Uruguay
Fonte: Instagram @facu_pellistri

Il ritorno in campo in Uruguay anticipa di qualche giorno l’apertura del calciomercato. A Montevideo e dintorni si preparano a sacrificare i loro talenti

La ripresa del calcio in Uruguay ha portato in dote una delle partite più sentite dell’intero continente sudamericano. All’Estadio Centenario di Montevideo, in un’atmosfera surreale, si è giocato clásico tra Nacional e Peñarol, match valido per la quarta giornata del Torneo Apertura ripreso pochi giorni fa dopo la lunga sosta dovuta al lockdown prolungato.

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La partita è finita 1-1, con il Manya capace di rimontare l’iniziale vantaggio del Bolso nonostante l’inferiorità numerica, e impattando la gara grazie a un gol segnato nel finale da David Terans. La rete del momentaneo 1-0 invece l’aveva siglata Gonzalo Bergessio, vecchia conoscenza del calcio italiano, nonché uno dei bomber massimi del calcio locale.

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Uruguay, una fucina di talenti

La copertina della serata però se la sono presa ancora i giovani talenti presenti in campo. Entrambe le squadre, soprattutto dopo i recenti e rispettivi restyling – dovuti, in primis, a necessità economiche -, hanno messo in mostra diversi calciatori che, molto probabilmente, saranno destinati a infiammare le prossime sessioni di calciomercato.

Non necessariamente con l’Europa, questo va premesso, perché ultimamente si è ulteriormente potenziato un filo diretto tra Uruguay e Messico molto saldo. Poche ore fa, per esempio, è stato ufficializzato il passaggio ai Pumas di Facundo Waller, centrocampista centrale che il Plaza Colonia, dopo averlo promesso proprio al Nacional, ha speditò qualche chilometro più a nord dietro cospicuo pagamento.

Nacional e Peñarol invece cercano di mantenere il più possibile i loro gioiellini in squadra, per valorizzarli al massimo e poi piazzarli altrove a cifre importanti, in grado di sistemare le sempre bisognose casse societarie. Così, anche il clásico di domenica sera si è rivelata l’occasione per vedere all’opera alcuni dei ragazzi più interessanti dell’intera America Latina.

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Facundo Pellistri, il gioiello del Peñarol

Facundo Pellistri è il nuovo prospetto in rampa di lancio se si parla di giovani uruguayani. La sua esplosione è stata rapida e travolgente, alla pari di un ciclone che si abbatte improvvisamente sulle coste dell’affascinante Montevideo. A lanciarlo in prima squadra ci ha pensato Diego Forlan, uno che di talento se ne intende, dopo averlo tenuto d’occhio per più di sei mesi quando il pibe giocava con la Reserva del Carbonero.

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Classe 2001, Pellistri nell’ultimo anno è già stato accostato a diverse big d’Europa, infiammando le voci di calciomercato. Una su tutte, il Manchester City, che di recente lo avrebbe voluto regalare a Guardiola.

In realtà il Peñarol vuole aspettare almeno fino al 2021 prima di liberarsene, in modo tale da fargli accumulare ancora un po’ di esperienza. Esterno destro offensivo con colpi da trequartista tutto estro e fantasia, Pellistri – nonostante la giovane età – è concreto e letale negli ultimi metri, tanto da farsi apprezzare anche in zona gol.

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Nelle 26 apparizioni collezionate fino a oggi, ‘Facu’ ha segnato 1 gol e messo a referto 3 assist, ma l’impressione è che il ragazzo nato in periferia abbia ampissimi margini di miglioramento.

La tecnica, l’abilità nel dribbling e lo spunto nel breve ne fanno un profilo altamente competitivo già da oggi, con il Peñarol che spera – grazie a quella grande vetrina chiamata Copa Libertadores – di riuscire definitivamente a consacrarlo.

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Neves e molto altro: la risposta del Nacional

Se Pellistri è la nuova Stella Polare attorno alla quale ruoterà il futuro prossimo del Peñarol, sull’altra sponda di Montevideo non possono di certo lamentarsi per il lavoro che il tecnico Munua sta portando avanti. Con lui sono saliti in prima squadra diversi prospetti di ottimo livello. Per esempio, nel derby ha disputato una grande prestazione Gabriel Neves, mezzala destra classe 1997 dalle grandi doti tecniche.

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Sul centro-sinistra, invece, si è messo in mostra Felipe Carballo, di un anno più vecchio, il cui cartellino appartiene già al Siviglia che, per fargli accumulare esperienza, lo ha lasciato a maturare in Uruguay. Sia Neves che Carballo hanno fatto parte di tutte le nazionali giovanili charrua e, attualmente, sono finiti sotto la lente di ingrandimento di Oscar Tabarez, pronto a chiamarli non appena si metteranno in luce anche all’estero.

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Molto interessante anche Mathias Laborda, 21 anni, difensore centrale che sta trovando sempre più spazio tra i titolari. Può giocare indifferentemente in una linea a tre o a quattro, mettendo a disposizione solidità, presenza fisica e una buona dose di ruvidità che non guasta mai.

Sempre in difesa, Munua ha lanciato Agustin Oliveros, terzino sinistro del 1998 che piace a Porto e Benfica. Infine, con i suoi 20 anni appena compiuti, merita una menzione Santiago Rodriguez, mezzapunta di grande qualità, tecnico e devastante tra le linee.

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Calciomercato Uruguay: i talenti delle altre

Una breve panoramica in ottica calciomercato la meritano anche le altre partecipanti alla Primera Division uruguayana. In tema difensori, va monitorata la crescita di Agustin Heredia (1997), centrale del Cerro Largo e uno dei migliori centrali della scorsa stagione assieme ad Emanuel Gularte, che nell’ultima sessione di calciomercato ha lasciato il Progreso per andare in Messico al Puebla.

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Il River Plate invece ha sfruttato la crescita fulminante di Matias Arezo, attaccante che compirà 18 anni solo a novembre ma già capace di prendersi la titolarità nei Darseneros. Il classe 2002 di La Florida ha già segnato 7 gol in 27 apparizioni e, secondo la stampa locale, sarebbe finito nel mirino di alcuni club portoghesi. Occhio anche a Luciano Boggio, trequartista fresco 21enne del Defensor Sporting, e Alexander Machado, punta del Cerro.

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Chiudono la carrellata i giovanissimi Juan Gutierrez (2002), attaccante del Danubio, Manuel Ugarte (2001), mediano e leader del centrocampo del Fenix, e Rodrigo Piñeiro, il cui cartellino negli ultimi anni è stato fatto girare dal fondo di investimento che lo gestisce. Nato nel 1999, Piñeiro può ricoprire ogni ruolo sul fronte offensivo. E, secondo i beninformati, è anche uno degli uruguayani con più potenzialità inesplose.

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