dinamo kiev juventus
Fonte: Instagram @gila_juve

Pochi spunti di rilievo in Dinamo Kiev Juventus, esordio stagionale in Europa per i bianconeri: brillano Morata, Chiesa e Cuadrado

Iniziare con tre punti era il minimo sindacale e l’obiettivo è stato centrato in pieno. Dinamo Kiev Juventus rappresentava l’esordio di Andrea Pirlo come allenatore in Champions League e, visto che a volte il destino è determinante, di fronte il neoallenatore bianconero si è trovato uno dei suoi primi mentori. Mircea Luscescu è uscito sconfitto dal confronto col suo ex centrocampista, e non solo per il risultato finale.

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La Dinamo Kiev è sembrata inesperta, arrendevole e un po’ troppo pasticciona, nel senso che forse con un atteggiamento diverso gli ucraini avrebbero potuto mettere maggiormente in difficoltà Chiesa e compagni. Complessivamente non è stato un gran match, giocato a ritmi bassi e con poche occasioni da ambo le parti. Però, come detto in precedenza, in certe circostanze il risultato diventa fondamentale. E, alla fine, lo 0-2 ha dato ragione alla Juventus.

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Dinamo Kiev Juventus, Morata decisivo

L’uomo partita di Dinamo Kiev Juventus è stato senza dubbio Alvaro Morata. Lo spagnolo ha risolto il match con una doppietta, che lo rende il calciatore più prolifico in questo inizio di stagione. Morata aveva già dato buone risposte sul campo del Crotone, segnando il gol del pari e poi vedendosi annullare una rete molto dubbia. A Kiev ha graffiato con due zampate delle sue.

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La prima, di rapina, è arrivata a pochi secondi dall’inizio della ripresa, quando l’ex Real Madrid ha ribattuto in rete una respinta rivedibile del portiere ucraino. Nel secondo gol, invece, c’è tutto il meglio del suo repertorio: Morata legge perfettamente il cross tagliato di Cuadrado dalla destra e, con un movimento a tagliare in area di rigore, batte imparabilmente l’estremo difensore con un colpo di testa imprendibile. Palla in gol e tre punti in ghiaccio.

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Propulsione sulle fasce

Alla vigilia, come avevano testimoniato i quotidiani del mattino precedente, Pirlo aveva pensato di giocare con Chiesa a destra e Cuadrado a sinistra, ma quando Dinamo Kiev Juventus è cominciata si è subito visto il colombiano occupare la propria posizione ideale. Infatti, è stato proprio l’ex Fiorentina a spostarsi sull’out opposto, sfoderando una prestazione di tutto rispetto. Chiesa è immarcabile nell’uno contro uno e, visto che difensivamente ha dovuto fare poco, è risultato tra i più efficaci in campo.

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Anche Cuadrado si è comportato molto bene, soprattutto col passare dei minuti. Il colombiano ha fornito l’assist a Morata per il raddoppio, ma più in generale si è speso anche in fase di costruzione, diventando una soluzione alternativa per risalire il campo una volta appurato che né i centrali né, tantomeno, i due centrocampisti, riuscivano a rendere fluida la manovra.

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Dybala è fondamentale

Dinamo Kiev Juventus è stata la prima partita stagionale di Paulo Dybala. Entrato in campo nel secondo tempo al posto di Kulusevski, la ‘Joya’ si è sistemato in verticale dietro Morata, muovendosi tra le linee e creando quello scompiglio che, fino a quel momento, i bianconeri non erano riusciti a creare. L’importanza del 10 è fondamentale, soprattutto con una coppia di centrocampisti inadatti ai compiti di regia.

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Infatti, Rabiot e Bentancur si sono rivelati completamente inutili in costruzione, a tal punto che la Juventus insistiva spesso sulle catene laterali. Poi, con Dybala, la musica è cambiata: l’argentino ha nelle corde la regia offensiva, ama ricevere palla nei piedi ed è straordinario nello stretto. Pur avendo giocato al 50% della forma, i primi srazzi stagionali lasciano ben sperare per il prosieguo dell’annata. In attesa, ovviamente, che rientri Cristiano Ronaldo.

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