lazio borussia dortmund
Fonte: Instagram @official_sslazio

Immobile show, Luis Alberto e Milinkovic incontenibili, Luiz Felipe è un muro: le chiavi di Lazio Borussia Dortmund

Ritrovarsi per una sera, dopo un periodo di grandi delusioni. Lazio Borussia Dortmund poteva rappresentare un enorme fosso da scampare per i bianconcelesti di Inzaghi. E invece, grazie a una prestazione di spessore internazionale, Immobile e soci hanno regolato 3-1 un BVB che all’Olimpico si presentava con lo status di favorito.

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Invece la Lazio, in difficoltà dopo le sberle prese a Marassi, ha sfoderato una prova clamorosa, trascinata dai suoi uomini chiave e da una fase difensiva quasi perfetta. Nonostante le statistiche finali, infatti, la vittoria della squadra di Inzaghi è stata meritata, sia per quanto prodotto ogni volta in cui ci si affacciava nella metà campo avversaria, e sia per come le armi migliori dei tedeschi siano state disinnescate con efficacia.

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Lazio Borussia Dortmund, Immobile scatenato

Ciro Immobile, l’ex dal dente avvelenato, ha vinto il confronto con Erling Haaland. Almeno per una sera, la punta campana si è ripreso quello status internazionale che l’Italia, durante la sosta, gli aveva tolto. Nel postpartita di Lazio Borussia Dortmund si è lasciato andare con qualche dichiarazione di rivincita contro chi lo ha scaricato forse troppo in fretta, ma in campo ha risposto con ciò che sa fare meglio: segnare.

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La sua zampata dopo cinque minuti è stata fondamentale per indirizzare al meglio il match. Dopo aver raccolto un suggerimento quasi in area piccola, Immobile si è girato all’improvviso battendo un incolpevole Hitz. Poi, come se non bastasse, nel momento di maggiore sofferenza della Lazio sfodera l’assist del 3-1, finalizzato dal nuovo entrato Akpa Akpro. Prestazione monumentale, in perfetta versione ‘Scarpa d’Oro’.

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Il sacrificio delle stelle

Luis Alberto e Sergej Milinkovic-Savic meritano una menzione a parte. Lo spagnolo è stato probabilmente il migliore in campo per come ha gestito il match a 360 gradi. In fase offensiva ha sempre giocato la palla al meglio, andando a dettare tempi e ritmi della squadra. Ma, come testimoniano le sue statistiche, anche senza palla ha fatto un gran lavoro: alla fine terminerà con 3 tackles, 3 intercetti e 3 spazzate. C’è qualcosa che non sa fare?

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E il suo socio non è stato da meno: in Lazio Borussia Dortmund, Milinkovic-Savic ha giocato una prestazione più di spada che di fioretto, da mediano aggiunto più da rifinitore. Eppure, per la sua prima volta in una fase a gruppi di Champions League, il confronto con i corrispettivi tedeschi è stato impari. Dominante fisicamente, ha difeso con i denti ogni pallone capitatogli tra i piedi, richiamando spesso la squadra all’ordine da vero leader. Quale, ormai, è diventato.

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Fase difensiva perfetta

Lazio Borussia Dortmund non è solo stata vinta sulle transizioni offensive, ma soprattutto per come i biancocelesti hanno saputo arginare i tentativi del BVB. L’assenza di Radu ha costretto Inzaghi a dirottare Acerbi sul centro-sinistra, con il ritorno dal primo minuto di Luiz Felipe e l’inserimento di Hoedt a completamento del reparto, nel ruolo di ‘braccetto’ di destra. Contrariamente a quanto capita di solito, è stato Luiz Felipe a orchestrare i meccanismi della retroguardia.

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Il tutto, impreziosito con il gol del 2-0 e dalla marcatura quasi perfetta contro Haaland, molto spesso arginato nell’uno contro uno. Luiz Felipe si è concesso novanta minuti di anticipi e disimpegni accademici, mandando messaggi importanti a Inzaghi che, senza il brasiliano, aveva faticato a imbastire un assetto difensivo efficace. L’ottimo inizio fa ben sperare per il futuro, anche se il raggruppamento della Lazio rimane comunque molto complicato.

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