Ibrahimovic

Zlatan Ibrahimovic è come il vino, no, scusate, come Benjamin Button, anzi, meglio, come nessun altro prima e dopo di lui. Fossimo in una serie Tv si direbbe “Zlatan Ibrahimovic, primo del suo nome” e unico aggiungeremmo noi. Quanti goal ha fatto Ibrahimovic? 547 secondo il celebre portale Trasfermarkt, un numero imponente, sopratutto se messo in relazione alle 898 presenze ma, sopratutto, a tutto quello che ha rappresentato grazie a ogni singola marcatura. 

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Ibrahimovic: quanti goal ha segnato? 

Numeri stratosferici per Zlatan Ibrahimovic: 547 reti in 898 presenze a cui vanno aggiunte le 18 reti in 47 presenze con il Malmöe non calcolate dal portale tedesco. Il totale, nella magnificenza di un giocatore totale e imperituro, fa 565 gol in 945 presenze, da far impallidire chiunque. 

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Ma abbiamo parlato dell’importanza e di ciò che ogni singola marcatura ha significato nella costruzione del mito Ibrahimovic, e per questo torniamo alle origini del mito. Ibra debutta con l’Ajax il 19 agosto 2001 e soli sette giorni dopo segna la sua prima rete con i lancieri contro il Feyenoord, a soli 19 anni 10 mesi e 23 giorni. 

É l’inizio di un mito che con l’Ajax segnerà 48 goal in 110 presenze tra il 2001 e il 2004, anno del suo trasferimento alla Juventus. Proprio pochi giorni prima di accettare la proposta della Juve di Moggi, Ibrahimovic segna quello che oggi rappresenta la vera e propria mitopoiesi dell’eroe epico: 22 agosto 2004, minuto 76 di Ajax-NAC Breda, Ibra supera in slalom otto avversari e insacca la sfera alle spalle del portiere avversario. 

É giubilo totale dal pubblico, a testimonianza dell’avvenuta catarsi: il mito di Zlatan è nato. 

  • Svezia: 62 gol in 116 presenze. 
  • Malmöe: 18 gol in 47 presenze.
  • Ajax: 48 gol in 110 presenze.
  • Juventus: 26 gol in 92 presenze.
  • Inter: 66 gol in 117 presenze.
  • Barcellona: 22 gol in 46 presenze. 
  • Milan: 56 gol in 85 presenze. 
  • Paris Saint Germain: 156 gol in 180 presenze.
  • Manchester United: 29 gol in 53 presenze.
  • LA Galaxy: 53 gol in 58 presenze.
  • Milan: 22 gol in 30 presenze.

Ibrahimovic e il Milan: il mito diventa quasi normale 

Non c’è nessun errore nel computo precedente, la divisione delle due avventure al Milan è stata fatta di proposito perché, dopo l’infortunio che lo tenne fuori dalla finale di Europa League vinta con il Manchester United nella primavera del 2017, Ibrahimovic è cambiato, migliorato, evoluto. E il Milan, oggi, sta beneficiando di questa selezione naturale del mito. 

Un cambiamento disarmante se si guarda al suo avvento in Serie A: dopo l’Ajax subito i dominatori bianconeri, con Ibrahimovic a contendere una maglia a Del Piero e Trezeguet a suon di gol e di arroganza. Ventisei gol non bastarono però a fermare lo scandalo di Calciopoli e Mino Raiola, già da tempo avvezzo a scovare le migliori situazioni per i suoi assistiti lo trascina a Milano, sponda Inter, dove con Mancini in tre anni vince tre scudetti e un titolo di capocannoniere (2008/2009 con 25 gol). 

Qui il mito è ancora in criogenesi, avvolto nella placenta di una carriera ancora da sviluppare. Nell’estate 2009 sceglie il Barcellona con la quale segna all’esordio contro lo Sporting Gijon nel 3-0 firmato Guardiola il 30 agosto 2009 a 27 anni, 10 mesi e 28 giorni. Con i blaugrana il rapporto non sarà mai epico – per rimanere in tema – ma riuscirà ugualmente a segnare 22 gol in 46 presenze, prima di firmare il patto col Diavolo. 

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Un ultimo sguardo all’esametro

Inizia la gestazione finale del mito Ibrahimovic: estate 2010, un Milan incerottato ricerca campioni a basso costo per assaltare il fortino nerazzurro. Galliani fa un blitz a Barcell… ma già lo sappiamo, no? 

