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Fonte: Instagram @alfredo_donnarumma

Le poche speranze di salvezza del Brescia dipendono da Alfredo Donnarumma, tornato al gol dopo nove mesi fatti di tanti bassi e pochi alti.

Quattro gol nelle prime cinque partite, poi un lungo digiuno durato tanto, troppo tempo, e terminato con il calcio di rigore realizzato all’Artemio Franchi contro la Fiorentina. In attesa di capire se l’annata del Brescia possa avere almeno una svolta parziale, potrebbe riassumersi così la stagione di Alfredo Donnarumma, centravanti delle Rondinelle tornato a gonfiare la rete dopo circa nove mesi di nulla. Certo, in mezzo c’è stato un lungo e triste lockdown, ma la punta campana già prima della sosta sembrava incappata in un tunnel senza uscita.

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Donnarumma, il Brescia ritrova il suo bomber

Il punto di Firenze fa animo ma non classifica: la situazione del Brescia non è propriamente rosea e la retrocessione sembra solo questione di tempo. Tuttavia, Donnarumma rappresenta uno dei pochi spiragli ai quali aggrapparsi in vista di questo rush finale. Come dimostrato a inizio campionato, il bomber di Torre Annunziata ha un buon feeling con il gol e il suo impatto con la massima serie non era stato affatto male. Per questo Eugenio Corini lo aveva incoronato come proprio referente offensivo, in una formazione che lo scorso anno in B aveva dominato.

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La vittoria di Cagliari, all’esordio, porta la sua firma, così come la prima doppietta della squadra dal ritorno nella massima serie, segnata contro il Bologna in un match giocato bene, ma perso per colpa dell’ingenua espulsione di Dessena. L’ultimo acuto invece è arrivato con la Juventus, alla quinta giornata: ai tempi il Brescia sembrava comunque una squadra sul pezzo, in grado prima o poi di tirarsi fuori dai meandri della bassa classifica.

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Una coesistenza complicata: il fattore Balotelli

Se non che in estate il presidente Cellino ha operato una scelta molto coraggiosa: per puntellare la rosa che aveva dominato in B, il numero uno del club ha portato in città il figliol prodigo Mario Balotelli. L’intenzione era quella di migliorare ulteriormente il peso specifico del reparto offensivo ma, come troppo spesso accade, mettere troppi galli in un pollaio è una strategia che ti si può ritorcere contro. E così è andata: per far giocare Balotelli, prima Corini e poi Grosso hanno spesso sacrificato Donnarumma, che nelle ultime 20 partite soltanto due volte è stato impiegato per 90 minuti.

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Poco, quasi nulla se pensiamo all’apporto dato dal centravanti durante la scorsa stagione, quando si è laureato bomber principe della serie cadetta segnando 27 gol in 34 apparizioni. E se l’anno prima a Empoli aveva già dimostrato di avere grande feeling con la porta avversaria, Brescia ha rappresentato quell’opportunità di mettersi in gioco in Serie A, dopo averci volutamente rinunciando dicendo addio alla cittadina toscana.

Va detto che, almeno in alcune occasioni, Corini ha anche provato il tandem offensivo composto da Donnarumma e Balotelli, senza però ottenere risultati. Il primo è un bomber che necessita di giocare fronte alla porta, il secondo un calciatore completamente inadatto a sacrificarsi per una squadra che deve salvarsi con la unghie e con i denti. Ma Super Mario, contrariamente al compagno, si porta dietro anche situazioni extracampo che vanno gestite a modo. E a pagarne è stato il 29enne ex Empoli.

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Un nuovo acquisto per il rush finale

Ora però le cose sono cambiate. Balotelli è praticamente un separato in casa e lì davanti il posto si è definitivamente liberato. Già durante la scorsa stagione, Donnarumma aveva sviluppato un’ottima intesa con Ernesto Torregrossa, il quale si era ritagliato uno spazio importante da suggeritore. Ma Corini non c’è più, quindi tocca a Diego Lopez studiare una squadra che possa almeno togliersi qualche soddisfazione.

Nel frattempo, per Donnarumma si aprono scenari di mercato molto interessanti. Qualora il Brescia dovesse retrocedere, il centravanti avrebbe comunque le carte in regola per rimanere al piano di sopra, ma non è escluso che possa accettare la ricca offerta del Monza. In Brianza troverebbe una maglia da titolare e la quasi sicurezza di tornare in A dalla porta principale, scollandosi di dosso l’etichetta di bomber di cadetteria. Ma prima, c’è una stagione da salvare.

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