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Perché ancora non c’è un accordo sui diritti tv 2021-2024 della Serie A

Sui diritti tv Serie A 2021-2024 siamo ancora al nulla di fatto, e non sembra che l’accordo possa essere trovato tanto presto. Cerchiamo di capire come mai

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Dopo mesi di discussione e rinvii, al 16 marzo ancora non si ha la benché minima idea di quando e come possa risolversi lo stallo sui diritti tv Serie A 2021-2024, i cui introiti sono fondamentali per la sopravvivenza economica del massimo campionato di calcio italiano.

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Oggi si tiene una nuova assemblea, ma l’opinione comune è che non servirà a nulla e ancora una volta la decisione dovrà essere rimandata al prossimo futuro. Come si è arrivati a questa situazione e quali sono i nodi da sciogliere? Proviamo a capirci qualcosa.

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Sky o Dazn? I dubbi dei club

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Qui si verifica la prima rottura tra i club della Serie A. A inizio gennaio 2021, è stato pubblicato il bando per i diritti tv Serie A 2021-2024, e fin da subito è emersa una sfida tra due principali network: Sky e Dazn. Quest’ultima ha fatto l’offerta migliore, pari a 840 milioni di euro (740 milioni per 7 partite a giornata su ogni piattaforma, e 100 per le restanti tre ma solo su piattaforma streaming).

Già l’11 febbraio si sarebbe dovuta ufficializzare l’assegnazione a Dazn, ma la cosa non è avvenuta. Urbano Cairo, presidente del Torino, si è fatto portavoce degli scettici, spiegando che persistono dei dubbi sulla fruibilità del servizio di Dazn, che è stato spesso criticato a livello qualitativo in passato.

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Anche l’opzione Sky presenta qualche problema, però, e non solo perché è economicamente inferiore a quella di Dazn. Il network fondato da Rupert Murdoch ha in ballo un contenzioso con la Lega Serie A dovuto al mancato versamento dell’ultima tranche dei diritti tv dello scorso triennio (a causa dello stop per la pandemia), che equivale a 135 milioni più Iva.

Lo scontro sui fondi e il canale della Serie A

Dall’estate 2020, si discute anche dell’ingresso dei fondi di private equity (nello specifico, la cordata CVC-Advent-FSI) nel progetto della media company della Serie A, che dovrà gestire il canale del campionato. Su questo aspetto, ci sono club che non sono mai stati favorevoli, a partire da Napoli e Lazio.

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Il fronte degli scettici è andato ingrandendosi e diventando preponderante grazie alla presenza di Inter, Milan e Juventus, poco favorevoli al progetto e in particolare alla clausola che le vincolerebbe a delle penali nel caso in cui decidessero di lasciare il campionato e aderire alla Superlega. Dall’altra parte, però, c’è la Roma, il cui ad Guido Fienga è molto interessato a ruolo nella futura media company.

Dalla questione fondi, lo scontro si è spostato all’asta per i diritti tv Serie A 2021-2024. Il fronte pro-media company accusa gli scettici di aver sabotato l’operazione coi fondi, e per tanto ha deciso di bloccare la trattativa sui diritti tv. Questa situazione ha anche portato, l’11 febbraio, a un vero e proprio scontro fisico tra il presidente del Genoa Enrico Preziosi (pro-media company) e il vicepresidente dell’Udinese Stefano Campoccia (scettico).

Gli altri dissidi tra i club

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È finita qui? Assolutamente no: tra i club di Serie A esistono infatti altri problemi, legati a faccende che nulla hanno a che vedere con i fondi o i diritti tv, ma che hanno finito per scegliere questi due terreni come campi di battaglia.

Innanzitutto, ci sono i vecchi dissidi tra Napoli e Juventus (entrambi però tra gli scettici), che hanno avuto il loro apice nella questione del rinvio di Juventus-Napoli. L’ultimo strascico di questa faccenda, con lo spostamento del match al 7 aprile, ha scatenato le ire della Roma (pro-media company).

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C’è poi lo scontro “campanilistico” tra il Torino e la Juventus (Cairo ha accusato velatamente Agnelli di aver fatto saltare l’accordo coi fondi), ma anche quello tra lo stesso Torino e la Lazio (scettica): Cairo accusò Lotito di irregolarità nello scandalo Lazio-tamponi dello scorso novembre, e Lotito disse che Cairo lo odiava e aveva messo i suoi giornali contro di lui. La guerra tra i due si è protratta con il discusso rinvio della gara del 2 marzo, dovuto ai numerosi contagi nei granata, con la Lazio che chiedeva il 3-0 a tavolino.

Diritti tv Serie A 2021-2024: che succede ora

Difficilmente la nuova assemblea odierna troverà un accordo: 9 club sono a favore dell’offera di Dazn, mentre 11 sono contrarie e si asterranno dal voto, facendo mancare la maggioranza. Bisognerà stabilire la data per un nuovo incontro e, nel frattempo, continuare a trattare, cosa che finora è però servita a poco.

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Il punto è che il tempo stringe: il 29 marzo scadono le offerte di Sky e Dazn, e questo significa che, senza un accordo, tutto l’iter dovrà ricominciare quasi da zero. I due network, a questo punto, potrebbero molto probabilmente decidere di abbassare le proprie offerte per i diritti tv Serie A 2021-2024, con un evidente danno per tutti i club.

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Valerio Moggia
Valerio Moggia
Nato a Novara nel 1989, è il curatore del blog Pallonate in Faccia, ha scritto per Vice Italia e Rivista Undici, e collabora con la rivista digitale Linea Mediana.

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