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Fonte Immagine: @s04 (Instagram)

Lo Schalke 04, uno dei club più gloriosi di Germania, sta vivendo una grave crisi tecnica e finanziaria, e adesso si ritrova ultimo in classifica, senza vincere una partita da quasi un anno. Alle radici di un disastro che potrebbe rimescolare il calcio tedesco.

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17 gennaio 2020, una data che rischia di diventare storica: lo Schalke 04 sconfigge il Borussia Mönchengladbach per 2-0, con gol di Serdar e Gregoritsch. Da allora, i Knappen (“minatori”) non hanno più vinto una partita: 29 match consecutivi senza vittorie, sono precipitati al dodicesimo posto nella scorsa Bundesliga, e sono ora irrimediabilmente ultimi nella nuova stagione, con appena 4 punti conquistati. Nei Big 5, solo lo Sheffield United ne ha fatti di meno.

La crisi dello Schalke, il terzo club con il maggior numero di tifosi in Germania, dura da tempo, ma ha ormai raggiunto il suo punto più basso, e rischia ora di retrocedere per la prima volta in trent’anni. Oltre che di battere il record negativo della Bundesliga: 31 partite senza vittoria, stabilito nel 1966 dal “mitico” Tasmania Berlino. Dovesse restare a secco più a lungo, infrangerebbe anche il record europeo del Derby County del 2008, arrivato a 32 match.

LO SHEFFIELD UNITED STA VIVENDO UNA GROSSA CRISI

Il vivaio, la Champions League e le scelte sbagliate

Lo Schalke 04 è un club storico: in bacheca ha sette campionati, cinque Coppe di Germania, una Coppa UEFA, due Intertoto, una Coppa di Lega e una Supercoppa tedesca, l’ultimo trofeo, conquistato nel 2011. Ma negli anni si è messo in luce per suo eccezionale settore giovanile, uno dei migliori del continente, da cui sono usciti Manuel Neuer, Mesut Ozil, Julian Draxler e Leroy Sané.

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Nel 2011, il club della Ruhr arrivò in semifinale di Champions League, guidato da Ralf Rangnick, e ancora nel 2018 chiudeva secondo in Bundesliga, allenato da Domenico Tedesco. Una rosa piena di talento, con giocatori come Nubel, Kehrer, Nastasic, Howedes, McKennie, Meyer, Pjaca, Embolo e Goretzka. Di questi, oggi, è rimasto il solo Nastasic, che sembra però pronto a una cessione imminente.

I ricambi non sono stati all’altezza, troppi soldi sono stati sperperati in giocatori sopravvalutati (Mascarell, Rudy) e altri sono mancati a causa delle partenze a parametro zero (Meyer, Goretzka, Nubel). La crisi ha travolto il promettente tecnico David Wagner, licenziato lo scorso settembre e rimpiazzato da Manuel Baum, ex-allenatore della Germania Under-20. Dal 18 dicembre, la dirigenza ha richiamato in panchina il veterano Huub Stevens, che aveva portato i Knappen a vincere la Coppa UEFA nel 1997.

Schalke 04, un club nel caos

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La pessima gestione societaria degli ultimi anni, però, è il vero guaio dello Schalke 04. I problemi economici si trascinano da tempo, e il florido vivaio del club non è stato in grado di risolverli in nessun modo; così, allo scoppio della pandemia, la società si è ritrovata senza introiti dei biglietti e con il taglio dei diritti tv a causa dell’iniziale sospensione del campionato. Ad aprile, lo Schalke 04 avvisava i sostenitori che ogni rinuncia al rimborso degli abbonamenti era “un immenso contributo per stabilizzare la liquidità e garantire la sopravvivenza dell’associazione”.

Il calcio tedesco è molto particolare, rispetto agli altri grandi ambienti sportivi europei. I club non sono in mano a un unico ricco proprietario, ma sono espressione di vari soci, con i tifosi che hanno un ruolo molto rilevante nella gestione societaria. Un modello però messo in dubbio dai successi di Hoffenheim e RB Lipsia, e ora anche dalla crisi dello Schalke 04, che starebbe spingendo il club della Ruhr verso l’apertura a nuovi ricchi soci esterni, in contrasto con la propria tradizione.

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I vertici dirigenziali sono stati completamente ribaltati, in questi mesi, con gli addi dello storico direttore finanziario del club Peter Peters, poi del controverso presidente Clemens Tonnies, e infine, un mese fa, del direttore tecnico Michael Reschke. Nello spogliatoio, le cose non vanno meglio: solo nel mese scorso, sono scoppiati due grossi casi, una lite tra il veterano Ibisevic e il vice-allenatore Naldo e i comportamenti non professionali di Bentaleb e Harit. Quest’ultimo è stato reintegrato in rosa, ma l’algerino e il croato saranno ceduti a gennaio, mentre il brasiliano ha lasciato con l’addio di Baum.

Stevens e i giovani: l’ultima speranza

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Stevens, che non allena dal giugno 2019 (anche all’epoca, chiamato dallo Schalke come traghettatore), si trova con una rosa di non altissimo valore che rischia di impoversi ulteriormente nella prossima sessione di mercato: agli addi già certi di Bentaleb e Ibisevic, potrebbero sommarsi quelli di Nastasic e Kabak, che piace molto al Milan.

Il nuovo allenatore dovrà riuscire a dare un’identità a una squadra a cui, al momento, sembra mancare veramente tutto: con 36 gol subiti e solo 8 segnati, lo Schalke 04 ha la peggior difesa e il peggiore attacco d’Europa; i migliori marcatori della squadra sono Mark Uth e Benito Raman, con appena due gol a testa.

Se una speranza di salvarsi c’è, risiede tutta nell’esplosione definitiva del fantasista marocchino Amine Harit e nella crescita dei tanti giovani su cui il club della Ruhr è costretto a fare affidamento: Malick Thiaw, Kilian Ludewig, Kerim Calhanoglu (cugino del milanista Hakan), Can Bozdogan, Ahmed Kutucu e Rabbi Matondo sono i nomi in rampa di lancio, ragazzi di nemmeno 20 anni a cui uno dei club storici della Bundesliga chiede di fare il miracolo e invertire una disastrosa rotta.

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