gabriele volpi
Secondo alcuni media, Gabriele Volpi è sempre stato molto interessato a rilevare le quote di maggioranza della Sampdoria di Ferrero. Ovviamente, avendo anche lo Spezia in Serie A, per lenorme istituzionali della Lega Calcio questo non è possibile. In ogni caso, Volpi "pare" abbia sempre smentito. (fonte immagine: SampNews24)

E’ italiano? Si. E’ un imprenditore? Si. E’ ricco (molto)? Si. E’ magari anche un petroliere? Si. Ok, è Gabriele Volpi. Lo Spezia appena planato per la prima volta in Serie A in 114 anni di storia è il club di proprietà di Gabriele Volpi, imprenditore ligure di 77 anni che aveva rilevato la società dopo il fallimento – e la ripartenza dalla Serie D – nel 2008.

“In dieci anni vi porto in Serie A” aveva detto a suo tempo Volpi, il cui patrimonio, secondo varie fonti, si attesterebbe sui tre miliardi di euro. Un presidente che non si è mai fatto vedere allo stadio per tre anni – dicono per scaramanzia – e che da tempo aveva smesso di interessarsi con la copiosa premura – economica – allo Spezia. Non era più soddisfatto, diceva. Adesso, invece, Italiano gli ha regalato la Serie A e lui vuole anche trattenerlo.

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Gabriele Volpi e l’Africa, l’inizio di una storia di successo

Volpi nasce a Recco, in Liguria, e la passione per lo sport si sancisce grazie alla pallanuoto. Ci gioca, la segue, e più avanti ne acquisterà un club professionista. Ma la fortuna patrimoniale, quella che secondo Wikipedia lo rende l’uomo italiano più ricco d’Africa, la conquista in Nigeria. Dagli anni ’70, infatti, Gabriele Volpi lavora in Nigeria con investimenti sul Paese grazie ai contatti del concittadino e amico Gian Angelo Perrucci – ex pallanuotista e figura chiave nella biografia di Volpi. Il suo nome, in Africa, inizia a essere cosa nota.

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Un intenso lavoro lontano dall’Italia che negli anni 80 lo rendono il re pallido del Paese africano. Nel 1981 fonda la Nicotes (Incel dal 1998) con cui vince un bando per prendere in gestione i quattro più grandi porti della Nigeria, e quindi, di amministrarne i lavori e i flussi di petrolio. Il nucleo del patrimonio di Volpi, infatti, si è creato proprio sul petrolio presente nei giacimenti africani, tanto che il settimanale Il Mondo lo ha definito l’Abramovich della Liguria – sarà anche per il suo yatch da 60 metri, prestato anche a Messi. Questo legame con la Nigeria si infittisce fino a portare Volpi a rapporti stretti con Atiku Abubakar, vicepresidente del paese africano dal 1997 al 2007.

Il patrimonio personale cresce al pari dell’aumentare delle società offshore che il magnate italiano sparge in tanti paradisi fiscali, soprattutto a Panama. Volpi è arrivato a possedere fino decine di crediti finanziari nello Stato del Pacifico, uno dei quali è quello che gli ha permesso nel 2015 di rilevare il 2% di Banca Carige, banco genovese. Con un’altra società, invece, ha permesso a un gruppo di azionisti – che fanno capo a lui, strategia molto utilizzata da Volpi – di rilevare il 20% di Eataly da Oscar Farinetti.

gabriele volpi chi è

Fondamentalmente, però, gli affari di Volpi sono ovunque. Dal petrolio all’immobiliare, dall’abbigliamento (è socio anche di Moncler) a hotel e villaggi turistici, passando per l’amministrazione dell’Interporto di Venezia – commissariato del 2013, rilevato poco prima del lockdown per 20 milioni di euro. Ma soprattutto, il calcio, dove con lo Spezia ha appena raggiunto la Serie A. Ma il pallone è un settore in cui è riuscito a raggiungere risultati rilevanti anche in Croazia, con la vittoria del titolo 2017 con il Reijka (vi ricordate di Bjelica?) di cui è presidente, e l’acquisizione tramite una sua holding olandese (Stichting Social Sport) dell’Arzachena, club sardo di Serie D.

