Quello delle ultime due settimane è un periodo un po’ strano: si parla di calciomercato, di visite mediche, di accordi fatti e presentazioni, eppure il campionato va, e prosegue con il suo calendario. Effettivamente ci avevano avvisato che sarebbe potuto andare così, un’estate fra l’ombrellone in spiaggia e  lo smartphone per guardare le partite; il tutto, però, condito dal mercato, con trasferimenti boom tipo Arthur alla Juve.

Il centrocampista brasiliano ha svolto oggi le visite mediche a Torino e nei prossimi giorni, quando Juventus e Barcellona avranno trovato l’accordo definitivo, si ufficializzerà lo scambio tra i due giocatori. Pjanic saluterà la Juve dopo quattro anni top, mentre Arthur, dopo due sole stagioni al Camp Nou, lascia per trasferirsi in un altro club mondiale: e probabilmente, il suo lavoro non cambierà molto.

JUAN MUSSO, IL PORTIERE E’ LA FUTURA PLUSVALENZA DELL’UDINESE

Arthur alla Juve non cambia ruolo, Bentancur si

Maurizio Sarri aveva costruito un grande Napoli, fatto di corsa e tecnica, di velocità e sostanza. E in quella squadra che arrivò due volte (su tre campionati) seconda dietro alla Juve, un fattore importante furono le qualità di Allan. Il brasiliano era una mezzala fondamentale per Sarri, capace di strappi in progressione per la manovra offensiva, e recupera palloni d’autore in quella difensiva. E l’altro brasiliano in arrivo, Arthur, sarà incaricato delle stesse mansioni.

ARTHUR ALLA JUVE, SCAMBIO EQUO CON PJANIC?

L’addio di Pjanic è un segnale chiaro: Bentancur è pronto. L’uruguaiano dopo tre anni di praticantato di livello ha riscosso i consensi e la maturità per giocare al centro del campo da playmaker titolare, con licenza di impostazione e autentico game changer della manovra bianconera. In questo quadro tattico, Arthur andrebbe a giocare affianco a Bentancur come mezzala, assistendo il collega sudamericano sia per gli scambi che per schermare gli avversari. Un ruolo che dopo le importanti stagioni al Gremio di Renato Portaluppi, come mediano d’interdizione, ha rinnovato in chiave europea a Barcellona.

Alla Juve lavorerebbe come Allan nel vecchio Napoli di Sarri. Tra l’altro, con un piede anche più educato. Nell’ultima Liga, Arthur ha concluso il campionato con una media di 93,4% di precisione nei passaggi, seconda in squadra solo a Umtiti (94,5). Di piccolo taglio ma agile, Arthur ricorda molto nei movimenti Allan, anche se l’ex Udinese può ritenersi migliore nella fase di interdizione rispetto al collega ex Gremio. Oltretutto Arthur è più lucido e preciso nelle operazioni di costruzione, e inoltre, ha corsa e resistenza da vendere. Appunto, una straordinaria copia di Allan.

BENZEMA, L’EPICENTRO DEL REAL MADRID: UN’ALTRA MAGIA

Gli ultimi mesi di Arthur a Barcellona

 

Arthur
Arthur con Ernesto Valverde (fonte foto: profilo Instagram di Arthur Melo)

Nel luglio 2018, il Barcellona pagò 31 milioni di euro il passaggio di Arthur dal Gremio, con cui aveva vinto – mettendosi in luce – la Copa Libertadores nel 2016. In Spagna esordì alla grande, e i suoi primi mesi lo evidenziarono come un craque della Liga. Valverde lo esaltò come mezzala affianco Busquets e sia in Spagna che in Champions le sue prestazioni furono incantevoli.

Arthur alla Juve è la fine di un sodalizio fra il brasiliano e il Barcellona che ha perso smalto nell’ultima stagione. Un’annata, quella in corso, in cui tutti in Catalogna hanno sofferto le difficoltà interne (l’house of cards dirigenziale e le scelte tecniche meriterebbero una ben più lunga letteratura), e Arthur stesso è stato trascinato nel grigiore degli ultimi mesi. Finora, in stagione ha giocato 28 partite in totale, ma con Setién non si è rinnovata la fiducia che invece gli aveva pubblicamente confessato Valverde, rendendolo un profeta del suo calcio.

IDEE, SCOUTING E COMPETENZE: IL MODELLO SALISBURGO

Di queste 28 presenze presenze, frastornate anche da un infortunio all’osso pubico fra dicembre e gennaio, 16 partite le ha giocate con Setién, ma solo 6 dal primo minuto. Anche nell’ultimo pareggio al Balaidos contro il Celta Vigo, Arthur ha giocato soltanto quattro minuti. Con due gol stagionali – uno in Liga e l’altro in Copa del Rey -, quindi, la prima avventura europea si concluderà con un bilancio sicuramente positivo, perché comunque, rimane un top player di 23 anni.

L’unica incognita del passaggio di Arthur alla Juve sarà il suo adattamento con il gioco di Sarri (sempre che il tecnico toscano rimanga allo Stadium per un’altra stagione) e l’affinità con una rosa di livello. Dunque Arthur non prenderà il posto di Pjanic, ma sarà un personaggio sicuramente più sarrista delle mezzali presenti attualmente in rosa. L’arrivo di Arthur a Torino sembra proprio essere una conferma decisiva della volontà della dirigenza di investire nel nuovo progetto con Maurizio Sarri.

INFORTUNIO BROZOVIC: I TEMPI DI RECUPERO