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Fonte: Instagram @houssem_aouar

Houssem Aouar è solo uno degli ultimi prodotti del sempre florido settore giovanile del Lione. Che adesso si sfrega le mani in vista della prossima plusvalenza

La fotografia finale di Juventus – Lione, partita valida per l’accesso ai quarti di finale di Champions League, è sicuramente l’abbraccio al centro del campo tra Rudi Garcia e Houssem Aouar.

Da una parte la mente, l’architetto, lo stratega francese capace di incartare il match a Maurizio Sarri; dall’altra, invece, il giocatore simbolo di un Lione che, negli ultimi anni, si è visto più volte rinnovato nelle idee e, soprattutto, negli uomini.

Aouar ha sfoderato una delle prestazioni migliori della sua stagione, dando seguito alle ottime cose fatte vedere pochi giorni fa, nella finale di Coppa di Francia contro il PSG.

Centrocampista particolarmente completo, il francese è l’ennesima dimostrazione di come, a livello di settore giovanile, il Lione abbia decisamente poche rivali al mondo. E il fatto che ora il ragazzo, nato in un sobborgo della città, possa portare l’ennesima plusvalenza nelle casse di Aulas, ne è la fedele dimostrazione.

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Aouar, il talento che ha stregato tutti

La partita contro la Juventus ha permesso ad Aouar, se ancora ne avesse avuto bisogno, di mettersi ulteriormente in mostra a livello internazionale. I suoi movimenti tra le linee, i pochi riferimenti dati alla difesa bianconera – che, spesso, sui suoi tagli si vedeva costretta a uscire lasciando spazi per gli inserimenti avversari – e la qualità tecniche delle sue giocate hanno fatto stropicciare gli occhi un po’ a tutti.

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Anche, per esempio, ai maggiori quotidiani italiani, tutti concordi che la prestazione del classe 1996 lionese sia stata almeno da 7 in pagella. Da una sua iniziativa è nata l’azione che ha portato al calcio di rigore poi trasformato da Depay, ma più in generale Aouar ha messo i piedi in ogni momento clou del match. Giocate anche semplici, ma mai banali, come quando dopo il 70esimo è partito palla al piede seminando avversari e permettendo al Lione di risalire il campo per respirare un po’.

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Oggetto del desiderio

Questi, e molti altri, sono i motivi per i quali Aouar è conteso da mezza Europa. La stessa Juventus, guarda un po’ a volte il caso, lo ha seguito a più riprese per poi mollarlo – forse – definitivamente. D’altronde il Lione è una bottega molto cara, che solo un’estate fa si era permessa di vendere Tanguy Ndombele per oltre 60 milioni di euro. Pensate a cosa potrebbe succedere se si andasse a bussare alla porta di Aulas.

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Infatti, secondo la stampa francese, il club chiederebbe almeno 60 milioni di euro per liberarsi del suo cartellino, anche se – con i prezzi che girano attualmente – sarà molto facile trovare un club di Premier League pronto a fare follie per portarselo a casa. Ma Aouar, almeno per ora, vola basso: “Valuterò con calma il mio futuro”, aveva dichiarato qualche giorno fa. Consapevole che, in Inghilterra, Arsenal e Manchester City sono pronti a fargli i ponti d’oro.

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Quart de finale !! ???

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Storia di un predestinato

Aouar era già titolare del Lione a 20 anni, subentrando all’interno di un ricambio generazionale massiccio portato avanti da Aulas. La sua consacrazione si deve soprattutto al grande lavoro condotto da Bruno Genesio, ex allenatore del Lione. Il tecnico è stato bravo ad incanalarne il talento, smussandone contemporaneamente un po’ di elementi anarchici che lo contraddistinguevano. Dopo aver iniziato come mezzala, è stato spostato qualche metro più avanti e, sempre più sovente, lo si vede partire esterno.

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In posizione offensiva riesce a sprigionare tutto il meglio delle sue qualità, andando a duettare con i laterali e le punte. Non disdegna la conclusione in porta: nell’ultimo anno e mezzo ha segnato ben 27 reti, corredandole da 26 anni. Lionese fiero, in una recente intervista ha ammesso di vivere ancora con la mamma, pronta a riaccoglierlo ogni volta in cui il ragazzo ha del tempo libero. Che, a breve, potrebbe non avere più: d’altronde, la Francia e Ligue 1 cominciano a stargli veramente strette.

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