Premier League

La Premier League è notoriamente il campionato più influente del globo, e in un momento così difficile per la popolazione mondiale, i suoi campioni non si tirano indietro. Dopo Marcus Rashford, anche altri grandi calciatori hanno scelto di dar vita alle proprie attività per il sociale. 

Premier League champion: Andy Robertson

Dopo che Marcus Rashford ha ottenuto il riconoscimento come Member of The British Empire direttamente dalla Regina Elisabetta per la sua attività nel sociale, anche a Liverpool non hanno voluto essere da meno. 

LE PARTITE DI OGGI: A CHE ORA E DOVE VEDERLE

Il terzino Andy Robertson, scozzese e dalle grandissime prospettive, ha fondato insieme alla compagna Rachel la AR26 Charity, un’associazione che prende il nome dal numero iconico che ha seguito il calciatore nel corso della sua carriera in Scozia e in Premier League, e che verrà inaugurata questo week end con un countdown verso il Natale. 

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“Ho sempre cercato di far parte delle Charity Association nel corso della mia carriera, per questo la nascita della AR26 è così importante. Nel mio percorso sono stato molto fortunato, perché ho sempre avuto il supporto della mia famiglia, dei miei amici e di grandi allenatori. Non tutti hanno questo a disposizione e attraverso l’associazione vogliamo cercare di non lasciare da soli i ragazzi, in modo che abbiano le stesse opportunità di chi è più fortunato di loro. Spero che in questo viaggio tanti ci accompagnino.”

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Tre i programmi che l’AR26 si propone di portare avanti: 

  • Football for All: Lo staff della AR26 si occuperà di fornire ai bambini delle sessioni di allenamento gratuite e divertenti di calcio per i doposcuola per educare i piccoli ad un sano e attivo stile di vita. 
  • Hope for Youths: Un aiuto ai giovani per continuare gli studi, allenarsi e trovare opportunità di lavoro. 
  • Life Changing Experiences: Dare vita a ricordi indelebili per i bambini malati e le loro famiglie. 

Una grande iniziativa, che questo week end vedrà la luce con l’orizzonte natalizio ormai a portata di mano. 

L’altra faccia di Manchester: Raheem Sterling 

“Non sono felice solo per tutti questi milioni. Non me ne faccio nulla se non posso aiutare la gente. Che siano cinque, due o finanche una sola persona, l’importante è che io faccia qualcosa di buono per l’Inghilterra.” 

Così Raheem Sterling ai microfoni del Sunday Times in Inghilterra parlando della sua nuova iniziativa in campo sociale. Dopo aver uscito pubblicamente riguardo gli abusi da social network e sulla campagna Black Lives Matter, ora l’attaccante degli ex campioni della Premier League e dell’Inghilterra scende in campo per i piccoli di Londra. 

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Gli ultimi dettagli della nuova associazione stanno ancora prendendo forma, ci saranno sicuramente sette collaboratori e sia gli sponsor personali del calciatore, sia il Manchester City parteciperanno. L’intento è di fornire ai ragazzi l’opportunità di lavorare, di avere materiale sportivo per allenarsi e di andare all’università:

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“Se hanno progetti che la loro condizione non favorisce noi saremo al loro fianco. Vogliono andare in un college, lavorare o hanno bisogno di equipaggiamento sportivo? Questo è lo scopo della nostra azione.”

Mata cuore d’oro 

Per chiudere il cerchio, nella metà rossa di Manchester, sulla corsia di destra che parla spagnolo c’è Juan Mata, ex giocatore del Chelsea e da quasi dieci anni in Premier League, che segue l’esempio del suo compagno Rashford e lo elogia pubblicamente. 

MARCUS RASHFORD, MEMBRO DELL’IMPERO BRITANNICO

Al Pitch to Post Preview podcast lo spagnolo si è detto orgolgioso per quanto fatto da Rashford fino a questo momento e ha incoraggiato altri giocatori della Premier League e di tutto il mondo del calcio a sfruttare il proprio status per fare del bene: 

“Sono molto orgoglioso di Marcus, lo siamo tutti. Il nostro compito è di allenarci ed essere pronti per le gare, ma far coesistere il nostro impegno calcistico in Premier League con l’attenzione a ciò che ci accade intorno è fondamentale. Marcus lo sta dimostrando egregiamente, nonostante quello che si è detto.” 

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Juan Mata, fondatore di “Common Goal”, progetto che coinvolge tutti i lavoratori del mondo del calcio a donare l’uno per cento del proprio stipendio ad enti e ad associazioni benefiche, si riferiva all’uscita non troppo felice della opinionista di destra Katie Hopkins, che nello scorso ottobre pubblicò un fotomontaggio in cui il suo volto sostituiva quello di un calciatore del City che entrava in tackle sul dieci dei Red Devils.

MARCUS RASHFORD É DIVENTATO UN’ICONA POLITICA 

Premier League influence 

In una crisi globale che sta dimostrando come nell’economia-mondo attuale ognuno è profondamente legato a ciò che succede a migliaia di chilometri di distanza, l’intervento dei calciatori di Premier League nel sociale sta facendo un’enorme differenza per i piccoli delle città inglesi. 

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Nonostante le opposizioni formali di membri ed opinionisti del partito conservatore che vorrebbero i calciatori della Premier League come marionette concentrate esclusivamente sul campo, Rashford e i suoi “amici” stanno dimostrando che si può fare del bene, sfruttando ciò che il mondo del calcio ha offerto loro. 

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