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Gabriele Volpi e Spezia Calcio: una storia di odi et amo

La passione sportiva Volpi l’aveva già espressa a pieno titolo sia con i suoi passati da pallanuotista che con l’acquisto nel 2000 della Pro Recco Waterpolo – di cui è diventato presidente nel 2005. Ma il calcio, in Italia, da visibilità come nessun altra attività. Così nel 2008 acquista lo Spezia, che era fallito – per la quarta volta – e ripartiva dalla Serie D. In quattro anni con Volpi il club ligure arriva in Serie B – vincendo il treble della Lega Pro nel 2011 – e la promessa è di investire tanto per costruire un progetto di successo. D’altronde, e tutti lo sanno, i soldi non gli mancano.

Eppure, dopo l’architettura di una squadra importante, progredita stagione dopo stagione, lo Spezia perde più volte durante i playoff e raggiunge il massimo dello stress nel 2018 con un decimo e amorfo piazzamento finale – dopo il 13simo posto alla prima stagione di Volpi in cadetteria. Il messaggio del presidente, negli ultimi due anni, è stato chiaro: io ci sono, ma non investo più come prima.

Quest’anno, poi, è arrivato Vincenzo Italiano, al primo anno di Serie B e reduce da due promozioni consecutive (col Trapani dalla C alla B e l’anno prima con l’Arzignano dalla D alla C). Dopo diverse sconfitte consecutive, a novembre il suo addio sembrava annunciato, ma con un paio di giusti risultati, l’ex centrocampista del Chievo si è ripristinato e ha riportato lo Spezia in alta classifica, sfiorando la promozione diretta.

Dunque Volpi ha deciso di investire meno nel club di cui era presidente, ma adesso che la squadra gli ha regalato la Serie A, gli investimenti nel golfo ligure potrebbero rifiorire.

Di fatto, però, Volpi non è nuovo alla massima categoria di calcio italiana. Oltre ai tentativi di acquistare quote importanti della Sampdoria, Gabriele Volpi è in realtà molto legato al presidente dell’Hellas Verona Maurizio Setti. Senza dilungarsi troppo sulle chiacchiere, le voci e i pettegolezzi che vorrebbero lo stesso Volpi come man in the dark delle operazioni calcistiche di Setti, basterebbe dire che i due sono (ex) amici. Per questo motivo, ed è forse la bomba più forte relativa al rapporto Setti-Volpi, si dice che Volpi e Setti avessero intensi rapporti nella gestione dell’Hellas Verona. In realtà tutta questa storia sembra essere solo una gran nuvola di fumo, tanto che addirittura, Setti, dovrebbe qualcosa come più di sei milioni di euro a Volpi, di cui una società (fra le tante controllate) avrebbe dovuto riscuotere debiti verso una di Setti per quella cifra.

gabriele volpi
Secondo alcuni media, Gabriele Volpi è sempre stato molto interessato a rilevare le quote di maggioranza della Sampdoria di Ferrero. Ovviamente, avendo anche lo Spezia in Serie A, per le norme federali della Federcalcio questo non è possibile. In ogni caso, Volpi “pare” abbia sempre smentito. (fonte immagine: SampNews24)

Ma le controversie sportive, anche se non esclusivamente dirette a lui, non finiscono. Nel 2019, il Tribunale di La Spezia ha aperto un’indagine su alcuni membri dello staff dirigenziale dello Spezia – fra cui Gabriele Volpi – per la violazione delle norme italiane sul tesseramento di giocatori stranieri minorenni. Nazionalità? Nigeriani.

Non per trovare sempre lo sporco sotto il tappeto – in questo caso un persiano molto costoso -, ma effettivamente, le storie e le ambiguità che circondano la persona di Volpi sono molte, e tutte quante particolarmente fumose. Eppure, formalmente, Volpi ha tutto in regola e non ha alcuna denuncia a suo carico. Anzi, non proprio. All’inizio della sua carriera Gabriele era un socio della Medafrica, una società mercantile con sede a Recco. Appunto, negli anni 80 Medafrica fallisce e Volpi se la cava con un patteggiamento di tre anni, ritenuto uno dei responsabili della liquidazione della società ligure di proprietà, tra l’altro, di Gian Angelo Petrucci.

Ma adesso che lo Spezia è in Serie A, forse, di storie ne verranno fuori. Perché come Volpi ha scoperto benissimo, in Italia non c’è migliore visibilità del calcio.

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