tielemans
Fonte Immagine: @youritielemans (Instagram)

A soli 23 anni, Youri Tielemans ha ormai conquistato la Premier League e il Belgio, affermandosi come uno dei migliori centrocampisti in circolazione e uno dei giocatori più influenti in Europa.

NATIONS LEAGUE: REGOLAMENTO, GIRONI E CLASSIFICHE

Non è certo il gol segnato in Nations League contro l’Inghilterra che fa di Youri Tielemans quello che oggi è uno dei centrocampisti più determinanti al mondo, ma è una perfetta spia dell’ottimo momento di forma e della grande maturazione che il belga ha vissuto in questi anni, affermandosi come un leader riconosciuto in Nazionale tanto quanto nel Leicester.

Giacomo Murelli, chi è il vice di Pioli al Milan che marcava Maradona

Le sue prestazioni in Premier League, in cui ha già segnato 3 reti in 8 partite, si stanno infatti rivelando determinanti nell’ottimo stato di forma della squadra, che attualmente si trova sorprendentemente prima in classifica e a punteggio pieno in Europa League.

JAVIER MASCHERANO SI RITIRA: LA CARRIERA DEL JEFECITO

Gli anni decisivi all’Anderlecht

A dispetto dell’età, Tielemans ha già una grande esperienza alle spalle. Ha debuttato nell’Anderlecht nel 2003, quando aveva solo 16 anni, giocando sia in campionato che in Champions League e imponendosi subito nell’undici titolare; tre anni dopo esordiva anche in Nazionale e, nel 2017, firmava con il Monaco, in quel momento uno dei posti migliori in cui un giovane potesse accasarsi.

POGBA HA FATTO BENE AD ANDARE AL MANCHESTER UNITED?

Il fatto di aver atteso quattro anni di calcio professionistico prima di lasciare l’Anderlecht è stato uno dei fattori chiave nella crescita di Tielemans come giocatore. In particolare durante la stagione 2016-17, quando il nuovo allenatore René Weiler decise di trasformarlo in una mezzala destra.

Fino a quel momento, Tielemans era stato un play basso che, alle tipiche caratteristiche del ruolo, affiancava grandi doti atletiche e un’innata capacità di trovare la via del gol, sia tramite inserimenti avanzati che, soprattutto, tramite il tiro dalla distanza, la sua arma principale (che infatti l’altra sera ha punito anche l’Inghilterra).

Tielemans e il legame con Rodgers

L’ITALIA DEI GREGARI STA FUNZIONANDO BENE

Il periodo al Monaco, per converso, si è rivelato abbastanza complicato per il belga: in campo, pur giocando sempre da mezzala, Tielemans ha dovuto ricoprire un ruolo più da mediano, andando di fatto a rilevare Tiémoué Bakayoko. Nella sua prima stagione ha realizzato appena 2 gol e 1 assist, e solo nella successiva, con la partenza di Moutinho e Fabinho, è andato a rivestire un ruolo più liberamente offensivo, anche se il livello del club si era fortemente abbassato.

L’approdo, nel gennaio 2019, al Leicester sembrava in linea con una carriera che rischiava di stagnare in club di medio livello, dato che dopo lo scudetto del 2016 le Foxes si erano assestate nella metà classifica della Premier League. Quasi in contemporanea con Tielemans, nelle West Midlands arrivò anche Brendan Rodgers, ed è a lui che si deve il definitivo salto di qualità del centrocampista belga.

JAMIE VARDY, L’EROE DEL LEICESTER CHE NON SEMBRA INVECCHIARE MAI

In un calcio dall’alto requisito tecnico, costruito sul palleggio e sulla spinta offensiva dei centrocampisti, Tielemans si è ritrovato improvvisamente nella dimensione ideale per esprimersi al meglio. Ad oggi, il belga ha un ruolino di marcia con il Leicester da 68 partite, 11 gol e 13 assist, e quel che più conta è che ha completamente cambiato il volto della squadra, che è arrivata al quinto posto nell’ultimo campionato e adesso si trova in testa.

Niente descrive meglio il livello raggiunto di Youri Tielemans quanto il modo in cui le sue prestazioni hanno cambiato in meglio il gioco sia del Leicester che del Belgio, dove si è messo alle spalle sia Dembelé che Fellaini, integrandosi alla perfezione con Witsel e consentendo l’avanzamento di De Bruyne.

Rodgers ormai lo vede come il proprio pupillo, e sebbene la carriera di Tielemans sia ancora nella sua fase iniziale l’allenatore inglese già pronostica per lui un futuro da allenatore, delineando un rapporto tra i due simile a quello tra Guardiola e Xavi o Iniesta. Un’investitura non da poco, per un giocatore che al momento però è effettivamente il principale erede di quella tradizione di centrocampisti totali.

LE PARTITE DI OGGI IN TV: A CHE ORA E DOVE VEDERLE