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Il 3 novembre è l’anniversario della morte di Romeo Anconetani, presidente del Pisa dal 1978 al 1984: ecco i migliori cinque talenti scovati dal presidentissimo nerazzurro

Quando un amante del calcio pensa a Romeo Anconetani, un senso di nostalgia pervade la sua mente. Si tratta di un presidente d’altri tempi, capace di portare il Pisa dove mai era arrivato nel corso della sua storia. Burbero e talvolta folcloristico, ma anche finissimo conoscitore di calcio e in grado di compensare con una competenza fuori dal comune i limiti economici rispetto a tanti altri presidenti. Un vero e proprio talent scout, capace di vestire di nerazzurro giocatori arrivati come sconosciuti per poi affermarsi a grandi livelli.

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Klaus Berggreen: lo straniero nerazzurro più presente

Parlando dei colpi portati a termine da Anconetani, non si può non partire da una vera e propria icona nerazzurra. Si tratta di Klaus Berggreen, centrocampista danese classe 1958. Dopo i primi anni di carriera nelle file del Lyngby, viene acquistato dal Pisa neopromosso in Serie A nell’estate del1982. Il presidente Anconetani, attingendo dal suo celeberrimo archivio, si convince che questo guerriero danese con il vizio del gol sia lo straniero giusto su cui puntare per mantenere la categoria.

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Uno dei tanti colpi riusciti ad Anconetani, che per 4 stagioni si gode le qualità tecniche e atletiche di questo giocatore. Berggreen, a cui viene data subito la fascia di capitano, diventa lo straniero più presente nella storia del Pisa con 124 presenze. Nell’estate del 1986 passa alla Roma per 4 miliardi di lire: un affare economico oltre che tecnico, visto che Anconetani nel 1982 l’aveva pagato appena 270 milioni.

Wim Kieft: da Scarpa d’oro a idolo dei pisani

Nel periodo al comando del Pisa, Anconetani è riuscito anche a mettere le mani su talenti emergenti e reclamizzati: non solo su ragazzi sconosciuti e poi valorizzati. Appartiene certamente alla prima categoria Wim Kieft, attaccante olandese arrivato in toscana nel 1983 e reduce da brillanti stagioni con l’Ajax. Ci sono grandi aspettative su questo ragazzo, capace di aggiudicarsi la Scarpa d’oro con 32 gol nella stagione 1981/82.

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I sogni dei tifosi, almeno inizialmente, vengono disattesi. Il primo anno a Pisa Kieft fatica, segna solo 3 gol e contribuisce in un certo senso alla caduta in B dei toscani. Si riscatta però nei due anni successivi, riportando il Pisa in A a suon di gol e confermandosi in massima serie l’anno dopo. La rete più importante della sua esperienza pisana, però, è quella del definitivo 2-0 contro il Debrecen che vale la conquista della Mitropa Cup nella stagione 1985/86.

Carlos Dunga: il cucciolo diventato leader del Brasile

Il viaggio tra i talenti scovati da Anconetani prosegue con Carlos Dunga. Siamo nel 1984 e la Fiorentina acquista questo giovane centrocampista dall’Internacional di Porto Alegre, lasciandolo però a maturare in Brasile per altre tre stagioni. Un apprendistato non ancora sufficiente, visto che nel 1987 viene girato nuovamente in prestito (ma stavolta al Pisa).

Al presidente Anconetani non pare vero di poter contare su questo ragazzo che, nonostante il suo soprannome sia la traduzione portoghese di Cucciolo, mostra doti fisiche e temperamentali fuori dal comune. L’ottima annata a Pisa accende le luci su Dunga, capace in seguito di diventare un idolo dei tifosi della Fiorentina e un capitano di lungo corso nella Nazionale brasiliana.

Diego Pablo Simeone: i primi passi del Cholo sotto la torre pendente

L’ultimo campionato di Serie A della gestione Anconetani è quello edizione 1990/91. Una stagione partita alla grande – con 5 punti nelle prime 3 giornate – per poi chiudersi con l’amara retrocessione in Serie B. Tra le poche note liete di quella stagione figura certamente Diego Simeone, centrocampista classe ’70 acquistato nell’estate del 1990 dal Velez Sarsfield.

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L’argentino ha un ottimo impatto con il calcio europeo, collezionando 31 presenze e 4 gol nel suo primo campionato di Serie A. Si ripete l’anno successivo tra i cadetti, a tal punto da attirare l’interesse del Siviglia. Dalle buone stagioni pisane prende il volo la carriera del Cholo, capace di mostrare le sue capacità sia da leader della mediana che da tecnico.

José Chamot: garra argentina a protezione dell’area di rigore pisana

Simeone non è il solo argentino scovato da Anconetani nell’estate del 1990. Oltre al Cholo viene acquistato José Chamot, difensore proveniente dal Rosario Central. Un vero e proprio comandante dell’area di rigore, che per tre stagioni crea notevoli problemi agli attaccanti che affrontano il Pisa. La sua escalation prosegue con il Foggia e tocca i picchi più alti quando Chamot veste le maglie di Lazio e Milan e diventa una colonna della Nazionale argentina. Uno dei tanti talenti le cui qualità vengono scoperte con largo anticipo dal grande fiuto di Anconetani.