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Fonte: Instagram @azzurri

Da qualche anno la FIGC ha rimodellato le norme in fatto di composizione delle rose per aiutare la crescita della Serie A: conosciamo il regolamento sul tesseramento di extracomunitari e liste squadra.

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Dopo una lunga attesa dovuta a eventi non direttamente riconducibili alla sfera sportiva, il calciomercato estivo 2020 è finalmente partito. La finestra sarà decisamente più breve dal punto di vista temporale – in pratica, è stata dimezzata – e più della metà della sessione si svolgerà a Serie A iniziata. Per questo motivo è fondamentale tenere bene a mente alcune regole sulla composizione delle rose.

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Tutte le società di Serie A, infatti, stanno lavorando in tal senso. Avere una squadra omogenea dal punto di vista della composizione porta, inevitabilmente, anche a una serie di scelte di mercato. A volte dolorose, altre meno, spesso proiettate su ragionamenti riguardanti il passaporto di un tale giocatore rispetto a un altro. Regole ferree, quindi, delle quali va tenuto conto durante la costruzione di una rosa.

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Serie A, il regolamento sugli extracomunitari

Da qualche anno a questa parte, come detto in precedenza, il calciomercato è regolato da una serie di norme che riguardano in particolar modo l’arrivo in Serie A di calciatori con il passaporto extracomunitario. Tale limite altro non è che un vincolo inderogabile su tutti quei professionisti di provenienza extra UE. Facendo un esempio concreto: le società che hanno 0 o 1 extracomunitari tesserati al 30 Giugno 2020, possono acquisirne dall’estero senza alcun vincolo, arrivando al numero massimo consentito di 3.

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Nel caso in cui qualcuno ne avesse già 2 in rosa, può comprarne altri 2 senza alcun vincolo, a patto che ne sostituisca obbligatoriamente uno. Infine, chi ne avesse più di 2 al termine dell’ultima stagione disputata, può comprarne 2 fuori dai confini italiani a patto che uno sia una sostituzione, mentre il secondo rispetti il cosiddetto “vincolo sulle nazionali”. In termini concreti, deve aver presenziato a 5 partite con la maglia della sua rappresentativa, oppure ad almeno 2 nell’ultima stagione calcistica.

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Va inoltre precisato che la cessione di un calciatore extracomunitario libera una slot in entrata solo nel caso in cui la vendita avvenga all’estero, l’atleta si svincoli o abbia ottenuto un passaporto comunitario durante l’ultima stagione disputata con il club di appartenenza. I trasferimenti dentro i confini nazionali non vanno quindi in conflitto con le restizioni in tema di extra UE, seguendo la strada tracciata dalla federazione inglese.

In tal senso, va precisato anche che le società di Serie A hanno trovato molto presto un escamotage per aggirare tale norma: basta infatti acquistare un extra UE con la collaborazione di un club che ha slot liberi, magari pagando il disturbo con un prestito, un favore o una collaborazione futura sul calciomercato.

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Come funzionano le liste squadra

La lista squadra altro non è che la rosa con la quale un determinato club si presenta a inizio stagione in Serie A. Può essere composta da un massimo di 25 calciatori, 4 dei quali devono essere cresciuti nel vivaio e altrettanti in un qualsiasi settore giovanile italiano affiliato alla FIGC. Il paletto principale è però rappresentato dalla militanza per un triennio consecutivo tra i 15 e i 21 anni di età, senza prestiti ad altre società.

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Nel caso in cui una determinata società non riesca ad arrivare al fatidico “4+4”, allora dovrà lasciare liberi in lista tanti posti quanti sono i calciatori che le mancano per completare la rosa. Tali regole sono state studiate, proposte e poi avallate semplicemente per un discorso di preservazione dei vivai italiani, martoriati da anni di malagestione da parte di una federazione che molto, troppo spesso ha evidenziato poca lungimiranza in tema di calcio giovanile.

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