinunciato. In questa stagione, l’attaccante è sceso in campo in 26 delle 30 gare fin qui disputate dal Genoa. Dopo l’esonero di Thiago Motta e l’arrivo di Davide Nicola, il 28 dicembre scorso, il nome del classe ’83 non è entrato nel tabellino del match soltanto in un’occasione, quella del pareggio per 2-2 in casa dell’Atalanta. Un dato che testimonia la sua importanza nella rosa rossoblù e nello scacchiere tattico del tecnico piemontese.

Carismatico

Oltre alle statistiche, elementi oggettivi che fotografano l’importanza di Pandev nel Genoa di Nicola, ciò che impressiona di più è tuttavia lo spirito con cui il macedone continua a scendere in campo. Grinta, foga, giocate sopraffine e ogni singola goccia del proprio sudore al servizio dei propri compagni e di quella maglia che pare essergli stata cucita addosso.

A quasi 37 anni, Pandev continua instancabilmente a calcare i campi della Serie A in un paese, l’Italia, che è in fondo diventato la sua seconda casa. E non poteva essere altrimenti dopo le 436 presenze e i 93 gol collezionati in massima serie. Ora, nel Genoa che continua a correre verso una meta chiamata salvezza, Goran Pandev è il protagonista di una di quelle storie romantiche che tanto piacciono agli amanti del calcio. Perché gli anni passano, ma il fiuto del gol e le qualità umane dell’attaccante col 19 sulle spalle sembrano immuni al rapido scorrere del tempo.

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Alessio Caria
Alessio Caria
Cagliaritano, classe '96. Laureato in Scienze Politiche ed ex stagista alla Gazzetta dello Sport. Pallavolista da quando ho memoria, amo i libri, i viaggi, il mare e lo sport. Raccontarlo è la mia passione.

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