Quello che non sappiamo, o che vorremmo raccontare, e di come nella prima esperienza rossonera, Zlatan Ibrahimovic costruisca definitivamente il proprio mito personale di Diavolo sul campo verde, firmando con 56 reti in 85 partite, di cui ben 35 la seconda stagione, quella 2011-12, in cui sarà capocannoniere della Serie A con 28 marcature, il suo patto col Diavolo.

Ciò che succede dopo è solo la logica conseguenza di un uomo diventato materia per aedi e cantori: al PSG segna 156 reti in 180 partite (forse è il caso di rileggerlo, senza aggiungere altro), allo United, in poco più di una stagione, segna 29 gol in 53 partite e contribuisce alla rinascita del Diavolo d’oltremanica sotto l’egida di José Mourinho. 

Poi gli Stati Uniti e la conquista del nuovo continente: a Los Angeles segna 53 gol in 58 partite, tutto normale, se non fosse che Ibra utilizzerà il campionato americano per rimettersi dal crack del ginocchio subito in Europa League con lo United.
Ai Galaxy esordirà con gol il 31 marzo 2018 nella vittoria per 4-3 ottenuta contro il Los Angeles FC, diventando presto icona con gol che renderanno il “Soccer” interessante anche per i tifosi americani. 

Ibrahimovic: mai banale

Giusto: prima di tornare a casa, Ibra ha segnato anche il gol numero 500 in carriera. Esattamente il 16 settembre 2018 Ibra segnava così al Toronto di Giovinco (anche lui in gol nella gara vinta poi per 5-3 dai canadesi):

Non esattamente una banalità. 

Di nuovo il Diavolo

Ultima tappa del tour de gol di Zlatan: Milano. Tornato nel luogo che mai avrebbe lasciato, Ibrahimovic si dedica alla ricostruzione del Milan dalle fondamenta. Arriva nel gennaio 2020 e mette a segno 11 gol in 20 presenze, portando il Milan al sesto posto in campionato dopo un inizio terrificante e una pandemia. 

Già, la pandemia: da dopo lo stop forzato al campionato per due mesi, il Milan di Pioli e Ibrahimovic ha iniziato a volare e questo grazie alle prestazioni sontuose del trentottenne di Malmö, che così aggiungeva imprese al suo già infinito palmares. 

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Portata a termine la gestazione, Ibrahimovic interpreta Benjamin Button nella stagione che vede il Milan primo in classifica: lo svedese è a quota dieci gol in sei gare giocate in Serie A, eguagliato Nordahl che nel ’50/51 ne fece dieci in otto giornate. Numeri straordinari che – con Van Basten inarrivabile a 12 gol in otto giornate – rendono ancor più l’idea se si parla della terrificante media di un gol ogni 56 minuti in Serie A.

Cristiano Ronaldo è – per ora – staccato a due lunghezze nella classifica cannonieri, ennesima testimonianza di un’aurea leggendaria, ormai divenuta normale per chi gli sta intorno. 

Con il gol all’Udinese (in rovesciata, a tempo quasi scaduto, tra l’altro) Ibra diventa il terzo marcatore più vecchio di sempre nella storia del Milan ed eguaglia il record di Shevchenko (2001) di sei gare consecutive in gol con la maglia del Milan, migliorato grazie al gol al Verona di domenica sera, nonostante il rigore sbagliato e ai due gol con il Napoli, dell’ultima giornata di campionato. Un mito in continua metamorfosi, in riformulazione permanente, per il quale ciò che scriviamo oggi non avrà molto probabilmente senso dopo la prossima partita. 

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Premi individuali 

Tornando ai freddi numeri, Ibrahimovic ha vinto il titolo di capocannoniere della Serie A due volte: nel 2008/09 con l’Inter segnando la bellezza di 25 gol e con il Milan nel 2011/12, quando i rossoneri arrivarono secondi dietro alla prima Juventus di Conte, con 28 marcature. 

Fu capocannoniere della Ligue 1 per tre anni, di cui due consecutivi: nel 2012/13 con 30 gol, nel 2013/14 con 26 e nel 2015/16 con 38 (trentotto!). 

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Ibrahimovic è inoltre il miglior marcatore nella storia della sua nazionale: con la maglia della Svezia sono 62 i gol in 116 gare, numero che lo posiziona settimo dietro al primatista per presenze Svensson fermo a 148.

