presidenti stranieri
Fonte: Instagram @parma_brasil

L’americano Kyle Krause è solo l’ultimo di una serie di presidenti stranieri che, negli ultimi anni, hanno deciso di sbarcare in Europa

In un mondo sempre più globalizzato non si contano davvero più i tanti presidenti stranieri che decidono di investire nel calcio. L’ultimo esempio arriva proprio dall’Italia e riguarda il Parma, che pochi mesi fa è passato in mano a Kyle Krause, imprenditore americano che, dal suo arrivo, pare aver portato una ventata di freschezza, puntando forte sulla valorizzazione dei giovani e staccandosi definitivamente dall’ultima gestione societaria.

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Di questo lotto di investitori, gli americani rappresentano un po’ la new wave. Il calcio, negli Stati Uniti, è stato ‘scoperto’ più di recente, ma secondo uno studio pubblicato dalla KPMG gli USA controllerebbero, a oggi, circa 60 club distribuiti (quasi) equamente tra Italia, Francia e Inghilterra. Il Parma, come detto, è solo l’ultimo in ordine cronologico.

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La situazione in Italia

Krause, ma non solo. Sempre negli ultimi mesi, in Italia, si è conclusa una trattativa lunga ed estenuante, risultata ancora più difficile a causa della pandemia di Coronavirus, al termine della quale la Roma è passata nelle mani di Dan Friedkin. La società giallorossa, già presieduta da un altro tycoon come James Pallotta, è stata ceduta per circa 591 milioni di euro.

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La primavera del 2019 aveva invece portato in Italia Rocco Commisso, attuale numero uno della Fiorentina. Già patron dei New York Cosmos negli States, Commisso sta cercando di scollarsi definitivamente dai rimasugli della precedente gestione. Anche se, ovviamente, non è semplice. Per acquistare il club viola, il ricco discendente di una famiglia calabrese avrebbe investito tra i 150 e i 200 milioni di euro.

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Ma la Serie A, di recente, non si è limitata ad accogliere nuovi presidenti stranieri. Il Milan, ormai due anno fa, è passato sotto la gestione di un fondo di investimento, per la precisione Elliott Management, capeggiato dalla famiglia Singer. Un fondo raccoglie una serie di investitori che, nell’arco di tempistiche prestabilite, sperano di raccogliere i frutti della loro semina. Attualmente, Elliott possiede il 99,93% del Milan.

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L’ascesa dei presidenti stranieri in Francia

Anche la Francia ha ormai definitivamente aperto agli investitori da fuori confine. I presidenti stranieri sono tanti anche in Ligue 1 (e non solo, vista la recente acquisizione del Nancy da parte del City Football Group), ma negli ultimi tempi si stanno consolidando sempre più proprietari americani. Il Tolosa, seconda divisione, è finito nelle mani della RedBird Capital Partners, azienda ex socia di Goldman Sachs.

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Il Marsiglia, piazza calda e perennemente in difficoltà economiche, è invece gestito da Frank McCourt, una vita passata nel baseball come azionista di maggioranza dei Los Angeles Dodgers, che però in Francia ha dovuto confrontarsi con diverse problematiche. Dopo aver investito oltre 350 milioni di euro nelle prime stagioni – 45 dei quali finiti nelle tasche della ex presidente Margarita Louis-Dreyfus – McCourt è finito nella mirino della UEFA a causa di problemi con il fair play finanziario.

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Il progetto ambizioso del Southampton

Molto più virtuosa parrebbe la gestione societaria che vorrebbe intraprendere il Southampton, in Inghilterra. In questi giorni la cessione dei Saints potrebbe essere definitivamente perfezionata: il club passerebbe quindi nelle mani di Joseph DaGrosa, fondatore della private equity MapleWood Partners. L’attuale presidente, il cinese Gao Jisheng, secondo Bllomberg chiederebbe 220 milioni di euro.

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DaGrosa tira al ribasso, ma ha già illustrato a stampa e tifosi il suo progetto per il Southampton che verrà. L’intenzione è di creare un modello tipo City Football Group, con l’acquisizione di altre squadre in giro per il mondo, in modo tale da costruire una sorta di piramide sportiva nella quale inglobare tutto il meglio a livello di talento.

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Nonostante gli ultimi problemi economici, la Premier League continua comunque ad attrarre potenziali presidenti stranieri. Negli scorsi mesi, l’impresario americano Henry Mauriss si era fatto avanti per il Newcastle. A Londra, sponda Arsenal, da anni Stan Kroenke è l’azionista di maggioranza del club, così come Fenwway Sports Group lo è per il Liverpool e la famiglia Glazer per il Manchester United.

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