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Fonte Immagine: @paulpogba (Instagram)

Momento davvero complicato per Paul Pogba. Le critiche per la sua stagione con il Manchester United sono riaffiorate più forti che mai e pongono dubbi sulle sue scelte di carriera.

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“Questo è il momento più difficile della mia carriera”. Ha commentato così le sue recenti prestazioni Paul Pogba, stella della Francia oggi molto criticato per il rendimento con il Manchester United, quattordicesimo in Premier League.

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Una polemica che gira da un po’, riaffiorando ogni qualvolta le cose tra il francese e i Red Devils non vanno per il meglio (e, di recente, questa è quasi la norma). Così molti tornano a chiedersi se il club inglese non lo abbia sopravvalutato, al momento di acquistarlo dalla Juventus quattro anni fa, e altri ancora si domandano se Pogba non avrebbe fatto meglio a restare a Torino.

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Il prezzo record

Nel 2016, Pogba aveva appena 23 anni ed era considerato il più forte centrocampista al mondo: un giocatore completo, capace di unire atletismo e tecnica, visione di gioco e carisma, e data l’età ancora con ampie possibilità di crescita. Il Manchester United spese 110 milioni di euro per portarlo via alla Juventus, stabilendo il record per il più costoso trasferimento della storia. L’operazione fece discutere già all’epoca, in particolare perché lo United aveva già messo sotto contratto il francese nel 2009, per poi lasciarlo venire in Italia a titolo gratuito.

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All’epoca, lo United era ancora in cerca di un suo nuovo equilibrio, dopo la fine dell’era Ferguson e il ritiro delle sue ultime bandiere Paul Scholes e Ryan Giggs. Sotto la guida di Van Gaal, aveva cercato di ringiovanire la rosa con innesti come Martial, Depay e Rashford, e nell’estate di Pogba in panchina si era seduto José Mourinho, che aveva fatto arrivare a Manchester Ibrahimovic e Mkhitaryan.

“Il vero problema di Pogba credo sia il prezzo, che ha condizionato il modo in cui la gente lo giudica” diceva lo scorso maggio Matteo Darmian, il terzino dell’Inter che ha giocato tre stagioni nei Red Devils accanto al francese. Questo è senz’altro il primo decisivo punto per capire i giudizi su Pogba: per 110 milioni, i tifosi dello United si aspettavano di portarsi a casa un giocatore in grado di trascinare la squadra nuovamente ai vertici del calcio mondiale.

Il complicato ambientamento a Manchester

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Invece, finora niente di tutto questo è successo. Fin da subito, Pogba non ha legato con Mourinho e, nonostante la prima stagione abbia portato in bacheca ben tre titoli (Community Shield, Coppa di Lega ed Europa League), il centrocampista non è riuscito a diventare un elemento realmente determinante nella squadra. Un problema proseguito, però, anche nella successiva gestione Solskjaer, con Pogba che ha alternato buone prestazioni ad altre più anonime, e solo i discreti risultati dello United hanno consentito a questi problemi di non trasformarsi in un caso.

Eppure, i numeri sembrano raccontare una storia diversa: in 168 partite disputate con il Manchester United, Pogba ha segnato 33 gol e servito 35 assist; non proprio numeri da flop. “È come se a Pogba venisse richiesto qualcosa che oggi non ci si aspetterebbe nemmeno da Messi e Cristiano Ronaldo in termini di incidenza nel suo contesto” spiegava a febbraio Claudio Pellecchia su Rivista Undici.

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Il fatto che si pongano dubbi su Pogba solo in relazione ai momenti difficili del Manchester United è una spia del fatto che il problema sia anche legato ai suoi compagni e, in particolare, all’assenza di un chiaro progetto tecnico-tattico a Old Trafford.

Lo United, in questi anni, ha avuto come unico piano quello di accumulare giocatori senza sapere bene cosa farsene, ma sperando che ognuno si rivelasse capace di cambiare da solo la squadra. Succede così che Bruno Fernandes sia ormai l’uomo a cui dare obbligatoriamente il pallone per sperare di avere qualche sbocco offensivo, e che un talento come Van de Beek sia stato pagato 39 milioni per giocare appena 74 minuti in Premier.

Il futuro di Pogba

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La grande polemica attorno a Pogba vive sorpattutto delle esagerazioni della stampa: lo scorso febbraio, il Manchester Evening News annunciava l’indiscrezione secondo cui il francese avesse già deciso di lasciare il club in estate, attribuendogli un virgolettato poi smentito; siamo a fine anno, e Pogba è ancora ai Red Devils. Ma ieri anche Fanpage titolava con un altro virgolettato del calciatore, “Al Manchester United non sono felice”, e pure questa è una molto libera interpretazione delle parole di Pogba.

Tutto ciò alimenta voci di mercato che vorrebbero il francese al Real Madrid o addirittura di ritorno alla Juventus. Da quando Pogba ha lasciato Torino, i bianconeri hanno sì subito raggiunto una finale di Champions League e ingaggiato Ronaldo, ma anche avuto una fase calante (nove titoli nei quattro anni pre-cessione di Pogba, e solo sette nel post). Soprattutto, gran parte dei problemi dei bianconeri sono stati concentrati nella zona di centrocampo, tra gli infortuni di Khedira, le critiche a Matuidi e il lungo ambientamento di Ramsey e Rabiot.

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Perdendo Pogba, la Juve ha sicuramente aperto una falla nella sua rosa che ancora oggi non è stata adeguatamente riempita, e le difficoltà del francese in Inghilterra lasciano intendere che se quel trasferimento dell’estate del 2016 non fosse mai avvenuto, oggi entrambe le parti potrebbero ragionevolmente essere più felici.

Tuttavia, queste sono solo speculazioni e, al momento, un ritorno di Pogba a Torino è molto meno probabile, per ragioni puramente economiche, di una svolta gestionale nel Manchester United. Che potrebbe anche concretizzarsi nelle prossime settimane, con Pochettino in pole position per rilevare il posto di Solskjaer.

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