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Fonte: Instagram @inter

Real Madrid Inter finisce 3-2, con i nerazzurri che recriminano per i troppi errori individuali e una fase difensiva rivedibile: le chiavi del match

Real Madrid Inter si è risolta sui dettagli e, alla fine, a ridersela sono i merengues. Che, di tre punti, avevano assolutamente bisogno. Infatti la squadra di Zidane, con questa vittoria, imprime una direzione alla classifica in chiave qualificazione agli ottavi di Champions League: i Blancos, nonostante le prime due prestazioni sottotono, sono ancora vivi e, nemmeno troppo indirettamente, questo per l’Inter è un grosso problema.

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Già, perché quando arrivi a un certo punto dei complimenti te ne fai poco. I nerazzurri hanno perso, commettendo i soliti errori e riproponendo le consuete ingenuità, cosa che – soprattutto in Europa – non ti puoi continuamente permettere. Inoltre, Conte dovrà fare delle riflessioni a 360 gradi riguardo alla scelta degli uomini e a una tenuta mentale che, evidentemente, manca clamorosamente ogni qualvolta la squadra è chiamata a fare il salto di qualità.

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Real Madrid Inter, la fase difensiva non funziona

Real Madrid Inter finisce 3-2 e, di conseguenza, Conte e il suo staff devono interrogarsi sul fatto che, questa squadra, concede troppi gol all’interno del singolo match. Facendo un breve reminding, nelle nove partite giocate fino a oggi in stagione, l’Inter ha chiuso con la porta inviolata solo in due occasioni (Genoa e Shakhtar). Davvero troppo poche per pensare di ottimizzare la discreta mole di azioni offensive prodotte.

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Nelle restanti sette partite, l’Inter ha subito complessivamente 15 gol. In pratica, sarebbe come se i nerazzurri, ogni volta in cui mettono piede in campo, partissero sotto di circa una rete e mezza. Per questo le spie d’allarme sono già accese da tempo, per quanto Conte fatichi nel correre ai ripari. La speranza del tecnico leccese riguarda il ritorno in rosa di Milan Skriniar: con lo slovacco, si spera di registrare meglio i meccanismi difensivi. Ma basterà?

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Gestione dei cambi rivedibile

L’assenza di Lukaku ha privato Real Madrid Inter di uno dei probabili potenziali protagonisti. Il belga ha lasciato un grosso vuoto davanti, che Conte ha colmato con l’inserimento di Perisic al fianco di Lautaro. A partita in corso, però, forse la gestione dei cambi sarebbe potuta essere un pochino più efficace e lungimirante. Per esempio, la sostituzione di Nicolò Barella – tra i migliori in campo – grida vendetta, a meno che il centrocampista sardo non avesse problemi fisici.

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Barella ha lasciato il posto a Gagliardini, ma probabilmente il sacrificato sarebbe dovuto essere Vidal, spento e invisibile, fino a quando si perde il taglio di Rodrygo (in partnership con D’Ambrosio) in occasione del gol vittoria per i Blancos. Il cileno è uno scudiero di Conte e i motivi sono noti a tutti, ma non può diventare un intoccabile. Per età, qualità delle prestazioni e soprattutto prospettive, Vidal andrebbe gestito diversamente, per non rischiare di trasformarlo da valore aggiunto a punto interrogativo.

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Meno efficacia e troppi errori

Andando poi brevemente a scorrere le statistiche di Real Madrid Inter, si scopre che a livello di conversione le due squadre, più o meno, si sono equivalse. Ai 12 tiri dei padroni di casa se ne sono contrapposti altrettanti da parte dei nerazzurri, ma il Real Madrid ha inquadrato i pali di Handanovic per ben sette volte – trovando un paio di occasioni nitide clamorose – contro le tre della squadra di Conte.

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Tale differenza è sottolineata anche dal coefficente xG, molto basso per entrambe: Sergio Ramos e compagni hanno messo insieme 0.97 xG, l’Inter solo 0.75. Ergo, un gol di differenza, seppure stiracchiato, ci può stare. A questo vanno aggiunti alcuni errori individuali clamorosi, come il retropassaggio folle di Hakimi che mette in porta Benzema col risultato ancora fermo sullo 0-0. La classifica adesso piange e adesso, per sperare di passare, l’Inter dovrà per forza cambiare spartito.

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