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I giovani della Romania guardano al Mondiale

La Romania è partita molto bene nella rincorsa a Qatar 2022, e grande merito va a un progetto giovane costruito sulla generazione d’oro dell’U21 del 2019

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Può essere la volta buona per la Romania di tornare alla fase finale dei Mondiali? La vittoria di ieri, nell’esordio delle qualificazioni per Qatar 2022, dà sicuramente delle buone speranze: al di là della prestazione caparbia (in vantaggio di 2-0, rimontata nei minuti finali, e all’85° di nuovo avanti), battere la Macedonia del Nord significa battere una squadra che giocherà i prossimi Europei, da cui la Romania rimarrà invece fuori.

L’impresa di Qatar 2022 è affidata a un allenatore giovane con un buon passato da giocatore, Mirel Radoi, fresco 40enne ex-Steaua Bucarest e già allenatore dell’U21, condotta allo straordinario terzo posto degli Europei di categoria del 2019. Ed è proprio sulle nuove generazioni che il ct ha scelto di puntare.

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È dal 1998 che la Romania non vede la fase finale di un Mondiale, primo passo del percorso dorato che due anni dopo condusse ai quarti di finale degli Europei. Da allora, ci sono sono state solo altre due partecipazioni continentali, nel 2008 e nel 2016, sempre concluse ai gironi.

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Fonte: @puski96 (Instagram)

Radoi si è ritrovato una rosa zeppa di nomi con scarsa esperienza internazionale e necessità di forze fresche che portassero entusiasmo ma anche talento. I pilastri sono chiaramente giocatori come Vlad Chiriches del Sassuolo, il capitano della Nazionale, e Nicolae Stanciu dello Slavia Praga, l’unico rumeno ancora impegnato in una competizione europea per club.

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Alle loro spalle è stato necessario fin da subito portare novità, e d’altronde la Federcalcio rumena ha scelto di puntare su Radoi proprio per permettergli di portare avanti l’ottimo lavoro fatto coi ragazzi dell’U21, che oggi rappresentano le grandi speranze del calcio locale.

Questo aspetto è evidente se si guarda la rosa convocata per queste prime partite di qualificazione: sei sono giocatori già presenti nella giovanile del 2019. Il nome che probabilmente salta maggiormente all’occhio è quello del 22enne Ianis Hagi, figlio del leggendario Gheorghe Hagi e, dopo un infelice passaggio dalla Fiorentina, oggi protagonista nei Rangers. Ma non c’è solo lui.

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A dire la verità, i maggiori esperti sostengono da tempo che la vera promessa della Romania sia l’ala destra Dennis Man, anche lui 22enne e che lo scorso gennaio è stato pagato ben 13 milioni dal Parma alla Steaua. In Serie A, finora, s’è visto poco, ma Radoi punta tantissimo su di lui, così come sull’altro neo-parmense Valentin Mihaila, attaccante sulla fascia opposta che ieri con la Macedonia ha segnato il gol del 2-0.

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Fonte: @dennismanofficial (Instagram)

Nella prima uscita, Radoi ha tenuto a riposo un po’ di giocatori, che probabilmente vedremo in campo domenica contro la Germania. Tra essi ci sono senza dubbio due delle rivelazioni dell’Europeo U21 di due anni fa, il portiere delle Inter Ionut Radu e un ex-interista, il centravanti dal cognome altisonante George Puscas, oggi al Reading in Championship.

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A completare la colonia italiana, tra i giocatori più importanti della Romania c’è ovviamente il centrocampista di 24 anni Razvan Marin, ex-Ajax e oggi al Cagliari, che lo ha pagato 10 milioni al club olandese. Tra le promesse in rampa di lancio c’è poi l’ala mancina Florinel Coman, 22 anni e sotto contratto con la Steaua Bucarest, ma già da un anno nel mirino della Roma.

I giovani della Romania sono partiti bene nelle qualificazioni, in un girone incui il primo posto è probabilmente già blindato dai tedeschi, ma dove il secondo posto è ampiamente abbordabile, tra Macedonia, Armenia, Liechtenstein e Islanda.

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Valerio Moggia
Valerio Moggia
Nato a Novara nel 1989, è il curatore del blog Pallonate in Faccia, ha scritto per Vice Italia e Rivista Undici, e collabora con la rivista digitale Linea Mediana.

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