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Lo Young Boys è un laboratorio di idee e sostenibilità molto interessante che, grazie a un tecnico preparato e a una società ambiziosa, ha spodestato il Basilea dal trono di Svizzera

La vittoria nel match di andata contro il Bayer Leverkusen riporta in copertina lo Young Boys, compagine elvetica che, negli ultimi anni, oltre a essersi tolta diverse soddisfazioni in campo internazionale è riuscita anche a spodestare, probabilmente in maniera definitiva, il Basilea dall’Olimpo del calcio svizzero.

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Il successo contro i tedeschi lascia aperto a ogni risultato in vista del ritorno, ma rimane e inietta ulteriore fiducia in vista del prossimo futuro. E poco importa se lo Young Boys, nella fattispecie, si è fatto rimontare tre reti per poi vincere la partita nel finale, perché la prestazione complessiva – al netto di quale errore dei singoli in difesa – è stata molto buona.

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Young Boys, la creatura di Seoane

Merito, in primis, dell’identità che il tecnico Gerardo Seoane ha saputo dare alla squadra negli ultimi due anni e mezzo. Il 48enne originario di Lucerna, arrivato al club nel 2018, ha preso lo Young Boys reduce dal suo primo titolo dopo oltre trent’anni e lo ha portato prima a bissare il successo e poi, nell’anomala stagione scorsa, a infilare la terza vittoria di fila. La Super League svizzera, grazie a Seoane, non è più monopolio del Basilea, che anche quest’anno si lecca le ferite a distanza siderale dai rivali.

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Seoane ha portato normalità, organizzazione ed efficacia in un ambiente che non può permettersi particolari voli pindarici. Il suo 4-4-2 esalta le caratteristiche dei calciatori in rosa, modellati attorno a un sistema che effettivamente permette alla squadra di coprire molto bene il campo e, di conseguenza, risultare concreta in entrambe le fasi di gioco.

Inoltre, Seoane è anche un personaggio abbastanza particolare, capace di catalizzare le attenzioni su di se per sgravare la squadra dalle troppe responsabilità nel caso in cui le cose non andassero bene. Non che questa stagione, peraltro, gli stia dando problemi: dopo venti partite di Super League, lo Young Boys ha già 16 punti di vantaggio sulle immediate inseguitrici.

Una proprietà ambiziosa

Lo Young Boys appartiene attualmente ad Hanspeter Kienberger, manager di un’importante società che si occupa di servizi fiduciari, subentrata qualche anno fa alla gestione di Hans-Ueli Rihs, che a braccetto con il fratello Andy – morto nel 2018, a pochi giorni dalla vittoria del campionato da parte dei gialloneri – ha riprogettato e rimodernato l’ormai ex Wankdorf Stadium, oggi conosciuto come Stade de Suisse.

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La nuova proprietà ha proseguito i lavori, potenziando l’impianto con l’installazione di pannelli solari in grado di generare energia per un totale di 700mila kWh. Inoltre, sono state inaugurate nuove aree ristoro e la capienza è stata portata a oltre 31mila posti a sedere, facendo dello stadio bernese il secondo impianto più capiente del paese dopo il St-Jakob Park di Basilea.

Inaugurato nel 2005, lo Stade de Suisse permette (in tempi normali, ovviamente) allo Young Boys di immettere in cassa ricavi importanti, che si aggiungono al grosso giro di affari – secondo le ultime stime, da circa 35 milioni di franchi l’anno – della proprietà attuale. Insomma, a Berna hanno costruito un piccolo gioiellino sostenibile, economicamente e sportivamente.

 

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Squadra giovane e rinnovata

Negli ultimi anni lo Young Boys ha imboccato un progetto di svecchiamento della rosa abbastanza profondo, partito tre stagioni fa e portato avanti fino alle ultime due sessioni di mercato, nelle quali la media degli acquisti è stata, numeri alla mano, inferiore ai 23 anni di età. I 2,5 milioni di euro investiti hanno portato allo Stade de Suisse il terzino destro Hefti e il mancino Lefort, ma il vero affare, quello che sposta gli equilibri, è stato fatto con l’arrivo in prestito dal Rennes di Jordan Siebatcheu.

Siebatcheu è stato il grande protagonista in Europa League con la doppietta al Leverkusen, ma più in generale ha avuto un buon impatto diventando il referente, nonché lo sbocco offensivo perfetto per il calcio proposto da Seoane. Tra gli altri ragazzi interessanti da segnalare c’è senza dubbio l’esterno destro Christian Fassnacht, classe 1993 e nel giro della nazionale svizzera.

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Lui, assieme al camerunense Ngameleu e al centrale difensivo Lustenberger sono le stelle di una squadra che, in attesa del rientro di Nsame – attaccante davvero forte, potenzialmente devastante se associato a Siebatcheu -, si gode il meritato primato in campionato e l’ennesima sortita nella seconda fase di Europa League.

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