bakker
Fonte Immagine: @mitchelb (Instagram)

Questo inizio di Ligue 1 sta imponendo all’attenzione generale Mitchel Bakker, ventenne terzino sinistro olandese del PSG che sta convincendo Tuchel a schierarlo tra i titolari dei vice-campioni d’Europa. Scopriamo insieme di chi si tratta.

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L’esordio stagionale il 10 settembre pareva una cosa scontata: con il Paris Saint-Germain in emergenza tra infortuni e quarantena per il coronavirus, Tuchel era stato costretto a inserire molti ragazzi della Primavera tra i titolari, e Bakker poté così subentrare nel corso della partita a Bernat. Ma da allora l’olandese è diventato un punto fermo della formazione francese, offrendo prestazioni sempre più convincenti.

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L’infortunio di Bernat e la lunga squalifica di Kurzawa (maturata nel finale del match perso in casa col Marsiglia, e in scadenza il 25 ottobre), hanno reso necessario il suo impiego sempre più frequente in prima squadra e, dal suo ingresso tra i titolari, i parigini si sono messi alle spalle le brutte sconfitte delle prime due di Ligue 1 e hanno ripreso a vincere. Sicuramente non è merito solo di Bakker, ma il suo apporto alla squadra finora è stato non poco determinante.

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Bakker, promessa scuola Ajax

Mitchel Bakker è un classe 2000, molto alto e dal fisico prestante. È cresciuto all’Ajax, fucina di talenti che di recente sta producendo anche ottimi difensori (Matthijs De Ligt ne è il perfetto esempio), e ha fatto il suo esordio in prima squadra a soli 18 anni in Coppa d’Olanda. Nell’estate del 2019 il Paris Saint-Germain lo ha acquistato a parametro zero, assicurandosi uno dei giocatori più promettenti in Europa: un colpo orchestrato, tanto per cambiare, dal suo procuratore Mino Raiola.

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Pur continuando a considerarlo un giocatore della squadra giovanile, Tuchel ha iniziato a dargli spazio tra i suoi già nella scorsa stagione, facendolo esordire in Coppa di Francia a gennaio 2020 e, il mese successivo, in Ligue 1 contro l’Amiens, accanto a un altro giovane talento come Tanguy Kouassi, che di lì a poco sarebbe passato al Bayern Monaco. Bakker, però, è diventato un rinforzo utile in prima squadra più avanti, nel finale di stagione: con la partenza del terzino destro Thomas Meunier e l’importante impegno in Champions League, Tuchel scelse di risparmiare Bernat e di spostare Kurzawa sulla fascia opposta, liberando un posto a sinistra.

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In breve, però, Bakker si è fatto preferire allo stesso Kurzawa, nel frattempo rimpiazzato a destra a Kehrer. Il giovane olandese è così sceso in campo dal primo minuto in due importanti vittorie del PSG di fine luglio: quella nella finale di Coppa di Francia contro il Saint-Etienne e quella in finale di Coupe de la Ligue contro il Lione, e in entrambi i casi non è mai stato sostituito.

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Bakker, caratteristiche tecniche

La difesa del PSG è cambiata molto rispetto all’anno scorso: partito Thiago Silva, i francesi hanno perso un elemento di grande esperienza, ma l’hanno sostituito riportando Marquinhos al suo ruolo di centrale difensivo, mentre a destra ormai milita stabilmente Florenzi, che ha aggiunto particolare pericolità al reparto offensivo (già 2 gol nelle sue prime 5 presenze in Ligue 1). Rispetto a Bernat, Bakker è un giocatore di maggiore forza fisica e che aggiunge centimetri al reparto difensivo.

In linea di massima, non dovrebbe riuscire a mantenere il posto da titolare una volta tornato lo spagnolo, ma la rottura del legamento crociato prospetta per Bernat uno stop fino almeno a marzo 2021, e se Bakker dovesse riuscire a scavalcare Kurzawa nelle gerarchie di Tuchel (il terzino francese non ha mai del tutto convinto, in questi cinque anni) il suo futuro a Parigi sarebbe assicurato.

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Inoltre, la stazza fisica dell’olandese, in passato, lo ha portato a essere impiegato anche come difensore centrale, ruolo particolarmente delicato, al momento: il PSG ha quattro giocatori nel ruolo, ma attualmente sia Kehrer che Marquinhos sono indisponibili, così come Danilo Pereira, che all’occorrenza può rivestire il ruolo di difensore. Insomma, al di là del suo indiscutibile talento, Bakker si sta trovando nella situazione ideale per mostrare a Tuchel le sue capacità e conquistarsi un posto fisso nell’undici titolare dei vice-campioni d’Europa.

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