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Fonte Immagine: @be_sports_be_happy (Instagram)

La strada di M’Bala Nzola dalle periferie di Troyes fino ai suoi primi gol in Serie A non è stata delle più semplici, ma a 24 anni l’attaccante dello Spezia è pronto a spiccare finalmente il volo.

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Ci sono giocatori che sembrano diventati eroi un po’ per caso, come M’Bala Nzola, l’attaccante dello Spezia autore di una doppietta (le sue prime due reti in Serie A) nella scorsa giornata contro il Benevento. In estate, dopo la promozione, sembrava destinato a giocare in C, con il club ligure che aveva scelto di non confermare il prestito e lo aveva lasciato tornare al Trapani, retrocesso e in difficoltà economiche.

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Il fallimento dei siciliani ha lasciato Nzola senza contratto, e ha così convinto lo Spezia a dargli una nuova occasione, che gli ha permesso di esordire in Serie A dopo una carriera da girovago che, finora, gli aveva dato poche soddisfazioni.

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Dalla Francia a Italiano

Nzola nasce a Troyes, nel nord della Francia, nel 1996 da genitori originari dell’Angola. Cresce nelle giovanili del club locale all’inizio dello scorso decennio, ma è uno di quei ragazzi condannati a restare ai margini del calcio francese che conta, assiepato attorno ai baby-fenomeni dell’accademia di Clairefontaine. Così, nel 2014 si trasferisce in Portogallo all’Academica de Coimbra, e inizia il suo percorso nel calcio professionistico.

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La sua occasone, però, la trova in Serie C con la Virtus Francavilla, dove a soli 20 anni si mette in mostra con 11 reti in 35 partite, che attirano su di lui gli occhi di club ben più blasonati: un procuratore gli promette un contratto con la Fiorentina se accetta di diventare un suo assistito, ma Nzola sceglie di restare fedele a Didier Pingisi, che lo ha fatto arrivare in Italia, e l’affare non si concretizza.

Così, Nzola va al Carpi, ma non segna mai e viene ceduto al Trapani, dove con 8 reti è tra i protagonisti della promozione in B. È qui che conosce Vincenzo Italiano, il secondo uomo dopo Pingisi a credere veramente in lui: capisce che forse il francese non sarà un bomber implacabile, ma è di sicuro un attaccante dalla grande forza fisica e con una buona progressione, un giocatore su cui vale la pena investire.

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Le difficoltà e la tentazione di abbandonare

Viene da una carriera non facile, Nzola. Cresciuto nelle periferie, ha iniziato in un club in gravi difficoltà economiche e ha subito dovuto emigrare. Nel 2016 fa un provino col Perugia, ma viene scartato perché non ritenuto all’altezza della Serie B; ha la tentazione di riprendere il treno e tornare in Francia, di riprovare in un ambiente più famigliare o, nel caso, di scegliersi un’altra strada. Ma Pingisi lo convince a restare in Italia, e lo porta in Puglia.

A Francavilla prende lo stipendio minimo, meno di 2000 euro al mese, e vive in una casa assieme ad altri ragazzi. Poi, l’episodio col Livorno: espulso per somma d’ammonizioni, Nzola si avvicina all’arbitro e inizia a insultarlo, poi gli pesta con forza il piede e, mentre esce dal campo, sputa a un avversario. 8 giornate di squalifica, e i club che in quel periodo lo stanno seguendo (tra cui anche Torino e Genoa) decidono di lasciarlo perdere.

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Purtroppo, nella carriera di Nzola non mancano anche gli insulti razzisti. Lo scorso 25 settembre, dopo essere tornato in Sicilia, l’attaccante francese scende in campo contro la Cremonese e un tifoso lombardo ne approfitta per rivolgergli epiteti razzisti mentre Nzola si avvia al tunnel degli spogliatoi, al termine della gara. Il responsabile sarà successivamente identificato e riceverà un Daspo di 5 anni.

La consacrazione in Liguria

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Italiano è stato decisivo nella consacrazione di Nzola, iniziando a schierarlo spesso come attaccante esterno a sinistra e non più come punta centrale. Dopo la promozione col Trapani e il passaggio dell’allenatore allo Spezia, Nzola ha però trovato più difficoltà del previsto, nella nuova categoria. A gennaio 2020, Italiano lo ha voluto in Liguria e la stagione dell’attaccante è nuovamente cambiata, segnando 6 reti in 17 partite, più una decisiva nei play-off contro il Chievo.

“È un ragazzo dalle grandi doti: ha una struttura mostruosa, una velocità devastante e qualità nel gestire il pallone nonostante la sua mole” spiegava lo scorso gennaio Guido Angelozzi, direttore tecnico dello Spezia, raccontando anche come Nzola sia maturato molto pure sotto il profilo caratteriale, migliorando alcuni atteggiamenti poco da atleta che aveva in passato.

Nei suoi primi gol in Serie A, Nzola ci ha messo tutta la sua storia, e infatti ai microfoni del post-partita ha voluto ringraziare prima di tutti Pingisi, che è ancora il suo procuratore e che gli aveva promesso qualcosa che fino a un mese fa pareva impossibile: competere nella massima serie italiana.

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