HomeSerie BMichael Folorunsho, il tesoro nascosto riportato alla luce dalla Reggina

Michael Folorunsho, il tesoro nascosto riportato alla luce dalla Reggina

Michael Folorunsho è una delle rivelazione del campionato di Serie B, grazie alle sue ottime prestazioni con la Reggina. E il Napoli se lo tiene stretto

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Fisico, corsa, senso del gol. Se cercate un centrocampista con queste caratteristiche, allora Michael Folorunsho fa al caso vostro. Con i 3 gol messi a segno nelle ultime 3 partite disputate, il classe ‘98 ha già toccato quota 6 reti in campionato, segnalandosi come uno dei centrocampisti più interessanti del campionato cadetto.

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La riscoperta di Folorunsho

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Tiratasi momentaneamente fuori dalla sabbie mobili grazie ai sei risultati utili consecutivi ottenuti, la Reggina di Marco Baroni ha scoperto di avere in casa proprio un vero e proprio tesoro rimasto a lungo nascosto. Nessun altro componente della rosa amaranto è infatti riuscito a incidere come Folorunsho, capace con le sue reti di portare sempre punti preziosi in classifica, risultando per due volte decisivo nelle gare interne con Cremonese e Pordenone.

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I continui progressi fatti registrare in campo ma soprattutto il rendimento dell’ultimo mese in particolare, hanno acceso i riflettori sul ragazzo italo-nigeriano di proprietà del Napoli, possibile uomo mercato la prossima estate. Come uno dei due bronzi di Riace (rinvenuti in fondo al mare nell’agosto del 1972 nei pressi di Riace Marina, in provincia di Reggio Calabria) Folorunsho è riemerso dopo un anno nel quale aveva faticato a ritagliarsi lo spazio che ci si sarebbe aspettato.

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La sua storia calcistica, iniziata da giovanissimo con le prime esperienze al Tor Sapienza e al Savio, si intreccia ben presto con quella della Lazio, il club del quale entrerà a far parte nel 2014. Tre anni intensi, prima con l’U17 di Daniele Franceschini e poi con la Primavera guidata da Simone Inzaghi. L’attuale tecnico della prima squadra biancoceleste lo impiega spesso come mezzala destra in una mediana a 3, la posizione ideale per esaltarne le caratteristiche fisiche e atletiche.

Al tramonto della stagione 2016/2017, Folorunsho deve scegliere cosa fare della propria carriera, essendo evidentemente ancora troppo acerbo per provare il grande salto nel calcio dei grandi. La Lazio non fa nulla per trattenerlo e così, l’intuizione del ds della Virtus Francavilla Mariano Fernandez, gli consente di firmare il primo contratto da professionista.

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Il pilastro che rischiava di sgretolarsi

Agli ordini di Bruno Trocini diventa uno dei pilastri della squadra capace di approdare per la prima volta nella sua storia ai playoff di serie C. In totale saranno 66 le presenze ufficiali con il club pugliese. Due annate assolutamente positive disputate da protagonista, crescendo dal punto di vista tecnico-tattico e maturando un’esperienza formativa in grado di indirizzarne le scelte future, non sempre dipese dalla sua volontà ma sposate in pieno da un ragazzo consapevole dei propri limiti e sempre voglioso di accrescere il proprio bagaglio calcistico.

Nell’estate del 2019 viene ceduto al Napoli in cambio di 1 milione di euro, cifra mai realmente confermata da parte della dirigenza del club del presidente Magrì, eppure motivo di grande orgoglio per una piccola società ritenuta da più parti un modello virtuoso di gestione.

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In azzurro in realtà Folorunsho sarà soltanto di passaggio, visto che qualche settimana più tardi viene girato in prestito al Bari, da poco divenuto di proprietà della famiglia De Laurentiis. La seconda esperienza in terra di Puglia si rileva tuttavia molto diversa dalla precedente. Gli infortuni e lo scarso feeling con Cornacchini e Vivarini, ne condizionano pesantemente il rendimento. A fine stagione le sue presenze in campionato saranno soltanto 12, pochissime se rapportate alle 21 di questa stagione con la maglia della Reggina.

In pochi mesi e in particolare dopo l’avvicendamento in panchina tra Baroni e Toscano, Folorunsho ha assunto una tale centralità all’interno del progetto tecnico amaranto da essere considerato oggi uno degli inamovibili assieme al portiere Nicolas e pochi altri.

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Ripartenze e gol, adesso “Folo” può davvero spiccare il volo

Serrare le fila e ripartire, nel tentativo di tornare a far punti e allontanarsi dalla zona calda della classifica. Ecco in parte spiegato il motivo che ha spinto il tecnico toscano a ripescare dal mazzo un giocatore come lui, ex-mastino di centrocampo tramutatosi negli anni in temibile incursore e micidiale finalizzatore.

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Un lottatore dal piede gentile, capace con la sua dirompente progressione da duecentista di ribaltare velocemente l’azione, chiudendo da uomo d’area di rigore quelle transizioni che aveva contribuito a innescare. Centrocampista che in Inghilterra definirebbero “box-to-box”, simile a Corentin Tolisso nelle movenze, prospetto molto interessante se impiegato in determinati contesti, evidentemente ancora da rifinire ma anche molto vicino alla consacrazione perché figlio di una crescita graduale e costante.

Il Napoli, proprietario del cartellino, sta seriamente pensando di riportarlo alla base e concedergli l’opportunità di giocarsi le proprie chance in prima squadra ma è evidente che con queste premesse sono in molti ad aver messo gli occhi su Folorunsho, ormai pronto a compiere un altro importante passo del suo percorso iniziato da lontano.

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Domenico Mancini
Domenico Mancini
Classe '85, portalettere nella vita. Mi piace scrivere di calcio nei suoi risvolti più nascosti e raccontare le storie di chi fatica e suda lontano dalle luci dei riflettori, con particolare attenzione ai giovani. Minutidirecupero.it mi aiuta a immaginare ciò che poteva essere e non è stato, senza rimpianti.

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