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Fonte: Instagram @acffiorentina

Dopo dieci anni Cesare Prandelli è tornato alla Fiorentina: modulo, uomini e come giocherà la squadra viola con il tecnico bresciano al timone

La notizia era nell’aria e andava solo ufficializzata: Beppe Iachini non è più l’allenatore della Fiorentina. La decisione è arrivata nelle ultime ore, in seguito al bruttissimo pareggio di Parma, nel quale la squadra viola ha palesato gli stessi e ormai cronici limiti, dovuti – non solo, ma ancora – a una gestione tecnica alla quale qualcosa è da imputare. Rocco Commisso ha quindi aspettato la sosta per le nazionali e, dopo averci pensato su per un paio di giorni, ha dato il benservito a Iachini.

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Il tecnico di Ascoli lascia la Fiorentina dopo circa un anno, ovvero quando a sua volta era stato chiamato per sostituire Montella. Il posto di Iachini verrà preso da Cesare Prandelli. Un ritorno, quindi, dopo la grande esperienza alla guida dei viola datata 2005-2010. Cinque anni, quelli di Prandelli, che hanno lasciato grandi ricordi al popolo fiorentino, molto affezionato – non solo per questione di campo – al tecnico originario della provincia di Brescia.

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Prandelli alla Fiorentina: un gradito ritorno

La storia parla per Prandelli e ci dice che, durante la gestione Della Valle, l’ex ct della nazionale è stato quello ad aver ottenuto i migliori risultati (assieme a Montella) alla Fiorentina. Nel suo primo anno la squadra arriva quarta ma non può giocare la Champions League causa Calciopoli. L’anno dopo la Fiorentina si piazza sesta e si qualifica per l’Europa League, e poi ancora arriva quasi in finale, perdendo in maniera rocambolesca la semifinale contro i Rangers.

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L’animo umano di Prandelli si fonde con l’ambiente viola, diventando una cosa unica. Nel 2007 il tecnico perde Manuela, l’amore di una vita, e la città gli si stringe attorno. Dopo, dal campo arrivano ulteriori soddisfazioni, perché nella stagione 2009/10 la Fiorentina passa la fase a gruppi di Champions League – mettendosi dietro il Liverpool -, uscendo poi col Bayern agli ottavi. E, a fine stagione, Prandelli lascia dopo aver toccato quota 99 successi in viola, eguagliando Fulvo Bernardini.

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Modulo e rotazioni: occhio all’attacco

Cesare Prandelli è fermo da più di un anno, ovvero da quando ha terminato la sua esperienza al Genoa. Durante la sua esperienza sotto la Lanterna, il tecnico lombardo ha utilizzato più moduli, dando però la preferenza al 3-5-2. Il che, ovviamente, rappresenta un’indicazione importante visto che lo stesso sistema è stato imbastito (per necessità) già a i tempi di Montella, per poi essere ripreso in mano da Iachini. Gli uomini ci sono e Prandelli dovrà ottimizzarli, magari valorizzandone meglio le qualità.

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In ogni caso, la rosa della Fiorentina permetterà a Prandelli di varare altri moduli alternativi. Magari, perché no, passando alla difesa a quattro con lo shift di Caceres in fascia, per ritagliarsi una soluzione in più davanti, dove effettivamente la gestione di Iachini è stata a dir poco cervellotica. Nelle ultime partite, addirittura, in attacco si è vista una coppia inedita composta da Ribery e Callejon, con addirittura tre punte di ruolo confinate in panchina.

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La prima alternativa potrebbe invece essere quella di tornare al 4-2-3-1, modulo centrale della sua prima esperienza a Firenze. Prandelli sa di poter contare su una batteria di calciatori importanti davanti e, di conseguenza, andrebbe a responsabilizzarli tutti. Il nodo Ribery rimarrebbe, ma la soluzione più offensiva potrebbe rivelarsi utile anche a partita in corso.

Come giocherà la Fiorentina di Prandelli

Proviamo quindi a immaginare un ipotetico undici della Fiorentina che verrà. In difesa, dando per scontato che verrà confermata la linea a tre, non dovrebbero esserci novità. La riconferma del trio composto da Milenkovic, Pezzella e Caceres è ovviamente scontata, al netto dei relativi problemi fisici di ognuno. Sulle fasce, Prandelli in passato ha dimostrato di saper valorizzare al meglio gli effettivi a sua disposizione. Se Biraghi a sinistra non ha concorrenza, a destra Venuti e Lirola si contenderanno una maglia.

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Capitolo Callejon: è una punta o un laterale? Se lo sono chiesti in molti, ma per ora a questa domanda non vi è risposta. Lo spagnolo però è senza dubbio un elemento da valorizzare, rendendolo magari un prezioso jolly. In mezzo c’è l’imbarazzo della scelta, con due uomini per ogni slot. Con Prandelli, potrebbe ritrovare il suo splendore Amrabat, mentre Pulgar e Castrovilli – che ha bisogno di più libertà – sono due calciatori da recuperare. Bonaventura, Borja Valero e Duncan sono opzioni preziose, da valorizzare e ruotare con intelligenza.

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Chi giocherà davanti? I tifosi della Fiorentina, su questo argomento, sono spaccati da sempre. Nel 3-5-2, e più in generale vista l’età, Ribery non può più giocare esterno come ai tempi del Bayern, perché non ha gamba e smalto. Così deve fare il regista offensivo, occupando una slot riservata alle punte di ruolo. Vlahovic per ora non ha convinto, Kouamé è discontinuo e con pochi gol nei piedi, Cutrone una spesa inspiegabile. Qui Prandelli dovrà tirare fuori il coniglio dal cilindro, in modo che la Fiorentina – con il settimo monte ingaggi della Serie A – possa finalmente rialzare la testa.

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