Ibra e l’Europa

Come ogni eroe epico che si rispetti però, Ibra sembra avere un unico tallone d’Achille: la Champions League manca nel suo palmares e molti tra i suoi detrattori (lui direbbe che ormai sono diventati suoi fans) gli imputano una mancanza di incidenza nelle coppe europee, sopratutto in Champions League. 

Per lui sono 48 i gol in 120 presenze nella massima competizione europea, mentre 5 quelli seganti in 13 presenze in Europa League, trofeo che ha conquistato con lo United nel 2017. 

Nei campionati d’oltralpe, invece, Ibra ha segnato 17 gol in 33 presenze di Premier League, 16 gol in 29 presenze di Liga, 113 gol in 122 presenze in Ligue 1 e 35 gol in 74 presenze in Eredivise. Negli Usa sono 52 i gol in 56 partite ufficiali di MLS, mentre, per amor di completezza, in Serie A sono 139 i gol segnati in 241 gare. 

Un dio del gol, come lui stesso si è definito dopo la rete numero 500, in grado di mitizzare la sua figura semplicemente rimanendo fedele a sé stesso. Il Diavolo lo ha accolto, o è lui ad aver accolto il Diavolo?

Record e curiosità

  • Primo calciatore, e unico straniero, ad aver vinto la classifica marcatori della Serie A con due diverse squadre, peraltro della stessa città: Inter (2008-09) e Milan (2011-12). Attualmente divide il primato con Luca Toni e Ciro Immobile.
  • Unico giocatore del Barcellona ad aver segnato consecutivamente nei primi cinque match di Primera División.
  • Unico calciatore svedese ad avere segnato in tre edizioni consecutive degli Europei (Portogallo 2004, Austria-Svizzera 2008, Polonia-Ucraina 2012).
  • Calciatore ad aver realizzato più gol con la Nazionale svedese (62).
  • Miglior serie di segnature consecutive in Ligue 1 (9 giornate nel 2015-16, a pari merito con Vahid Halilhodžić).
  • Calciatore ad aver realizzato la tripletta più veloce in Ligue 1 (9 minuti).
  • Calciatore ad aver segnato più gol con la maglia del Paris Saint-Germain in un’unica stagione di Ligue 1 (38, nel 2015-16).
  • Calciatore ad aver segnato più gol con la maglia del Paris Saint-Germain in un’unica stagione (50, nel 2015-16).
  • Unico calciatore ad aver giocato, vinto e realizzato almeno un gol nelle Supercoppe di Italia, Spagna, Francia e Inghilterra.
  • Unico calciatore ad aver segnato al debutto in campionato (Serie A, Primera División, Ligue 1 e Premier League)e in Champions League in 4 leghe differenti.
  • Unico calciatore ad aver segnato almeno un gol nei derby De Klassieker (Olanda), di Milano e d’Italia (Italia), El Clásico e Barceloní (Spagna), Le Classique (Francia) e di Manchester (Inghilterra).
  • Uno dei tre calciatori ed unico in attività, insieme a Mutu e Carew, ad aver segnato con sette squadre diverse in competizioni UEFA per club (Ajax, Juventus, Inter, Barcellona, Milan, Paris Saint-Germain e Manchester Utd).
  • Calciatore ad aver segnato più gol con la maglia del Los Angeles Galaxy in un’unica stagione (30, nel 2019).
  • Unico calciatore ad aver segnato 50 gol con le maglie delle due squadre di Milano, Milan e Inter.
  • Calciatore più anziano ad aver realizzato 15 gol in una stagione di Premier League (35 anni e 125 giorni, nel 2016-17). 
  • Calciatore più anziano ad aver segnato 10 gol in una stagione di Serie A (38 anni e 302 giorni, nel 2019-20).
  • Calciatore più anziano ad aver segnato nel derby di Milano (39 anni e 14 giorni, il 17 ottobre 2020).
  • Terzo giocatore più anziano ad aver segnato con la maglia del Milan (dietro solo a Costacurta, 19 maggio 2007, vs Udinese, a 41 anni, 25 giorni e Maldini, 30 marzo 2008 vs Atalanta a 39 anni, 9 mesi e 4 giorni, grazie al goal all’Udinese del primo novembre 2020).