anton miranchuk
Fonte: Twitter @GizliForvet

I fratelli Miranchuk, Aleksej e Anton, non sono merce rara nel panorama calcistico. Prendiamo, ad esempio, Eden e Thorgan Hazard, Lucas e Theo Hernandez. Oppure Jordan e Romelu Lukaku. Andando indietro nel tempo, chi può dimenticarsi di Beppe e Franco Baresi? Ripetiamo: fratelli. Ecco, tutto cambia se diamo un’occhiata alle rispettive date di nascita dei due russi, che destino vuole essere la stessa: i gemelli Miranchuk, ora sì, sono merce rarissima nel mondo del pallone.

Una crescita condivisa

Un po’ come accade nelle storie in cui due fratelli emettono il primo respiro nello stesso giorno, la loro è una crescita (sia fuori dal campo che in ambito calcistico) condivisa. Dal punto di vista fisiologico, ad esempio: se non per un taglio di capelli differente, è difficile distinguerli, considerando anche lo stesso 1,83m di altezza.

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Come detto, anche sul campo gli step sono i medesimi, perlomeno in partenza. Mamma Elena li porta nel 2006 da Slavjansk-na-Kubani, cittadina vicina a Krasnodar dove i due crescono, a Mosca, nel quartier generale dello Spartak. Il provino va male, ma c’è un piano B: si passa al centro d’allenamento della Lokomotiv, dove i due gemelli stupiscono e vengono ingaggiati. È l’inizio di una storia atipica, ma che li condurrà entrambi ad un’insperata fama, ancor più inaspettatamente (quasi) uguale.

Miranchuk
Fonte: Twitter @RusFootballNews

Questa è solo una delle tante foto in cui i due vengono raffigurati, ma è particolarmente emblematica per la presenza di un trofeo. Assieme, ne hanno vinti sei: una Premier Liga, tre Coppe di Russia, una Supercoppa di Russia ed un campionato giovanile russo, con l’U19 della Lokomotiv.

Sempre sulla trequarti, Anton con il piede destro ed Aleksej con il sinistro, una delle poche differenze tra i due, che hanno segnato rispettivamente 27 e 43 gol (due contro la Juventus, tra casa e trasferta, in Champions League) con i rossoverdi. Inoltre, hanno aggiunto 16 e 45 assist. Come si può notare dai numeri, è il secondo il gemello tecnicamente più dotato: non è un caso che abbia lasciato la Russia per primo.

Per Aleksej c’è la Dea

In estate, infatti, per Aleksej Miranchuk è arrivato il grande passo. Nonostante gli interessamenti da Bundesliga, Premier League e Liga, i suoi occhi sono rimasti puntati sull’offerta proveniente dall’Italia. L’Atalanta ha agito più velocemente della concorrenza, versando nelle casse dei moscoviti 14,5 milioni di euro per accaparrarselo.

Finora non ha trovato molto spazio, ma considerando il calendario fitto di impegni per gli orobici, non è da escludere che Gian Piero Gasperini lo faccia inserire sempre più nell’undici titolare dei nerazzurri. Anche per Ruslan Malinovskyi il processo di ambientamento è durato svariate settimane, ma laddove c’è classe, in casa Atalanta, si viene premiati. Sotto questo punto di vista, Miranchuk può dormire sonni tranquilli.

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Basti pensare al quarto ed ultimo gol degli orobici in terra danese: una perla del gemello approdato in Italia. Ilicic lo serve al limite dell’area, il russo controlla di sinistro e con lo stesso piede lascia partire una conclusione a giro che bacia il palo alla destra dell’estremo difensore avversario.

E rimase solo un Miranchuk

Come abbiamo potuto notare, la classe non manca ad Aleksej, ma dev’essere un affare di famiglia. Anton Miranchuk (che inizialmente vestiva il numero 60, uno in più dell’ormai classico 59 del gemello), rimasto in terra russa, ha anch’esso colpi da vero e proprio prestigiatore. Vedere per credere la rete nel derby contro la Dinamo della passata stagione:

Senza l’apporto del gemello, Anton si sta caricando sulle spalle il peso della trequarti offensiva dei suoi. Finora, in quest’atipico avvio di stagione condizionato dalla pandemia, è riuscito a collezionare tre reti e quattro assist in 15 partite, con un gol agrodolce nella sconfitta di Champions League contro il Bayern Monaco.

Stasera doppio appuntamento per i diretti interessati. Alle 18:55 Anton e la sua Lokomotiv Mosca ospitano l’Atletico Madrid del Cholo Simeone, mentre alle 21 Aleksej incrocia per la prima volta in carriera i campioni d’Inghilterra del Liverpool, sperando di essere mandato in campo per i bergamaschi. Mamma Elena sarà davanti alla tv: i suoi gemelli vogliono prendersi la scena nella serata di Champions League.