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Fonte: Instagram @celticfc

La Scottish Premier League è ripartita da dove si era interrotta: nel dominio del Celtic spiccano i gol di Edouard, che però non è l’unico talento in rampa di lancio degli Hoops

Un 5-1 all’Hamilton tanto per cominciare e per mettere in chiaro che, anche quest’anno, chi vorrà vincere la Scottish Premier League dovrà fare i conti con il Celtic. I campioni in carica esordiscono con una goleada contro una squadra il cui undici sfiorava i 22 anni di età media, in un match dominato in lungo e in largo grazie principalmente alle giocate del manipolo di talenti che la società ha portato di recente in quel di Glasgow,

Sono tanti e sono forti. Molto forti, a tal punto che a breve potrebbero diventare protagonisti sul mercato. Non appena la finestra dei trasferimenti verrà riaperta, la sensazione è che l’assalto ai gioielli del Celtic possa essere molto aggressivo, viste le tempistiche ristrette per il rafforzamento delle rose in un periodo abbastanza particolare per lo sport e per il calcio.

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Così il Celtic potrebbe perdere diversi pezzi importanti per lo scacchiere tattico di Neil Lennon. In primis, c’è una reale preoccupazione per quello che sarà il futuro di Odsonne Edouard, attaccante francese arrivato dal PSG e subito impattante in un contesto calcistico decisamente mediocre. Edouard, tripletta alla prima stagionale, ha vinto la scorsa classifica dei cannonieri in SPL e, di recente, ha ricevuto diversi apprezzamenti dall’Inghilterra.

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Arsenal e Crystal Palace avrebbero chiesto informazioni sul classe 1998, pagato solo un anno fa circa 10 milioni di euro, che oggi varrebbe almeno il doppio della cifra investita per strapparlo alla compagine parigina.

Soldi che, ovviamente, al Celtic farebbero più che comodo, in modo tale da poter risistemare i conti del club e intervenire ulteriormente in entrata. Rinunciare a Edouard però significa cedere almeno una ventina di potenziali gol stagionali, 63 complessivi in poco più di 100 presenze. Il che, vista la crescita dei Rangers, è un bel rischio.

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Sulla fascia corre Frimpong

Jeremie Frimpong è invece una delle genialate della dirigenza del Celtic. Gli Hoops lo hanno pescato nella squadra riserve del Manchester City, che a sua volta lo aveva bloccato giovanissimo strappandolo ai rivali cittadini dello United. Classe 2000, Frimpong è di nazionalità olandese ma discendente di famiglia ghanese, trasferitasi in Inghilterra quando ancora il ragazzo era molto piccolo. Entrato nell’academy dei Citizens, in Scozia ha trovato spazio per emergere.

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Frimpong è un terzino destro che fa della rapidità una delle sue armi migliori. Contro l’Hamilton ha anche trovato il primo gol stagionale al termine di un’azione sviluppatasi sulla fascia opposta, che lui stesso ha seguito partendo dalla metà campo difensiva. Poi, una volta in area di rigore, ha dovuto solo spingere in porta il pallone. Il Celtic, che lo ha pagato solo 380mila euro, potrebbe realizzarci su una delle plusvalenza più ricche della propria storia.

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Jullien – Ajer, dietro non si passa

Sempre parlando di come il Celtic ha riorganizzato la propria retroguardia, una menzione d’obbligo la meritano i due difensori centrali. Cristopher Jullien, arrivato un anno fa dal Tolosa, non è più giovanissimo – ha 26 anni – ma di certo, se dovesse continuare così, un’opportunità in qualche campionato top potrebbe guadagnarsela senza problemi. I suoi 196 centimetri di altezza lo rendono imbattibile nel gioco aereo, completando un profilo dallo stile ruvido e spigoloso.

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Più elegante invece è Kristoffer Ajer, norvegese classe 1998 che di recente è stato avvicinato dal Milan. Il centrale della nazionale scandinava è cresciuto molto durante la stagione scorsa, durante la quale ha messo insieme la bellezza di 49 presenze. Il suo contratto scade nel 2022 e questo lo rende molto appetibile sul mercato. Rapido e veloce nonostante i 198 centimetri di altezza, spicca per l’ottima tecnica di base e la capacità di muovere il pallone. Per questo il Milan lo ha individuato come papabile rinforzo per il restyling in difesa.

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Un serbatoio di talento

Meritano una breve menzione anche altri calciatori che il tecnico Neil Lennon sta utilizzando, più o meno con continuità. Per esempio, tra i profili più interessanti del Celtic troviamo il terzino sinistro congolese Boli Bolingoli, classe 1995 diventato famoso in Europa League dopo le ottime prestazioni con il Rapid Vienna. Poi ci sono il suo coetaneo Ryan Christie, trequartista col vizio del gol, secondo marcatore della stagione scorsa dopo Edouard, e la punta classe 2003 Karamoko Dembélé.

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In attacco, contro l’Hamilton ha infine esordito e segnato il centravanti polacco Patryck Klimala, 22 anni, acquistato nello scorso mese di gennaio dallo Jagiellonia. Potrebbe essere lui il cavallo sul quale puntare in vista della probabile cessione di Edouard, per un Celtic sempre alla ricerca dell’occasione proveniente dall’est Europa. Lennon, il cui calcio fisico e offensivo ha attecchito in maniera efficace, ha a disposizione un gruppo dalle ottime prospettive, che gli permette di guardare al futuro con profondo ottimismo.

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