Cosa sta succedendo con la cessione della Salernitana

La Salernitana ha presentato una proposta di trust alla FIGC, che però è stata bocciata perché ritenuta troppo vicina a Lotito

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Rischia di consumarsi un altro tipico caso da calcio italiano: la proposta di trust presentata dalla Salernitana per affidare il club a una nuova amministrazione e avere più tempo per la cessione definitiva è stata rifiutata dalla FIGC, che ora ha fissato una nuova scadenza alle 20.00 di sabato 3 luglio.

Il caso della Salernitana, che condivide di fatto la stessa proprietà della Lazio, è noto da tempo, ma si è concretizzato come problema solo dopo la promozione del club campano in Serie A, ufficializzata la scorso 10 maggio. E, a poco più di un mese dall’inizio del campionato, ancora non è chiaro quale sarà il futuro della società.

Lotito e la Salernitana

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Il 17 maggio, dopo una riunione federale, la FIGC aveva comunicato alla Salernitana che ci sarebbe stato tempo fino al 25 giugno – cioè, oltre un mese dopo – per cedere la società a qualcuno non direttamente collegato a Claudio Lotito. Il club è infatti controllato al 50% dalla Omnia Service di Enrico Lotito e per la restante parte dalla Morgenstern di Marco Mezzaroma, rispettivamente figlio e cognato del presidente della Lazio.

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Fonte: @ussalernitana1919official (Instagram)

I regolamenti della FIGC stabiliscono che non possano competere nella stessa categoria due squadre le cui proprietà sia collegati da stretti legami di parentela, vale a dire fino al quarto grado. Nell’estate del 2018, Mezzaroma aveva detto che la questione era “un falso problema”, e un anno dopo lo stesso Lotito aveva aggiunto che “le norme non sono scritte nella pietra, si possono cambiare”.

Chi sarà il nuovo proprietario della Salernitana?

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Fino all’ultimo giorno disponibile, la strategia di Lotito e Mezzaroma era sembrata quella di voler ricercare lo scontro con la FIGC: il tema della multiproprietà è stato snobbato per anni, e anche quando la Salernitana ha ottenuto la promozione in Serie A, i due imprenditori non hanno dato l’impressione di preoccuparsi più di tanto per le sorti del club.

Nelle ultime settimane, molti nomi erano stati avvicinati alla società campana: tra i principali, si è parlato di Andrea Radrizzani, proprietario del Leeds, di Maurizio Mian, ex-controverso proprietario del Pisa, ma anche del fondo arabo Bin Zayed Group. Quest’ultimo, assieme al fondo statunitense Blue Sky (legato a Elliot, che possiede il Milan), avrebbe fatto un’offerta da 50 milioni di euro, mentre per Radrizzani si era parlato addirittura di 72 milioni.

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Nessuo di questi accordi è mai andato a buon fine, e non è chiaro se le trattative con questi soggetti siano mai stati ufficialmente aperte: il 23 giugno, un comunicato del club smentiva addirittura l’esistenza di contrattazioni per la vendita della Salernitana. Infine ha prevalso la soluzione che fin da subito era sembrata la più facilmente percorribile: quella del trust, cioè quella di un gruppo fiduciario indipendente che dovrà traghettare il club verso la cessione vera e propria, da concretizzare entro il gennaio 2022.

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Fonte Immagine: @reggiobarisalernoofficial (Instagram)

Perché è stata riufiutata la proposta del trusta della Salernitana

Nella sera di venerdì 25 giugno, la Salernitana ha avanzato la sua proposta, perché venisse valutata e approvata dalla FIGC e dai suoi legali. Il dubbio principale ruotava attorno al fatto che il trust potesse essere affidato a persone molto vicine a Lotito e Mezzaroma, una sorta di prestanome utili a non cambiare l’attuale situazione societaria del club campano.

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Del trust, nelle prime ore, si era saputo solo che sarebbe stato guidato dal generale Ugo Marchetti della Guardia di Finanza. La FIGC ha però bocciato la proposta “in virtù del processo di scelta delle persone componenti del trust e delle regole previste nella gestione dello stesso, non sia un vero e proprio blind trust“. Il problema sembra essere dovuto al fatto che Marchetti era già indicato come legato a Lotito, che nel 2017 lo aveva candidato alla presidenza della Lega Serie A.

In questa situazione così delicata, il Benevento ha già fatto richiesta di ripescaggio in Serie A, e il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli ha dichiarato che si impegnerà perché la squadra possa vedersi il riconosciuto il diritto a giocare nel massimo campionato italiano nella prossima stagione, dicendosi pronto “anche ad iniziative legali ed istituzionali in ogni sede e con tutti gli strumenti disponibili”.

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