juan musso
Fonte: Instagram @juanmusso

Abile tra i pali, reattivo nelle uscite: Juan Musso sta trovando la sua stagione di consacrazione con la maglia dell’Udinese. Che, anche grazie alle sue parate, alimenta le proprie speranze di salvezza

Era difficile fare punti contro l’Atalanta, eppure l’Udinese – al termine di una partita gagliarda – ci era quasi riuscita. Avrà pensato questo Luca Gotti, allenatore dei friulani, al termine del match perso per 3-2 alla Dacia Arena; i bergamaschi, soprattutto quando tengono certi ritmi, sono ingiocabili, e proprio per questo Gotti si tiene la prestazione incoraggiante sperando possa far morale per il futuro. Di certo, se l’Udinese è rimasta in partita così tanto, grosso del merito va ascritto all’ennesima prova di Juan Musso.

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Il portiere argentino, soprattutto nel primo tempo, ha tenuto a galla la squadra sfoderando almeno un paio di parate decisive. La più bella è sicuramente quella sul Papu Gomez, quando il risultato era ancora fermo sullo 0-0: dopo aver respinto sulla propria destra un tiro da fuori area, Musso devia in angolo un tracciante a effetto di Gomez, mettendolo a lato con la mano di richiamo. La faccia dell’atalantino dice tutto: lo sbigottimento è scontato, perché da lì è molto più facile metterla dentro che sbagliarla. E invece, davanti alla montagna argentina, anche un giocatore di classe come il 10 bergamasco si è trovato spiazzato.

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I numeri stagionali di Juan Musso

Quelli mandati in archivio contro l’Atalanta sono solo gli ultimi pezzi di bravura griffati Juan Musso, uno dei portieri che – numeri alla mano – può tranquillamente essere inserito tra i migliori interpreti del ruolo di tutta la Serie A. Se andiamo ad analizzare le statistiche messe insieme dall’estremo difensore dell’Udinese, scopriamo che complessivamente soltanto Gabriel, Berisha, Sirigu e Sepe hanno numeri di poco superiori ai suoi per quanto riguarda il numero delle parate effettuate

Inoltre, Musso gioca nella sesta squadra per percentuale di tiri subiti, il che ne sottolinea anche la bravura sotto pressione. Infatti, per ben 9 volte l’argentino ha mantenuto la porta inviolata, alla pari di Silvestri e Strakosha, e solo una volta in meno rispetto a Donnarumma e Szczesny. Prestazioni che hanno la portato l’Udinese a non subire gol per il 32.1% delle volte, il dato migliore tra le squadre che attualmente occupano le parti basse della classifica.

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Una stagione da incorniciare

Pochi giorni prima di tornare in campo post lockdown, Juan Musso aveva pubblicato un messaggio sui propri account social nel quale celebrava i tre anni dal suo esordio con il Racing Avellaneda. L’Academia lo ha lanciato credendo fortemente in lui, per poi incassare 4 milioni di euro nell’estate del 2018. A posteriori, forse troppo pochi, soprattutto per l’ascesa precoce del portiere dal momento in cui ha messo piede in Friuli.

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Il primo anno, dopo un paio di mesi di apprendistato, si è preso il posto da titolare senza più lasciarlo. Era fine ottobre, e Musso difese per la prima volta la porta dell’Udinese al posto di Karnezis, da quel momento scalzato e mai più capace di soverchiare le gerarchie. In questa stagione invece si è consacrato, conquistandosi – grazie a prove sempre più convincenti – anche la maglia della nazionale. Davvero un successo, se consideriamo che il ragazzo originario di San Nicolas ha giocato a basket fino a 14 anni: “L’idea di prendere il pallone con le mani nasce da lì”, ha raccontato a La Gazzetta dello Sport.

Poi l’approdo al Racing, che nel longilineo ragazzo intravede potenzialità importanti. L’Udinese gli ha permesso di sgrezzarsi in alcuni particolari sui quali palesava ancora qualche problema. Per esempio, ha svolto lavori mirati al miglioramento delle uscite e delle prese basse, in modo tale da rimpinguare ulteriormente il proprio bagaglio tecnico. L’impressione, dunque, è quella di essere davanti a un ragazzo che, a 26 anni, sia finalmente pronto a fare il grande salto.

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Inter o Milan: le prospettive di mercato

Juan Musso, com’è naturale che sia, ora piace a tanti. L’Inter per mesi lo ha messo al centro di alcuni discorsi con l’Udinese, che riguardavano anche Rodrigo De Paul. Al momento le parti si sono lasciate con un generico ‘ne riparliamo’, ma i nerazzurri – alla ricerca del post Handanovic – continueranno a monitorare la situazione legata al portiere argentino. Va detto che, fino a quando il numero 1 sloveno continuerà a giocare, difficilmente Musso potrà trovare spazio in nerazzurro.

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E così anche Juventus e Milan hanno preso informazioni. I rossoneri, in particolare, devono fare i conti con la questione Donnarumma: il portiere non ha ancora rinnovato il suo contratto che attualmente scade nel 2021 e, con un’eventuale cessione di Gigio, il Milan avrebbe in cassa i soldi per sorpassare l’Inter e accontentare l’Udinese. Che, per cedere il proprio portiere, chiede di vedersi corrisposti i 35 milioni di euro di clausola rescissoria.

L’impressione è che comunque i friulani abbiano trovato l’ennesima gallina dalle uova d’oro. La plusvalenza potenziale è altissima e il sostituto – Agustin Rossi, portiere in orbita Boca Juniors – già pronto per essere ufficializzato. In attesa di capire come finirà la stagione, Musso sfoglia la margherita delle possibilità in vista della prossima sessione di calciomercato. Ma prima, c’è l’Udinese da salvare. E le sue parate, ancora una volta, saranno decisive.

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