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Il focolaio Covid in Nazionale è stato sottovalutato

Sarebbero 27 i contagiati per il focolaio Covid in Nazionale, tra giocatori e membri dello staff. Un problema emerso la sera del 31 marzo ma ampiamente sottovalutato da tutti

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Nuove positività in Serie A sono emerse nella giornata di lunedì 5 aprile, con un comune denominatore: si tratta di giocatori che, nelle settimane precedenti, erano stati aggregati alla Nazionale maggiore di Roberto Mancini, nel cui staff erano emersi quattro contagi.

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In pochi giorni, sono stati trovati sette giocatori azzurri positivi al Covid-19, confermando i timori iniziali di un focolaio scoppiato all’interno della Nazionale. E sul quale i club della Serie A e anche la Lega sarebbero stati purtroppo molto superficiali.

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Focolaio Covid Nazionale: cos’è successo

Mercoledì 31 marzo, poco dopo la terza partita degli Azzurri nelle qualificazioni mondiali contro la Lituania, una nota della FIGC aveva reso pubblica la positività al Covid-19 di quattro membri dello staff del ct Mancini, tra cui Daniele De Rossi e Guanluca Vialli. Il primo di essi aveva accusato dei sintomi già la mattina di martedì, allertando i medici dell’Italia.

Il giorno seguente, mentre i giocatori stavano rientrando per giocare con i club nel weekend, si è scoperta anche la positività dello juventino Bonucci, che ha fatto sospettare l’esistenza di un cluster interno alla Nazionale.

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A questo punto, il Sassuolo aveva deciso di compiere una decisione importante, rinunciando a ben quattro giocatori (Berardi, Locatelli, Caputo e Ferrari) che avevano fatto parte della rosa di Mancini, a scopo puramente precauzionale. Non è la prima volta che il Sassuolo dimostra una certa sensibilità sul tema Covid: finora, è l’unico club di Serie A che ha accettato, per ben due volte, di accordarsi con l’avversario sul rinvio di una partita, invece di costringerlo a utilizzare l’unico bonus disponibile.

Nessun altro club in Serie A, di fronte al rischio del focolaio in Nazionale, ha preso la stessa decisione. Nel frattempo, venerdì sera veniva comunicata anche la positività di Verratti, e il PSG decideva di escludere dalla sfia col Lille anche Florenzi. In Bundesliga, il Friburgo faceva lo stesso con Grifo.

Focolaio Covid Nazionale: le nuove positività

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Sabato la Serie A ha giocato regolarmente, e tutti i nazionali, ad esclusione dei contagiati e dei giocatori del Sassuolo, erano in campo o in panchina. Poi, nella giornata di lunedì 5 aprile, le cose sono improvvisamente cambiate: alla lista dei positivi si sono aggiunti in poche ore Florenzi, Grifo, Sirigu e Cragno. Per il portiere del Cagliari, c’è un comunicato ufficiale della società, mentre il collega del Torino è stato identificato dalla RAI, anche se non confermato dal club.

Se i primi due, che giocano all’estero, sono stati precauzionalmente messi in isolamento, gli altri si sono allenati con i rispettivi club e sono scesi normalmente in campo contro Juventus e Verona. Con il rischio, quindi, di aver infettato altri compagni di squadra e forse pure gli avversari. Nella mattinata di martedì 6 aprile, alla lista dei contagiati si è aggiunto anche Bernardeschi, nazionale sceso anche lui in campo nel derby di sabato.

Nella giornata di mercoledì 7 aprile, è stata scoperta una nuova positività tra gli Azzurri: quella di Matteo Pessina dell’Atalanta, che era sceso in campo in tutte e tre le partite dell’ultima pausa delle nazionali e sabato aveva giocato dal primo minuto contro l’Udinese in campionato. Venerdì 9 aprile, le condizioni di De Rossi hanno portato a un recovero all’ospedale Spallanzani di Roma.

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Sabato 10 marzo, La Repubblica ha scritto che il totale dei contagiati dal focolaio in Nazionale era salito a 27 persone, contando i giocatori e i vari componenti dello staff, dai fisioterapisti ai dirigenti al personale tecnico, fino ad alcuni operatori tv. La FIGC non ha ancora aperto nessuna indagine interna per capire come e quando si sia rotta la “bolla” degli Azzurri.

Focolaio Covid Nazionale: la sottovalutazione della Serie A

Attualmente sono 8 i giocatori azzurri che sono risultati positivi dopo l’ultima sosta delle nazionali, oltre ai vari membri dello staff: abbastanza per affermare il tanto temuto cluster è scoppiato sul serio. Le avvisaglie c’erano tutte, e stupisce come i club del massimo campionato italiano, con la sola eccezione del Sassuolo, abbiano cercato di ignorare il problema. Cosa che non hanno fatto, invece, le società straniere con degli azzurri in rosa.

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Tutto ciò rappresenta un problema anche per la Lega Serie A e la FIGC, che in questa stagione sono stati spesso impegnati in polemiche coi club sul protocollo Covid, peraltro ormai in gran parte superato dalla giurisprudenza. Forse, visto il rischio di un focolaio in Nazionale, si sarebbe dovuto imporre l’isolamento precauzionale degli azzurri, invece di lasciare la decisione alla sensibilità delle singole società.

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Valerio Moggia
Valerio Moggia
Nato a Novara nel 1989, è il curatore del blog Pallonate in Faccia, ha scritto per Vice Italia e Rivista Undici, e collabora con la rivista digitale Linea Mediana.

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