azmoun
Fonte Immagine: @sardar_azmoun (Instagram)

Avversario della Lazio in Champions League, Sardar Azmoun è l’ultimo di una serie di attaccanti iraniani di alto profilo, e quello che sta convincendo maggiormente gli osservatori europei.

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Da un paio d’anni almeno, tutti lo conoscono con l’ingombrante soprannome di “Messi iraniano”, ma se a prima vista potrebbe venir da sorridere, la verità è che Sardar Azmoun è oggi uno degli attaccanti più seguiti e apprezzati del calcio europeo, frequentatore ormai abituale delle coppe e da tempo nel mirino di club importanti, soprattutto italiani.

La maggior parte dei tifosi ha iniziato a conoscerlo durante i Mondiali 2019, nonostante in patria ricevette molte critiche per non essere riuscito a far superare all’Iran il primo turno, ma gioca in Europa già dal 2013, e da un anno è una delle stelle dello Zenit San Pietroburgo, avversario della Lazio nella Champions League 2020-2021.

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Le origini di Azmoun

Azmoun è nato nel 1995 nel Golestan, una regione dell’Iran nord-orientale al confine con l’ex-repubblica sovietica del Turkmenistan, terra d’origine dei suoi genitori. Il suo nome, Sardar, è infatti di origine turca e significa “colui che è in testa, capo”, mentre il cognome Azmoun è persiano, e può essere tradotto con “prova, esame”.

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La sua storia come calciatore è iniziata non senza qualche difficoltà: i primi allenatori lo schieravano in porta o come difensore, ma in breve si convinsero non avesse il talento necessario a sfondare, così Azmoun iniziò a dedicarsi alla pallavolo, lo sport paterno, ottenendo anche ottimi risultati. Solo verso i 15 anni venne nuovamente richiamato al calcio, scoprendosi un attaccante estremamente talentuoso.

L’attacco è, a ben vedere, il reparto di maggior tradizione del calcio iraniano, a partire dal grande Ali Daei (ex di Arminia Bielefeld, Bayern Monaco ed Hertha Berlino) e da Mehdi Mahdavikia (Bochum, Amburgo, Eintracht Francoforte), fino a giocatori più recenti come Ali Karimi e Alireza Jahanbakhsh.

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Rispetto ai suoi più illustri connazionali, Azmoun è una punta molto più tecnica e fantasiosa, ma nonostante questo il paragone con Messi ha lo stesso poco senso: l’iraniano e l’argentino sono due giocatori totalmente differenti per caratteristiche e stile di gioco. Azmoun è molto più punta, e soprattutto è alto 186 cm; volendo, assomiglia maggiormente a Ibrahimovic che non a Messi: un’attaccante vero e proprio, capace di abbinare doti fisiche e tecniche.

Caratteristiche talmente evidenti che, a differenza della maggior parte dei calciatori iraniani, Azmoun non ha esordito tra i professionisti nella Persian Gulf Pro League, ma nel campionato russo: il Rubin Kazan lo ha notato che aveva solo 17 anni, portandolo in Russia e facendolo esordire accanto a giocatori come Cristian Ansaldi, Salomon Rondon e Yann M’Vila.

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All’epoca, anche l’Inter lo aveva addocchiato, ma senza concludere l’affare, forse anche per lo scetticismo molto italiano verso i giocatori iraniani (unica eccezione: Rahman Rezaei, ovviamente una scommessa di Gaucci). La scelta di Azmoun per il club russo è stata dettata soprattutto da Kurban Berdyev, allenatore del Rubin e anche lui di origine turkmena. Il rapporto tra i due è stato molto stretto fin da subito, e quando il tecnico ha lasciato Kazan per andare ad allenare il Rostov, Azmoun lo ha seguito poco dopo, e insieme ha raggiunto un incredibile secondo posto in campionato nel 2015-16.

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Accanto al suo immenso talento, l’attaccante iraniano ha anche un carattere difficile, di cui la stampa occidentale parla raramente. La sua prematura fuga dal campionato iraniano è stata conseguenza di uno scontro con i dirigenti della sua prima squadra, il Sepahan: il club smise di pagargli lo stipendio, e Azmoun si trovò subito una nuova squadra. Dopo le critiche ricevute ai Mondiali 2018, la sua reazione fu di annunciare il ritiro dalla Nazionale, privando così l’Iran del suo giocatore più forte; solo dopo le insistenze della federcalcio di Teheran ha accettato di tornare sui suoi passi.

L’arrivo allo Zenit, nel 2019, è stato il coronamento del suo percorso nel calcio russo, portandolo a vestire la maglia della squadra più competitiva del paese e a condividere l’attacco con tre giocatori molto quotati come il brasiliano Malcom (ex-Bordeaux e Barcellona), l’argentino Driussi e il russo Dzyuba. A San Pietroburgo, Azmoun ha conquistato i suoi primi titoli: due campionati, una coppa e una supercoppa nazionali.

È opinione comune che ormai abbia raggiunto tutto ciò che poteva attendersi dal calcio russo, e che ora necessiti del salto in un campionato di maggiore prestigio. Le sue abilità tecniche sono un ottimo biglietto da visita, ma a livello tattico Azmoun colpisce soprattutto per la sua abilità di giocare negli spazi, inserendosi alle spalle dei difensori e diventando pericolosissimo in contropiede.

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Il futuro di Azmoun

Non stupisce allora che ad interessarsi a lui ci siano molti club italiani, in prima fila proprio la Lazio, che in questa Champions League se lo troverà come avversario diretto nei gironi: il club biancoceleste ha fatto del gioco negli spazi e in profondità uno dei suoi marchi di fabbrica, e Azmoun potrebbe essere la spalla perfetta per Immobile, con le cui caratteristiche si integrerebbe in maniera potenzialmente ottimale.

In estate è stato accostato anche al Milan e al Napoli, e l’interesse attorno a lui lo aveva portato a dichiarare ai media iraniani che sentiva che era giunto il momento di cercarsi una nuova sfida. Lo Zenit è subito corso ai ripari, comunicando che il prezzo per il suo gioiello è di 30 milioni di euro: una cifra che nessuno si è sentito disposto a spendere, in tempi come questi, specialmente considerando che è quanto speso dal Liverpool per Thiago Alcantara.

Nonostante ciò, il rendimento di Azmoun non ha subito alcun contraccolpo: dopo il record di 21 gol e 10 assist in 38 partite, nella scorsa stagione, l’iraniano ha iniziato il 2020-21 con 6 reti e 3 assist nelle prime 11 partite di campionato. Lo Zenit, però, non sta andando benissimo: è secondo in campionato e ha perso le prime due partite in Champions, così che adesso è già un dentro o fuori. Azmoun è reduce da un piccolo infortunio, per cui la sua presenza stasera contro la Lazio non è ancora assicurata, e senza di lui i russi perdono molto del loro potenziale offensivo.

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