HomeCalcio EsteroPerr Schuurs, l’Ajax ha l’erede di De Ligt?

Perr Schuurs, l’Ajax ha l’erede di De Ligt?

L’Ajax potrebbe avere in casa il perfetto sostituto di De Ligt: si tratta di Perr Schuurs, giocatore con ancora ampi margini di miglioramento

Quella dell’Ajax è una fabbrica di talenti in continuo movimento. Una squadra che, proprio grazie a questo meccanismo, ha quasi sempre l’alternativa pronta nel momento in cui cede qualcuno die suoi gioielli ad un grande club. L’ultimo della lista dei giocatori venduti a peso d’oro dall’Ajax è Matthijs De Ligt, difensore ceduto alla Juventus nell’estate del 2018 per 75 milioni di euro.

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Una perdita difficile da colmare, vista la portata del talento olandese (vincitore del Golden Boy nel 2018). La sensazione però è che la soluzione possa arrivare ancora una volta dal vivaio dei lancieri. Il nome in questione è quello di Perr Schuurs, difensore classe ’99. Un ragazzo molto promettente, le cui prime apparizioni generano però opinioni contrastanti riguardo alla sua etichetta di “erede di De Ligt”.

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Schuurs
Fonte: Instagram @perr_schuurs

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Differenze tra De Ligt e Schuurs

Accomunare De Ligt e Schuurs da ogni punto di vista, solo perché sono entrambi difensori centrali che hanno caratteristiche simili, sarebbe una forzatura. La prima differenza evidente tra i due è la loro formazione calcistica. De Ligt, infatti, entra nelle giovanili dell’Ajax quando ha 9 anni: un’età in cui i bambini partono praticamente da zero nel loro percorso.

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De Ligt cresce secondo i principi di gioco dell’Ajax, applicati dai pulcini fino alla prima squadra. Quando approda nella formazione dei grandi, oltre ad eccellere per le sue qualità innate, è inevitabilmente facilitato dal suo background.

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Schuurs, invece, cresce in un’altra scuola calcistica ovvero il Fortuna Sittard, dove milita fino al 2018. Quando passa all’Ajax ha già 19 anni, quindi ha già percorso gran parte del suo percorso formativo. Per azzardare un paragone scolastico, è come se uno stesso professore cominciasse ad insegnare a due alunni in momenti differenti: il primo fin dalle elementari, il secondo a partire dall’università.

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Una differenza di militanza, con conseguente minore conoscenza del gioco dei lancieri, sottolineata dallo stesso Schuurs in un’intervista: “All’Ajax giochiamo con la difesa alta, avendo molto spazio alle spalle. Bisogna valutare bene le distanze e capire quando arriva il passaggio in profondità: sono cose che sto imparando e sulle quali devo migliorare”. Un’ammissione onesta e sincera, da parte di un ragazzo proveniente da una scuola calcistica totalmente diversa dall’Ajax.

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Leadership e regia difensiva: analogie tra De Ligt e Schuurs

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Spiegata la principale differenza tra i due giocatori, ci sono però anche dei punti di contatto. Entrambi i difensori hanno infatti nell’impostazione del gioco una delle loro peculiarità. Quando militava nell’Ajax, De Ligt era il regista difensivo della squadra. Che fosse lui a recuperare il pallone oppure un suo compagni di reparto, l’azione ripartiva sempre dai suoi piedi ben educati. Una qualità che lo ha portato all’occorrenza ad avanzare di qualche metro, ricoprendo il ruolo di regista davanti alla difesa.

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Quando De Ligt è andato alla Juventus, serviva un giocatore in grado di assolvere i medesimi compiti per non diminuire la qualità del gioco. La scelta è ricaduta su Schuurs, che sta dimostrando di avere le qualità per interpretare questo ruolo. Ancora non ha la continuità mostrata da De Ligt nelle sue ultime stagioni all’Ajax ma, incamerando sempre più minuti nelle gambe e conoscenza dei principi di gioco aiacidi, la sensazione è che possa risultare un centrale difensivo di ottimo livello. Senza farsi schiacciare dall’ombra del predecessore e proseguendo il suo percorso con le sue necessarie tempistiche.

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Paolo Lora Lamia
Classe ’92, ho la vocazione del giornalismo sportivo fin dall’adolescenza. Adoro il calcio, la sua storia e una narrazione sportiva tesa ad emozionare più che a creare polemiche. Giornalista pubblicista dal 2019, cofondatore di Mondoprimavera.com, collaboratore presso Gruppo GEDI e La Giovane Italia e opinionista sportivo per Toscana TV. Ho un debole per il calcio inglese (e per il Liverpool in particolare).

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