Chi è Destiny Udogie, il classe 2002 lanciato da Juric

Destiny Udogie fa parte di quella nidiata di talenti che l’Hellas Verona di Juric sta sfornando da un paio di stagioni a questa parte. Dopo aver bloccato le offerte provenienti dal’Inghilterra e dalla Francia lo scorso gennaio, il Verona ha messo il diciassettenne di origini nigeriane al centro del progetto per il futuro della prima squadra. 

Udogie e il Verona

Ivan Juric sta volando con il suo Hellas Verona, anche ieri in un San Siro deserto, solo la capocciona di Zlatan Ibrahimovic ha impedito agli scaligeri di infliggere al Milan la prima sconfitta stagionale in campionato, per un pareggio finale che lascia un po’ l’amaro in bocca. 

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Dopo il nono posto della scorsa stagione, l’Hellas vuole confermare e magari migliorare la sua posizione nonostante le cessioni di lusso (Amrabat in primis). Questa volta però con un occhio sempre puntato sui giovani da far crescere grazie ai dettami di Juric. 

Oltre ai ben noti Tameze, Lovato e Colley, tre dei titolari del Verona 2020/21, proprio ieri contro il Milan ha esordito un giovanissimo terzino sinistro, Destiny Udogie, classe 2002 (è nato il 28 novembre) che piace già alle grandi d’Europa. 

Destiny Udogie, ruolo e caratteristiche tecniche

Diciassette anni, un metro e ottantasei per settantasette chili: solo a vederlo, Destiny Udogie sembra il prototipo dei calciatori moderni, fisicamente devastanti e tecnicamente educati. Arrivato nel settore giovanile del Verona nel 2011, Destiny ha alle spalle un secondo posto all’Europeo under 17 del 2019, ultimo atto arrivato anche grazie a un suo gol contro la Francia in semifinale, e un mondiale di categoria in Brasile perso ai quarti di finale contro i padroni di casa, poi campioni. 

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Se nell’under 19 e nella primavera dell’Hellas ha sempre giocato da terzino sinistro (37 presenze, 8 gol e 5 assist in quel ruolo), nella trafila delle giovanili della nazionale  gioca mezz’ala sinistra, sfruttando il suo grande potenziale fisico e la qualità tecnica a sua disposizione. Dotato di un mancino educato con il quale si permette il lusso di calciare spesso verso la porta e di arrivare al cross con facilità, Udogie si dice appassionato di Milan e di Alex Sandro: 

“Mi ispiro ad Alex Sandro, mi piace il suo modo di giocare. Una passione calcistica da bambino? Il Milan di Ronaldinho”. Un Alex Sandro alle prime armi dunque? Se rimaniamo alla gara di ieri, Udogie potrebbe ricordare un novello Theo Hernandez: mancino di buonissima tecnica, fisico statuario e propensione alla fase offensiva. Dove può migliorare? Lo dice lui stesso in una vecchia intervista: “Credo di cavarmela in fase offensiva, quando parto dalla difesa per sovrappormi: mi piace cercare l’assist o il tiro. Credo invece di dover migliorare l’attenzione in fase difensiva: le coperture, la concentrazione nell’arco dei novanta minuti.”

Offerte ed esordi

Se nel gennaio scorso il Verona si è prodigato per allungargli il contratto e promettergli l’ascesa in prima squadra, il presidente Setti ha scelto di rifiutare ogni offerta proveniente dal’Europa per il suo cartellino. Monaco ed Everton erano sulle sue tracce, ma l’Hellas di Juric ha intenzione di puntare forte su Udogie, uno dei prospetti più talentosi del panorama italiano. 

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Proprio contro il “suo” Milan è arrivato l’esordio in Serie A, per altro da interno di centrocampo atto a schermare le impostazioni di Bennacer in un momento delicato del match, chissà che dopo la sosta Juric non gli riservi altri minuti in un Hellas Verona che continua a stupire, dalla classifica ai suoi giovani. 

I giovani di Minuti di Recupero 

Anche Udogie fa parte della nostra grande guida ai giovani del nostro campionato, divisi per squadra e analizzati per caratteristiche e potenzialità. Udogie fa parte della lista, insieme a lui anche tanti altri potenziali campioni che nelle prossime stagioni calcheranno da protagonisti il palco della nostra Serie A. 

GRANDE GUIDA AI GIOVANI DEL NOSTRO CAMPIONATO

Simone Mannarino
Simone Mannarino
Classe '94 e laureato in Storia all'Università Statale di Milano, ama il calcio in ogni sua forma ed espressione. Alla costante ricerca di storie da raccontare che permettano di andare oltre ciò che vediamo tutte le domeniche.

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