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Il Molde è una delle squadre meno quotate di questi sedicesimi di Europa League, ma è ancora in corsa per il passaggio del turno, e nelle sua storia recente ha due nomi molto grossi: Solskjaer e Haaland

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Che il calcio norvegese abbia avuto una grande crescita negli ultimi anni è sotto gli occhi di tutti: i suoi giovani stanno raggiungendo importanti traguardi in giro per l’Europa, il Bodo/Glimt fa parlare di sé per il suo interessante progetto societario, e il Molde sta diputando i sedicesimi di Europa League.

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Quello dei Bla-hvit, gli azzurro-bianchi, è un risultato molto importante, se pensiamo che raramente club scandinavi riescono ad accedere alla fase a eliminazione diretta delle coppe europee. Questo è il punto d’arrivo di un lungo percorso che ha già avuto alcuni grandi successi a livello internazionale: qui, infatti, si sono formati Erling Haaland ma anche l’attuale tecnico del Manchester United Ole Gunnar Solskjaer.

Albert Braut Tjaaland, sulle orme del cugino Haaland

Solskjaer e i primi successi del Molde

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Fino al 2011, il Molde era stato per lo più una comparsa nella storia del calcio norvegese, che in quel momento veniva da circa un ventennio di dominio incontrastato da parte del Rosenborg. Prima di allora, gli azzurro-bianchi avevano vinto solo due coppe nazionali e ottenuto qualche buon piazzamento; erano invece noti fin dallafine degli anni Settanta per il loro solido settore giovanile, sei volte vincitore del campionato U19.

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Il ritorno nella massima divisione nel 2017, sotto la guida di Kjell Jonevret, è stato l’inizio di un nuovo ciclo, che ha portato il club prima alla finale di coppa e poi a conquistare il titolo nazionale del 2011. Artefice di questo incredibile successo fu appunto Ole Gunnar Solskjaer: attaccante del Molde tra il 1994 e il 1996, era poi stato una stella del Manchester United e dopo il ritiro, nel 2008, aveva preso ad allenare la squadra riserve dei Red Devils alle dipendenze di Sir Alex Ferguson.

Il titolo fu bissato nel 2012, mentre il club iniziava a farsi notare a livello internazionale piazzando alcuni suoi giocatori in note squadre europee: il protagonista del primo scudetto, Pape Paté Diouf si trasferì per 2,4 milioni al Copenhagen; poi, la colonna difensiva Vegard Forren passò per 3,5 milioni al Southampton; nel 2014, Mats Moller Daehli si trasferì per 3 milioni al Cardiff City. Quest’ultima operazione fu richiesta proprio da Solskjaer, che poco prima si era seduto sulla panchina dei gallesi.

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Dopo il terzo campionato vinto nel 2014, con allenatore Tor Ole Skullerud, Solskjaer fece ritorno dal Galles e ricostruì la squadra attorno a nuovi nomi, come il portiere statunitense Ethan Horvath (oggi al Club Brugge), all’ala Mohamed Elyounoussi (oggi al Celtic) e a vecchie glorie come Daniel Berg Hestad ed Eidur Gudjohnsen. Nel 2015/2016, il Molde conqusitò per la prima volta i sedicesimi di Europa League, venendo eliminato a testa alta dai futuri campioni del Siviglia.

Da Solskajer a Moe, passando per Haaland

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L’esperienza di allenatore di Solskjaer si concluse nel dicembre 2018, quando venne chiamato a sostituire Mourinho al Manchester United. Prima di questo, il tecnico norvegese aveva fatto esordire un ragazzino di nome Erling Haaland, acquistato dal Bryne FK per 100.000 euro nel febbraio 2017. 18enne, alla sua prima annata da titolare Haaland mise a segno 12 reti in 25 partite di campionato, più altri 4 gol nei preliminari di Europa League, e nel gennaio 2019 si trasferì al Salisburgo per 8 milioni, affermandosi poi come uno dei migliori attaccanti in circolazione.

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A quel punto, il Molde fece una scelta di continuità in panchina, promuovendo primo allenatore Erling Moe, che era stato il vice di Solskjaer, e reinvestendo parte della cifra ottenuta per Haaland nell’arrivo di Ohi Omoijuanfo dallo Stabaek. Nel 2019, i Bla-hvit sollevarono così il loro quarto campionato, ottenendo la qualificazione ai preliminari di Champions League, dai quali sono però stati eliminati per la regola dei gol in trasferta dal Ferencvaros. Sceso in Europa League, il Molde è riuscito a qualificarsi nel Gruppo B dietro all’Arsenal e davanti a Rapid Vienna e Dundalk.

Come gioca il Molde

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Moe schiera la sua squadra generalmente con il 4-4-2, partendo da una solida difesa guidata dal portiere svedese Andreas Linde, in Norvegia dal 2015. Nel reparto spicca il robusto centrale Stian Gregersen, e sta emergendo il giovane Marcus Holmgren Pedersen, 20enne chiamato a sostituire l’americano Henry Wingo, passato al Ferencvaros lo scorso gennaio.

La stella è il capitano Magnus Wolff Eikrem, centrocampista offensivo di 30 anni cresciuto nel Manchester United e principale costruttore di gioco del Molde. In attacco, oltre al già citato Omoijuanfo, è da poco arrivato l’islandese Bjorn Sigurdason dal Lillestrom per sostituire Leke James, una dei migliori elementi delle ultime stagioni, trasferitosi in Arabia Saudita.

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Sul fronte giovani, assolutamente da tenere d’occhio l’ultima novità della rosa, il centravanti ivoriano Datro Fofana, un ragazzo del 2002 che ha esordito con un pesantissimo gol in Europa League all’Hoffenheim, che tiene così aperte le speranze per un passaggio del turno che sarebbe storico, per il Molde e per il calcio norvegese.

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